Expo, la sfida sostenibile della Svizzera

Quattro torri piene di mele, sale, caffè, acqua, ma… il cibo basterà per tutti? Tutto sul Padiglione più interattivo dell’Expo.

Il padiglione della Svizzera offre una delle esperienze più concettuali e interattive dell’Esposizione Universale ed è tra i più frequentati, con una media a oggi di circa 250 mila visitatori al mese. La struttura si trova lungo il Decumano (la strada principale dell’Expo), vicino a Piazza Italia, impossibile non riconoscerla: c’è, infatti, una scritta dipinta su una delle quattro torri di cui è composto il padiglione, che colpisce subito con il tema vitale “Ce n’è per tutti?”, metafora della scarsità delle risorse alimentari a livello globale. L’ingresso è libero e gratuito, ma per poter visitare le torri è necessario munirsi di un biglietto al botteghino presente all’entrata, oppure facendo la prenotazione on line. Consiglio: i biglietti vanno a ruba, quindi è meglio prenotare la visita con un certo anticipo tramite l’apposita pagina web. Prima di proseguire vi suggeriamo qualche consiglio per orientarvi più facilmente all’interno del sito espositivo e trovare il padiglione senza fatica alcuna.

Il Padiglione Svizzero e l’esperienza interattiva. Il padiglione svizzero – con una superficie di 4433 m2 – si presenta come una grande piattaforma aperta, con quattro torri alte 15 metri riempite di prodotti alimentari. I visitatori possono accedere alle torri attraverso gli ascensori e, una volta arrivati in cima, possono servirsi dei prodotti e portarli a casa, fino all’esaurimento delle risorse. Man mano che le torri si svuotano, si abbassano, modificando la struttura del padiglione stesso. Le scorte alimentari non verranno ripristinate e i visitatori vengono avvisati da messaggi a muro e dagli addetti: “Gli alimenti sono a disposizione del pubblico, che può prenderne quanti ne vuole, ma – la guida svizzera avverte – a seconda di quanto ogni persona prenderà, potrebbe essercene per tutti oppure no”. Oltre alle torri il Padiglione comprende la Casa Svizzera composta dai seguenti elementi: lo spazio espositivo dei cantoni del San Gottardo dedicato all’acqua, le mostre delle città, l’esposizione interattiva di Nestlé, il ristorante e il take away, l’auditorio che ospita eventi e conferenze.

Il concept del padiglione: Ce n’è per tutti?” Questa è la prima domanda che svetta sulla facciata d’ingresso del Padiglione. La Svizzera è stato il primo Paese ad aver aderito a Expo Milano, nel 2011, e il primo ad aver presentato il progetto, denominato «Confooderatio Helvetica» della società di architetti Netwerch, selezionato nel 2012 da una giuria di esperti tra 103 proposte pervenute nell’ambito di un concorso internazionale. Il team di giovani architetti  ha saputo convincere la giuria con un messaggio chiaro, capace di stimolare la riflessione sulla responsabilità personale, sull’equa ripartizione dei beni alimentari e sulla sostenibilità: la Svizzera, infatti, con questo padiglione pone al pubblico una domanda fondamentale sul cibo “Ce n’è per tutti?” e dà il via ad un esperimento sociale.

Il contenuto delle torri: caffè, mele, sale e acqua. Le torri rappresentano il cuore del Padiglione svizzero, una metafora di ciò che sta accadendo nel mondo, dove il consumo indiscriminato delle risorse del Pianeta sta mettendo in discussione la stessa sopravvivenza degli esseri umani. I quattro prodotti selezionati per le torri – l’acqua, il sale, il caffè e le mele – rappresentano un Paese sostenibile, innovativo e fedele alle proprie tradizioni. Il caffè - principale prodotto alimentare d’esportazione, davanti anche a cioccolato e formaggio – illustra la capacità d’innovazione e di sostenibilità lungo tutta la filiera, dalla pianta alla tazzina. Le rondelle di mele disidratate rappresentano la biodiversità e il ruolo fondamentale dell’agricoltura nella tutela del paesaggio. Il sale è un elemento essenziale nella nutrizione equilibrata e nella produzione industriale. L’acqua è un elemento centrale e ricorrente del Padiglione svizzero, per sensibilizzare i visitatori sulla preziosità di questa risorsa rara e limitata, in Svizzera come nel mondo intero. Quest’ultima torre è riempita di bicchieri con l’illustrazione del ciclo dell’acqua. I visitatori possono servirsi d’acqua potabile nella torre e riutilizzare in seguito il bicchiere a Expo 2015 o a casa.

