World Economic Outlook, i Paesi emergenti spingono la crescita

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Il Fondo Monetario internazionale pubblica il World Economic Outlook. La crescita economica globale accelera, trainata dalle economie emergenti

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha appena rilasciato il World Economic Outlook, un rapporto ufficiale pubblicato dallo stesso FMI due volte all’anno con l’obiettivo di fotografare l’economia globale e tracciare delle previsioni per l’immediato futuro.

Qualche numero sulla crescita. Secondo l’ultimo Economic Outlook la crescita, a livello mondiale viaggerà al +3,6% nel 2017 e +3,7% nel 2018, in accelerazione quindi rispetto al +3,2% maturato nel 2016. La crescita economica sarà capeggiata dalle economie emergenti con valori di crescita rispettivamente del +4,6% e +4,9%, mentre le economie avanzate vedranno un complessivo di crescita del +2,2% nel 2017 e +2,0% nel 2018.

Sebbene i dati sulla crescita inizino a essere più robusti e meno volatili, la disoccupazione sia in diminuzione  e la domanda interna si stia riprendendo, quello che preoccupa gli analisti resta sempre l’aspetto legato all’inflazione, ancora assente e lontana dai target stabiliti, per gran parte delle banche centrali:

In Europa l’inflazione core è rimasta ai minimi vicino all’1,2% da aprile (dopo aver galleggiato sotto l’1% per un paio di anni), mentre in Giappone è stata addirittura negativa per circa 6 mesi, fino a luglio, raggiungendo ad ora quota zero. Dall’altra parte dell’Oceano, in America, l’inflazione è un po’ più alta (1,3%) ma comunque sotto il target; abbiamo assistito qualche settimana fa al rialzo dei tassi Restando sempre sulla Zona Euro, vi è ancora qualche spia di rischio accesa nel lungo periodo, con riferimenti specialmente al settore finanziario, dove si sottolinea che, malgrado sforzi e i progressi fatti riguardo la pulizia in bilancio dei crediti deteriorati avvenuta in primavera. Le quote di crediti deteriorati sono ancora elevate; la media della zona euro è circa il 5,7% con picchi maggiori del 10% in 6 Paesi, tra cui l’Italia e questo potrebbe compromettere la concessione di nuovi prestiti.

I numeri della crescita italiana. Le stime di crescita per l’Italia sono dell’1,5% nel 2017 e del 1,1% nel 2018. Per quanto riguarda i dati sul mercato del lavoro, in particolare sulla disoccupazione, si prevede un calo all’11,4% nel 2017 e all’11% nel 2018. La strada è quella buona, ma il cammino è ancora lungo e pieno di insidie.

Gli effetti del clima sull’attività economica. Un capitolo dell’Outlook è stato riservato agli effetti delle variazioni climatiche sull’attività economica globale. Le temperature globali negli ultimi 40 anni sono aumentate significativamente e la velocità di cambiamento del clima è stata superiore a quella sperimentata nei precedenti 20 mila anni. Il FMI avverte che senza nessun intervento concreto le temperature potrebbero aumentare fino a 4 gradi. É importante agire per tempo; il clima ha una diretta ripercussione sull’economia globale, basti pensare che ogni ciclone tropicale “costa” ai paesi colpiti dallo 0,1% allo 0,2% del proprio Pil.