eBike, le due ruote con una marcia in più

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Economica, ecologica, costa meno di un motorino e fa bene alla salute: in Italia è boom di bici a pedalata assistita. E con un po’ di manualità e un kit acquistato in rete, poi, trasformare la propria bicicletta normale in eBike non è mai stato così facile

Secondo gli ultimi dati di Ancma, l’Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori, nel 2014 sono state vendute 1,54 milioni di biciclette, il 6,6% in più rispetto all’anno precedente. Una quota sorprendente è stata raggiunta dalla vendita di eBike, le bici a pedalata assistita: l’anno scorso ne sono state acquistate 51.405, il 12% in più rispetto al 2012. Ma non è tutto: le eBike sono così apprezzate che alcune amministrazioni hanno organizzato il servizio di bike sharing con queste biciclette.

I motivi del successo. Le eBike stanno progressivamente sostituendo gli scooter per diversi motivi. Innanzitutto le bici a pedalata assistita costano meno di un motorino anche in termini di gestione e manutenzione: la batteria, solo per fare un esempio, va in genere cambiata dopo 500 cicli di ricarica pari a 25mila chilometri e acquistarla costa dai 350 ai 400 euro. In più, una eBike inoltre non deve essere assicurata, non necessita di bollo, non ha l’obbligo del casco (anche se si consiglia di usarlo) e non consuma benzina. Infine pedalare fa bene alla salute.

Bici a pedalata assistita ed elettriche, due ruote con una marcia in più. Le biciclette che, oltre alla forza delle gambe, dispongono di sistemi di propulsione, si dividono in due categorie: le bici a pedalata assistita e le bici elettriche. Le bici a pedalata assistita, le cosiddette eBike, sono le biciche – con un motore di 250watt, una velocità di 25Km/h e un’assistenza alla pedalata del ciclista fino a quando pedala o raggiunge la velocità di 25Km/h – rendono la fatica fisica quasi nulla. Nella bici a pedalata assistita il motore si spegne automaticamente quando si smette di pedalare, quando si frena o quando si raggiungono i 25 chilometri orari, limite consentito dalla legge. In pratica, le biciclette a pedalata assistita si comportano esattamente come le bici normali. In più, però, hanno un motore che assiste, ma non sostituisce, la forza delle gambe. Attraverso una console posta sul manubrio, poi, in molti modelli è possibile regolare il livello di assistenza alla pedalata. Quando si supera una certa velocità, il motore si spegne automaticamente. Il grande vantaggio della pedalata assistita si avverte nei casi in cui la bicicletta è più faticosa da muovere, quando, per esempio, si devono affrontare salite o percorsi particolarmente lunghi o si trasportano zaini o seggiolini per bambini. Il ciclista, però, non è mai passivo, deve sempre partecipare allo sforzo. Chi sceglie una bicicletta elettrica, invece, può anche decidere di non pedalare e di usare solamente il motore elettrico.

Da bici a bici a pedalata assistita: come trasformarla. Una bici normale si può trasformare in una bici a pedalata assistita. Per farlo, occorre un kit di conversione, acquistabile anche in rete. Per ottenere la conversione basta avere dimestichezza con la manutenzione della bici stessa, cioè esser capaci di smontare la ruota (anteriore o posteriore), e di sostituire copertone e camera d’aria.

Che cosa c’è in un kit. I kit sono essenzialmente formati da motore elettrico, batteria, sensore di pedalata Pas (obbligatorio per legge, rileva l’uso dei pedali: se il ciclista si ferma, lo fa anche il motore), manopole freno con interruttore di corrente (dotate di sensore elettrico che non fa arrivare la corrente al motore quando la bici frena) e centralina (consente di regolare lo sforzo del motore e indica lo stato della batteria).

Quanto costa. I prezzi dei kit fai da te sono vari, in generale, in rete e nei negozi, si parte da circa 300 euro. Il costo finale dipende dal tipo di motore che si decide di installare che, in base alla potenza, ha prezzi diversi. Altro elemento del kit che incide sulla spesa è la batteria: il suo costo, infatti, cambia in base al voltaggio, cioè alla potenza, e all’amperaggio, cioè alla quantità di energia che è in grado di immagazzinare. In commercio ci sono batterie di piombo, nichel e litio. La batteria di piombo è più pesante ed economica (si parte dai 100 euro) ma per ricaricarsi (collegata alla presa di corrente attraverso un apposito caricatore) ha bisogno di più tempo, circa 12 ore. La batteria al nichel, invece, si ricarica in sei ora ma costa molto, circa 300 euro. Le batterie al litio, infine, sono le migliori: si ricaricano in tre ore e durano fino a cinque anni.

Il passaggio non è definitivo. I vantaggi di una bici a pedalata assistitasono enormi. Non emette scarichi inquinanti nell’aria, è silenziosa, si parcheggia ovunque, permette di risparmiare tempo e fatica anche nel traffico. L’unico svantaggio potrebbe essere la necessità di tenere in carica la batteria per alcune ore (dalle tre in poi in base al modello). I kit, infine, non trasformano permanentemente la bicicletta in una bici elettrica: grazie al comando manuale di accensione e alla batteria estraibile si può decidere di volta in volta come utilizzare il proprio mezzo.