La riflessione:Quanto ne rimane?” Questa è la seconda domanda che svetta sulla facciata secondaria del Padiglione Svizzero. All’inizio dell’Esposizione Universale nelle torri erano presenti 2 milioni di piccole dosi di sale, 2,5 milioni di bustine di caffè solubile, 350mila bicchieri utilizzabili per bere l’acqua del padiglione e 420mila sacchettini di plastica con un paio di rondelle di mele l’uno: le rimanenze di questi prodotti sono contenute ciascuna in una delle quattro torri. Conti alla mano, nel secondo mese d’attività, il 36% delle mele, il 35% dei bicchieri, il 16% delle bustine di caffè e il 17% delle bustine di sale è stato consumato, e l’altezza delle torri si è abbassata di un piano. Il progressivo svuotamento delle torri è registrato in tempo reale e può essere seguito sul sito web ufficiale.

Il Padiglione comprende anche la Casa Svizzera. Oltre alle torri il padiglione è composto dallo spazio espositivo permanente dei cantoni del San Gottardo dedicato al tema dell’acqua, con una presentazione interattiva che crea un ambiente in cui il visitatore si trova coinvolto attraverso tutti i sensi. Un’altra esposizione permanente, questa volta scientifica, spiega i segreti dell’affascinante relazione fra persona e cibo, una guida alla scoperta di come e perché la mente e il corpo interagiscono continuamente allo stimolo del cibo e dei meccanismi che ci portano a desiderare, scegliere e gustare quello che mangiamo ogni giorno. Mentre al pianterreno delle torri c’è un’area dedicata all’esposizioni delle città svizzere, come Basilea, Zurigo e Ginevra. Un aspetto molto importante riguarda la sostenibilità della struttura: una volta terminata l’Esposizione Universale il padiglione non verrà buttato, ma recuperato, e le torri saranno riutilizzate nelle città svizzere come serre urbane.

L’atelier del cioccolato. Le attività d’interazione non sono ancora terminate: tre volte al giorno, alle 11.30, alle 14.30 e alle 15.30, sono previsti i laboratori, gratuiti e guidati, per i visitatori dell’Expo per imparare al fare il cioccolato, dalla fava di cacao alla tavoletta. Al termine del laboratorio si potrà portare a casa il proprio operato, oltre ad altri cioccolatini offerti dal padiglione. Occorre prenotare con un po’ di anticipo per poter partecipare al laboratorio, comunicando la propria presenza direttamente ai responsabili.

L’offerta gastronomica svizzera. Il ristorante si trova al secondo piano, con piatti tipici descritti all’interno di menù interattivi, su tablet presenti su ogni tavolo. Si può scegliere tra antipasti e spuntini, come il piatto di formaggi dell’Oberland zurighese a 6 €, che segue la tradizione secolare Svizzera, dove nel complesso si producono 450 tipi di formaggio. Tra i piatti principali vi suggeriamo la polenta rossa ticinese e luganighe a 14 €. Consiglio: per un pranzo take away recatevi alla terrazza svizzera al piano terra, dove offrono l’imperdibile raclette del vallese AOP a 4.50 €.

Se, invece, preferite uscire dal padiglione e provare qualche sapore italiano o esotico, senza spendere troppo, ecco la guida per scegliere il ristorante che fa per voi. Continuate a seguirci all’interno della sezione Expo per scegliere e programmare la vostra visita, con i consigli su eventi e padiglioni da non perdere. E se volete raggiungere l’Esposizione Universale in bici, ecco tutte le info per un’Expo all’insegna della mobilità green, tra tour guidati e punti di noleggio. Buona visita a tutti!

SERENA GIACOMIN
Serena Giacomin


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