Usare i device in auto in sicurezza (evitando le multe)

Un buon supporto per gli smartphone non basta. Ecco le migliori interfacce semplificate, suggerimenti per controlli vocali e ricevitori bluetooth per convertire qualunque veicolo in ecosistema "device friendly"

Tocchiamo lo smartphone da 2617 a 5427 volte al giorno. Per controllare le notifiche, scrivere un messaggio, guardare un video, usare i social. È istintivo: è la nostra vita digitale. Ma non sempre è consigliabile.

Le sanzioni e i rischi. Se usiamo il cellulare mentre guidiamo, rischiamo multe fino a 1294 euro, con sospensione della patente fino a tre mesi. Siamo recidivi? Allora le ammende salgono a 2588 euro e il divieto di guida arriva a un massimo di 6 mesi. Si tratta di forti deterrenti e non sono immotivati: più di un quarto degli incidenti stradali in Italia sono riconducibili a distrazioni come sms aperti nel momento sbagliato. Le tentazioni che aumentano con la noia, quando siamo in viaggio da tanto tempo, magari per le vacanze. Eppure, con il gps, il telefono è il nostro co-pilota. Con Spotify è il nostro dj. E può anche inviare una richiesta di soccorso. Ecco allora gli strumenti per usare la tecnologia in modo sicuro.

Cosa fare quando la nostra auto è (quasi) intelligente. Non è più una caratteristica dei veicoli più costosi. Sono sempre di più le macchine che integrano nel loro sistema multimediale CarPlay o Android Auto. Si tratta di interfacce che collegano le funzioni del telefono con il display del cruscotto. Il primo funziona con i dispositivi Apple (qui come configurarlo), il secondo è legato al sistema operativo di Google (ecco come usarlo). Se la nostra auto ha queste funzionalità, possiamo essere più tranquilli: potremo usare molte delle nostre app controllandole dal cruscotto dell’auto o attraverso i comandi vocali. E potremo rispondere a telefonate e messaggi senza toccare lo schermo del telefono. A questo punto, la cosa più sicura da fare, è mettere il telefono lontano dagli occhi (così da evitare distrazioni). Ci sono però alcune accortezze: non tutti i programmi sono compatibili. Se usiamo un navigatore particolare, prima di attivarlo ci conviene una verifica. Sia CarPlay che Android Auto funzionano con moltissimi servizi, da WhatsApp a Spotify, fino alla radio universale TuneIn. Ma, per esempio, il sistema della Mela non è ancora in grado di dialogare con il navigatore social Waze né con Google Maps. Per fortuna, anche gli iPhone potranno usare queste preziose app da quest’autunno, quando verrà rilasciato al pubblico iOS 12.

Cosa fare se la nostra auto ha qualche anno Innanzitutto non rassegniamoci. Se il nostro smartphone non dialoga con l’auto, partiamo dalle basi. La prima cosa da fare è acquistare un buon supporto: deve essere orientabile almeno in quattro direzioni e avere una ventosa efficace. Ma la qualità dell’oggetto è meno importante della posizione che scegliamo.

  • Evitiamo di agganciare il telefono in un luogo che costringe a distogliere gli occhi dalla strada o che impedisce di toccare il display quando abbiamo la cintura allacciata.
  • Una delle posizioni consigliate è sulla plancia, in corrispondenza dei bocchettoni centrali per l’aria, più o meno a metà del parabrezza. In questo modo saremo sicuri che il nostro device non creerà punti ciechi.

Ora semplifichiamo il telefono. Uno smartphone fa davvero molte cose insieme. Quando guidiamo, limitiamoci all’essenziale. Se abbiamo un telefono Apple, attiviamo la modalità “non disturbare alla guida” (qui come configurarla). A questo punto, le notifiche verranno silenziate e potremo filtrare le chiamate. Così ci concentreremo sul navigatore. Possiamo anche installare un’app per l’accesso rapido alle funzioni utili per la guida, come iCarMode. Con uno smartphone Android abbiamo qualche possibilità in più. Possiamo sostituire l’interfaccia del cellulare con una versione ottimizzata per la strada. Una delle opzioni migliori è Drivemode: un’app che gestisce programmi per la musica, i navigatori più diffusi e gli sms. Inoltre ha una modalità “non disturbare” e un filtro per le chiamate integrato. E, se ci è stata condivisa una posizione, l’app ci guiderà automaticamente a destinazione.

Usiamo l’impianto hi-fi. A questo punto abbiamo un limite: musica e indicazioni stradali vengono diffuse dal telefono. Per sfruttare lo stereo dell’auto abbiamo diverse strade. Se la nostra auto ha un ingresso ausiliario, dovremo procurarci un cavo con doppio jack da 3,5 mm. Meglio ancora se disponiamo della connessione bluetooth. Se non c’è niente di tutto ciò, abbiamo ancora un’alternativa: procurarci un ricevitore wireless da inserire nella presa accendisigari. Ce ne sono di moltissimi tipi. È sufficiente cercare: “Trasmettitore FM Bluetooth” su qualunque negozio online. Non costano più di 40 euro, si accoppiano al telefono e inviano il segnale audio attraverso la radio. Poi sarà sufficiente sintonizzare lo stereo dell’auto su una frequenza libera (di solito 108 Mhz). Non avremo l’alta fedeltà, ma l’oggetto farà il suo dovere.

Qualche neurone in più alle quattro ruote. Tutte le auto prodotte negli ultimi 15 anni hanno un computer di bordo, dotato di una connessione standard chiamata OBD-II (si trova sotto il volante). È a questa porta che si collegano dispositivi come Automatic: hanno una scheda sim per la connessione alla rete e leggono tutte le informazioni prodotte dalla centralina elettronica e le comunicano attraverso il telefono. Così potremo registrare in modo preciso i consumi, rintracciare dove si trova il veicolo (se lo abbiamo dimenticato), inviare una richiesta di soccorso in caso di incidente e leggere nel dettaglio eventuali malfunzionamenti.

Aggiorniamo il buonsenso

  • Se proprio non possiamo rimandare una partenza notturna, ci conviene investire 15-20 euro per un auricolare anti-sonno.
  • Se dobbiamo fare un viaggio impegnativo, impostiamo una sveglia ogni due ore: è l’intervallo consigliato per le soste.
  • Se usiamo un’app di streaming musicale, è sempre meglio caricare una playlist. Perché “skippare” un brano sgradito potrebbe distrarci.
  • Se non siamo sicuri di avere la copertura di rete, possiamo scegliere navigatori con mappe offline. Le scelte a pagamento più famose sono TomTom e CoPilot. Alternativa con meno opzioni è Here WeGo, che permette di scaricare gratuitamente le mappe dell’intero pianeta.
  • Se siamo in un luogo sconosciuto, app come Waze rilevano una sosta e ce marcano la posizione come luogo di parcheggio, così avremo le coordinate per tornare all’auto.

E voi, come usate la tecnologia in auto in modo “smart”? E quali sono i vostri rimedi anti-distrazioni?