Casa calda, ecologicamente

Il termo-camino, i pannelli solari, l’impianto a pavimento. E ancora: le stufe a pellets e i raggi infrarossi. Creare il giusto tepore nelle proprie stanze: ecco come fare…

Attenti all’ambiente e al risparmio (energetico ed economico). Risparmiare energia e denaro e nello stesso tempo aver cura dell’ambiente: quando si tratta di riscaldare casa gli italiani vanno alla ricerca di una soluzione che metta insieme risparmio – energetico ed economico – e tutela della natura. A confermarlo una recente indagine di Doxa per conto di una multinazionale giapponese, leader mondiale nei sistemi di climatizzazione. Secondo lo studio l’83% della popolazione italiana ritiene importante avere un impianto di riscaldamento che riduca il più possibile i costi in bolletta; il 76% vorrebbe una soluzione in grado di rispettare l’ambiente attraverso energie rinnovabili; il 73% considera fondamentale una tecnologia a elevata efficienza energetica, che cioè abbia un impatto ambientale ridotto.

L’isolamento termico, il punto di partenza. La possibilità di mantenere calda la casa limitando consumi ed emissioni inquinanti parte da un buon isolamento termico dell’edificio, ottenuto – per esempio – attraverso l’installazione di infissi a taglio termico (strutture, di solito in alluminio, che garantiscono una migliore tenuta nei confronti delle dispersioni termiche). Da alcuni anni la compravendita degli immobili è accompagnata dalla certificazione energetica, documento che identifica in modo chiaro – con una scala dalla G  (classe peggiore) alla A+ (classe migliore) – quanto sia efficiente nell’uso dell’energia per il riscaldamento e per il raffreddamento. Gli interventi per migliorare l’efficienza energetica della propria casa sono invasivi e relativamente costosi: chi decide di avviarli, comunque, può approfittare di alcune agevolazioni. Sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 e per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti si ha diritto a una detrazione del 65%, percentuale che passerà al 50% per i pagamenti effettuati dal I gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 (ulteriori informazioni sono disponibili qui).

Il termocamino, l’alternativa ecologica. Il termocamino è la variante ecologica del camino tradizionale, capace di riscaldare ambienti molto ampi o addirittura tutta la casa. Questa soluzione si adatta  a ogni tipo di abitazione: sia a quelle grandi sia a quelle piccole in cui, comunque, non si vuole rinunciare all’effetto della “fiamma danzante”. Sul mercato esistono principalmente due tipi di termocamino, ad aria e ad acqua. Il primo, molto simile a una stufa, ha un’istallazione più semplice perché non si attacca a caldaia e radiatori e riscalda principalmente l’ambiente in cui è inserito. Il termocamino ad acqua, invece, riscalda contemporaneamente l’acqua, cui garantisce una temperatura costante per tutto il giorno, e tutti gli ambienti di casa grazie ai radiatori. A differenza del modello ad aria, il termocamino ad acqua è più complesso da installare perché prevede l’allaccio al sistema dei tubi del riscaldamento. Per questo motivo lo si prevede in fase di costruzione o di profonda ristrutturazione dell’immobile. Prezzi a partire da mille euro circa.

Riscaldamento a pavimento. Nell’ambito di grossi lavori di ristrutturazione si può decidere di installare un impianto di riscaldamento a pavimento, uno dei migliori in termini di risparmio energetico. Il sistema è formato da una speciale pellicola, costituita da una serie di resistenze collegate in parallelo, che si riscalda e che rilascia calore. Le serpentine vanno posizionate sotto il pavimento: l’ideale sarebbe installarle durante il loro rifacimento oppure ancora prima, in fase di costruzione. In caso contrario l’impianto potrebbe rivelarsi molto dispendioso: circa il 30% in più di uno tradizionale. Altra cosa da tenere presente è il fatto che l’impianto ha un’inerzia termica non indifferente: per portarlo a temperatura ottimale, quindi, ha bisogno di tempo. Pertanto, se  si intende usarlo soltanto per poche ore al giorno, il riscaldamento a pavimento non è una soluzione consigliabile. Un impianto del genere si rivela comunque un buon investimento: secondo l’associazione europea EU-RAY, che mette insieme produttori di riscaldamento e raffrescamento radiante, un sistema di riscaldamento a pavimento permette un risparmio energetico che compreso tra l’8 e il 30%.

Pannelli fotovoltaici per l’acqua e per i termosifoni. Se l’edificio è costruito in una zona con una buona esposizione solare si può decidere l’installazione di pannelli fotovoltaici (durata circa 15/20 anni) che producono acqua calda e che possono essere usati anche per il riscaldamento. Il costo iniziale per l’installazione dell’impianto è alto, ma periodicamente si può approfittare di una serie di incentivi statali (dei diversi tipi di pannelli vi avevamo parlato tempo fa in  questo articolo). La spesa sostenuta per l’installazione dei pannelli si ammortizza in pochi anni e riduce il costo delle bollette per un periodo molto più lungo. Ulteriore vantaggio, la possibilità di vendere l’energia prodotta e non consumata. Naturalmente si tratta di un intervento per il quale occorre rivolgersi a una ditta specializzata che suggerirà la dimensione dell’impianto, lo allaccerà alla rete elettrica e lo collauderà. Il dimensionamento è una questione variabile a seconda di vari fattori, tra cui l’architettura della casa, la localizzazione geografica e climatica, i consumi medi di chi ci abita. In linea di massima, lo stesso impianto installato al nord Italia o al sud avrà una produzione di energia diversa, ma un impianto da 3kW dovrebbe essere sufficiente per una famiglia di quattro persone.

Impianto a raggi infrarossi. Una delle più recenti trovate per il riscaldamento ecologico degli ambienti interni è l’impianto a raggi infrarossi, che scalda riducendo al minimo la dispersione di calore. In pratica il riscaldamento con pannelli a raggi infrarossi produce calore per irraggiamento, interagendo direttamente con persone e oggetti senza passare attraverso l’aria. Che vuol dire? Mentre il riscaldamento tradizionale usa l’aria come mezzo principale per il trasferimento del calore, le onde elettromagnetiche emesse dai pannelli a raggi infrarossi si trasformano in calore a contatto con i corpi. L’installazione di questo tipo di impianto non richiede tubazioni, bastano viti (alla parete o al soffitto) e una presa di corrente. Il riscaldamento a raggi infrarossi è particolarmente indicato agli ambienti molto ampi e a uso saltuario perché non si riscalda (inutilmente) il volume d’aria presente ma si opera sui corpi.

Stufe a pellets. Il riscaldamento ecologico che più si avvicina ai metodi tradizionali è quello delle stufe a pellets, materiale naturale ottenuto dal legno. La stufa a pellets è utile sia come fonte di riscaldamento sia come caldaia per scaldare l’acqua. I costi variano da 800 a 2000 euro circa a seconda dei modelli.

redazione


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