Volatilità dietro l’angolo ad agosto

I mercati non chiudono per ferie: sono sempre aperti, anche nei mesi più caldi dell'anno. Ma sono proprio questi periodi di vacanza a preoccupare maggiormente gli addetti del settore: pochi scambi, infatti, possono rendere il mercato più volatile

I mercati finanziari non chiudono per ferie. Le Borse globali anche in piena estate continuano a svolgere il loro ruolo fondamentale: essere il punto di incontro tra la domanda e l’offerta, tra gli investitori che vogliono comprare e quelli che desiderano vendere gli strumenti finanziari. Eppure, come sapranno gli addetti ai lavori e gli investitori più esperti, i mesi più caldi sono anche quelli più “ballerini” per le piazze azionarie. Vediamo di capire perché.

Un giro sulle montagne russe. Operatori e investitori sono sempre un po’ sul “chi va là” durante il mese di agosto. Questo perché ad agosto molti sono via in vacanza e dunque gli scambi, pur essendo sempre presenti, si assottigliano non poco. La qual cosa determina una maggiore volatilità. In pratica, quando nell’arena ci sono tanti giocatori, il fatto che alcuni vendano può determinare un calo. Ma se nell’arena di giocatori ce ne sono cinque e tre di loro vendono, quello che normalmente sarebbe un “normale” ribasso si trasforma in un crollo. Lo stesso dicasi per gli acquisti: un rialzo può innescare un vero e proprio rally dei prezzi. E la normale altalena tra ribassi e rialzi diventa quindi un giro sulle montagne russe.

Il mese più ansiogeno. Ciò ci porta al VIX: ve lo ricordate? È uno dei principali indicatori utilizzati per testare il grado di nervosismo dei mercati azionari. Più è alto questo valore e maggiore è il grado di stress del mercato, in questo caso il mercato azionario americano. Considerando – come facciamo nel grafico qui sotto – il valore medio dell’indice VIX nei diversi mesi degli ultimi 20 anni, viene fuori che nella stagione estiva è agosto il mese più volatile, mentre giugno appare come quello relativamente più tranquillo.

Da dove potrebbe partire l’innesco. Ora, cosa potrebbe accendere la miccia, in un senso o nell’altro? Tante cose. A tenere banco sono ovviamente le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Se da un lato nelle file dei repubblicani continua a salire la preoccupazione per le politiche commerciali del presidente Donald Trump, in Cina il viceministro al Commercio Wang Shouwen si è mostrato favorevole a riprendere i negoziati con gli USA. La Cina si sta sforzando insomma di reagire con moderazione, ma il clima di tensione potrebbe appesantirsi almeno fino alle elezioni statunitensi di metà mandato, in calendario a novembre. Anche l’Italia, secondo Yves Longchamp, capo della ricerca di Ethenea Independent Investors, potrebbe essere un possibile focolaio di rischio. “Per soddisfare alcune delle sue promesse elettorali”, spiega l’esperto, “è prevedibile che il governo M5S-Lega metta in atto parte del suo programma. Ciò indebolirà ulteriormente la posizione fiscale italiana”.

Cosa fare, quindi? I mercati finanziari sono sistemi complessi e interconnessi e a volte – possiamo dirlo – ci possono spaventare. Proprio per questo motivo è utile che l’investitore – anche nelle situazioni in cui, come è nel mese di agosto, i mercati appaiono un po’ più agitati del solito – non si faccia prendere dal panico e tenga a mente le regole auree per un buon investimento: chiarezza sull’obiettivo e, di conseguenza, sull’orizzonte temporale e sufficiente diversificazione del portafoglio, con il giusto mix di asset class, che consenta di cogliere le buone occasioni e di assorbire eventuali contraccolpi del mercato.