Un viaggio a piedi vi cambierà la vita

L'Italia è piena di cammini: un'esperienza spirituale, eco-sostenibile e low cost da provare una volta nella vita

Probabilmente in questi giorni state programmando le prossime vacanze estive. Avete mai pensato di fare un viaggio a piedi? «Camminare significa aprirsi al mondo», scrive l’antropologo francese David Le Breton nel suo Il mondo a piedi. Elogio della marcia: «L’atto del camminare riporta l’uomo alla coscienza felice della propria esistenza, immerge in una forma attiva di meditazione che sollecita la piena partecipazione di tutti i sensi». L’Italia (e l’Europa) è attraversata da cammini, che si possono percorrere in pochi giorni, in settimane o addirittura in mesi, a seconda del tempo che potete dedicare alla missione. Il viaggio a piedi è un’avventura low-cost (da 600 a 800 euro per un mese di viaggio verso Santiago, per esempio) ed è l’esperienza più rispettosa ed ecosostenibile che esista: zero impatto sul mondo, grande impatto sulla vostra vita.

Lenti ma non da soli. Il viaggio a piedi sta vivendo una vera e propria rinascita. Forse il cammino più famoso al mondo è quello di Santiago, con 250 mila camminatori ogni anno sulla via per ottenere la «compostela», l’attestato del pellegrino. Ma anche l’Italia è storicamente attrezzata, piena di opzioni e opportunità. Già il 2016 era stato per il turismo del nostro paese «anno dei cammini», con un aumento solo sulla Via Francigena del 30% delle frequentazioni. Il 2017 ha visto un incremento dal 10% al 20% su tutti gli itinerari italiani. Questo trend implica anche che, pur partendo da soli con lo zaino in spalla, avrete opportunità di fare incontri e condividere la via con tanti altri viaggiatori lenti. Il 2019 è stato già annunciato come anno del turismo lento, definito dal Ministero dei Beni culturali e del Turismo come l’insieme delle: «esperienze di viaggio innovative, dai treni storici a alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo». Tutto il comparto del turismo green, secondo l’osservatorio della Borsa Italiana del Turismo, sta crescendo del 9%. Insomma, questo è il momento per mettersi in marcia.

Lungo le vie di pellegrini, abati e monaci. L’itinerario principe dei cammini italiani è ovviamente la Via Francigena, l’antica via dei pellegrini che da Canterbury, in Inghilterra, portava fino a Roma. Il percorso italiano parte subito dopo le Alpi, sul colle del Gran San Bernardo, è lungo un migliaio di chilometri ed è diviso in 44 tappe, dalle montagne passa per la Pianura Padana, superando l’Appennino per poi arrivare a Roma attraverso le colline laziali. La Via Francigena poi prosegue anche a sud (infatti si parla di Vie Francigene). Ovviamente potete anche fare solo una parte del percorso, che è in ogni caso sicuro, facile e senza particolari difficoltà tecniche. Una bella alternativa è il Cammino di Assisi, da Dovadola (in Emilia) alla città di San Francesco: 300 chilometri, passando attraverso foreste e pianure, con visite a eremi e monasteri. Il percorso completo dura un paio di settimane. Un’altra via amata dai camminatori italiani è la quella degli Abati, la cosiddetta «Via Francigena di montagna» lungo l’Appenino, da Bobbio (Piacenza) a Pontremoli (Massa Carrara). Sono 190 km, con tante salite (dislivello di 6mila chilometri): è più impegnativa delle due precedenti, ma ben cartografata (anche col GPS) e disseminata di punti ristoro e accoglienza. Tra Bologna e Firenze, poi, c’è la Via degli Dei, percorso ideato alla fine degli anni ’80 da un gruppo di escursionisti bolognesi che ricalca prevalentemente le antiche vie transappeniniche – prima etrusca, poi romana, che collegavano le due aree geografiche. L’intera traversata da non presenta grandi difficoltà e si può compiere in circa 5 o 6 giorni a piedi, a seconda dell’allenamento, oppure in circa tre giorni o più in bicicletta. Non c’è solo il Cammino di Santiago, insomma, che però rimane una delle esperienze da fare nella vita. Il «cammino francese» parte dai Pirenei e impiega circa 800 km per arrivare in Galizia, sulla tomba dell’apostolo Giacomo e poi, se volete, prosegue fino a Finisterre, sull’oceano, dove potrete immergervi per un bagno purificatore.

Da soli col GPS o in gruppo col tour operator. I percorsi, oltre a quelli appena segnalati, sono davvero tantissimi, sparsi su tutto il territorio, compresa la Sicilia (vie Francigene del Sud) e la Sardegna (il Cammino di San Giorgio Vescovo). In occasione dell’anno dei cammini, il Ministero del Turismo ha compilato una sorta di atlante che raccoglie tutti i percorsi italiani. Si tratta di una mappa preziosa, punto di partenza ideale per scegliere il vostro cammino: ci sono itinerari, consigli sul periodo dell’anno in cui farlo, dettagli sui punti di forza di ogni percorso e sulla loro geo-referenzialità (se con il GPS o le cartoguide digitali). Se Cammini d’Italia è il punto di riferimento più istituzionale, esistono poi associazioni che promuovono lo stile di vita legato alle antiche vie da percorrere a piedi. Come Movimento Lento, che dal 2011 lavora per dare informazioni utili e pratiche ai viaggiatori e riscoprire nuove vie. Infine, se non avete voglia di partire da soli ma preferite qualcosa di più strutturato, esistono tour operator come Slow Ways, specializzati nell’organizzazione di gruppi di camminatori in tutta Europa (compreso il cammino di Santiago).

Piedi a mollo e telefono spento. I cammini sono vie dolci, ma passare giorni o settimane a camminare tutto il giorno può essere un’esperienza impegnativa per il corpo. Mettetevi alla prova con un percorso breve, che si possa fare nell’arco di un weekend o poco più, prima di affrontare una via più lunga. Ricordate la lentezza come ispirazione principale del viaggio: provare a fare troppi chilometri al giorno è controproducente e contrario allo spirito della missione: aumentate gradualmente la lunghezza delle tappe. Anche con scarpe comode, il problema principale che potreste affrontare sono le vesciche ai piedi. Le vesciche possono però essere prevenute, facendo respirare i piedi a intervalli regolari e dando loro sollievo con un pediluvio ogni sera. Essendo il vostro unico strumento di locomozione nel viaggio, dovete averne cura e fare molta manutenzione. Lo zaino non deve mai pesare più del 10% del vostro peso corporeo. Infine, disconnettevi. La posta e i social si controllano solo la sera, le uniche conversazioni che conteranno saranno quelle interiori e con gli altri camminatori.

E voi? Avete mai fatto un cammino in Italia o all’estero? Vi è piaciuto? Cosa vi ha dato?