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Spostarsi spendendo meno non è difficile. Per trovare persone con cui dividere il conto basta un clic sui siti giusti. E per le donne, massima sicurezza con il “viaggio rosa”. Car pooling, istruzioni per l’uso...

Car pooling, per chi non può rinunciare all’auto. Treni in ritardo, mezzi pubblici affollati, benzina alle stelle, assicurazioni sempre più care. Per non perdere la pazienza e non spendere una fortuna, una soluzione potrebbe essere l’uso di mezzi alternativi, a cominciare dalla bicicletta. Ma una possibilità esiste anche per chi non può fare a meno dell’auto: arriva dal web e si chiama car pooling.

Car pooling e car sharing, non proprio sinonimi. Pur essendo spesso considerati sinonimi, car pooling e car sharing sono cose diverse. Nel car pooling più persone viaggiano insieme nella stessa auto, che normalmente è di proprietà di uno dei viaggiatori, e dividono spese di viaggio e manutenzione. Il car sharing, invece, è un servizio spesso promosso dalle pubbliche amministrazioni e può essere assimilato a un autonoleggio a ore con automobili parcheggiate in più punti della città (a proposito, di car sharing vi abbiamo parlato qui).

Come funziona. Al di là delle definizioni, sono sempre più numerosi quelli che in Italia partono grazie a un clic. Con l’aiuto del web ogni mese in Europa si muove un milione di persone. Grosso modo, il car pooling funziona così: chi ha il mezzo segnala, sui siti internet dedicati, data, ora, luogo di partenza e di arrivo, mette a disposizione i posti liberi in auto e aspetta le richieste di chi cerca un passaggio. Raccolte le adesioni ci si dà appuntamento e si parte. Si dividono le spese di viaggio e si risparmia. Uno spostamento da Milano a Roma non supera i 30 euro (qualcuno arriva a spenderne addirittura 20), se poi si riesce a riempire la macchina il prezzo cala ancora. Confrontato con un treno ad alta velocità o un volo last minute, non c’è gara con in più il vantaggio di poter essere portati sotto casa.

64 milioni di kilometri condivisi. Secondo carpooling.it, sito leader del settore, dal lancio del servizio nel 2010, in Italia sono stati condivisi 64 milioni di kilometri, con un risparmio di 3,5 milioni di litri di carburante e 7.000 tonnellate di anidride carbonica. Un bilancio positivo che attesta lo sviluppo del carpooling anche nel nostro Paese e ci colloca, a livello europeo, al terzo posto dopo Germania e Francia.

I siti di car pooling più famosi. I siti che permettono di prenotare online il viaggio in compagnia, garantendo sicurezza, risparmio e comodità sono moltissimi: blablacar.it, carpooling.it, viaggiainsieme.it, autostradecarpooling.it (tutti con relative app, pagine Twitter e Fb) ecc. Più o meno queste pagine web funzionano tutte allo stesso modo: per chiedere o offrire un passaggio basta registrarsi e creare il proprio percorso, inserendo l’indirizzo di partenza e quello di arrivo, l’orario e i giorni. Una volta individuata la tratta che interessa, ci si mette in contatto con gli altri utenti per definire le modalità di spostamento. Nel caso in cui il passaggio lo si offra, si aspetta di essere contattati. Solitamente non ci  sono commissioni, anzi, BlaBlaCar.it calcola automaticamente un prezzo che aiuta i conducenti a definire una somma equa. I prezzi non possono superare una certa soglia (come previsto dalla legge, il conducente non può trarne beneficio economico).

Il “viaggio rosa”, per donne che si spostano in sicurezza. Oltre che con la registrazione obbligatoria, questi portali tutelano gli utenti con un sistema di feedback (puntualità, stile di guida, rispetto del codice), con la richiesta del numero di targa e con il controllo dei documenti d’identità. Alle donne si propone il “viaggio rosa”, cioè autista e passeggeri esclusivamente di sesso femminile. Si può offrire e richiedere un viaggio rosa anche se si viaggia in compagnia di bambini (maschi fino a 16 anni).

Più uomini che donne. Il popolo del car pooling è molto eterogeneo. Sono studenti un terzo dei viaggiatori, gli altri sono impiegati che cercano compagni per andare al lavoro o per le trasferte dei weekend. Ad utilizzare il servizio di carpooling in Italia sono prevalentemente uomini (circa il 68,5%), ma le registrazioni al femminile sono in crescita. In Europa, la ripartizione della community dei carpooler è più equa: 47% uomini e 53% donne.

Una tendenza dentro la tendenza. Infine, una curiosità. Secondo Coldiretti in Italia si sta anche diffondendo una tendenza dentro la tendenza. Si fa car pooling per andare a fare la spesa: in auto tutti assieme per dividere i costi della benzina e raggiungere le aziende agricole, i mercati degli agricoltori, i mercati all’ingrosso, gli ipermercati per fare la spesa. Un trend che, secondo Coldiretti, ha contribuito al contenimento dell’inflazione.