Soffrite anche voi della sindrome dell’edificio malato?

L'inquinamento indoor può essere nocivo come quello esterno: le cause e i consigli per limitarlo

Avete mai sentito parlare della «sindrome dell’edificio malato»? Si tratta di una serie di sintomi, che includono mal di testa, emicrania, irritazioni alla pelle, agli occhi, al naso e alle vie aeree e addirittura disturbi nervosi, tutti riconducibili all’aria cattiva che si respira all’interno degli edifici. Pensiamo spesso all’inquinamento come un fenomeno outdoor, esterno, che possiamo lasciarci alle spalle una volta chiusa la porta di casa o dell’ufficio. Purtroppo, l’aria può essere cattiva e inquinata anche indoor. Secondo l’Osservatorio di Sara Assicurazioni solo il 52% degli italiani è al corrente di questo problema, che invece per l’Organizzazione Mondiale della Sanità viola un diritto inalienabile: «quello di respirare aria sana e pulita nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni private». A livello globale, questo tipo di inquinamento, sempre secondo l’OMS, uccide quattro milioni di persone ogni anno.

A casa come nel traffico. Una recente ricerca fatta in Italia pubblicata su Environmental Research ha appurato che nel 25% delle abitazioni il biossido di azoto superava il limite OMS, e che questi livelli di tossicità domestica sono collegati in modo diretto a diversi problemi respiratori o di asma, con effetti peggiori di quelli del traffico stradale. Come è possibile? Un alto livello di biossido di azoto può essere causato da qualsiasi tipo di combustione, che può provenire da una sigaretta accesa, dai fornelli e dalle stufe. Le cause dell’inquinamento nelle nostre case possono essere di diversi tipi e il primo sono proprio le nostre abitudini. Candele profumate, deodoranti per ambienti, fumo di tabacco, processi di cottura non salubri, bastoncini di incenso. Nessuna di queste cose da sola renderà la vostra aria tossica, ma è il loro uso continuato e combinato a diventare nocivo nel lungo termine.

I nemici: colle, batteri e vernici. Un secondo grosso insieme di sostanze inquinanti sono le cosiddette «fonti ambientali». Anche gli elementi strutturali della casa possono infatti essere nocivi, come i pavimenti e i soffitti, a causa delle vernici, delle colle e di ogni altro prodotto usato per montarli o trattarli. Contribuiscono all’inquinamento domestico tutti i composti chimici volatili presenti nei prodotti da costruzione (basti pensare alla formaldeide). Il Ministero della Salute, sul suo sito, ha pubblicato l’elenco completo delle oltre 300 sostanze che li contengono e che sono in parte causa dell’inquinamento delle vostre case. E poi ci sono gli agenti inquinanti come gli acari, i batteri, i virus, le muffe, la polvere: una ricerca della George Washington University ha trovato oltre 40 sostanze chimiche dannose nel 90% dei campioni di polvere prelevati dalle abitazioni analizzate.

Attenti ai parametri. Se per l’aria delle nostre città da soli possiamo fare poco, non c’è motivo per rassegnarsi ad avere anche una casa inquinata. I rimedi sono tanti e di diverso tipo, il primo è tenere sotto controllo temperatura e umidità della casa. La temperatura non deve mai superare i 25°C, mentre l’umidità non deve scendere sotto il 30% o superare il 55%. Il rischio, altrimenti, è che la vostra abitazione diventi una dimora ideale per muffe e funghi. Per lo stesso motivo, arieggiate bene e con regolarità. Anche d’inverno fatelo per almeno un quarto d’ora al giorno. La carta parati e le moquette non sono l’ideale dal punto di vista della salubrità perché non permettono all’edificio di traspirare e trattengono la polvere. Per lo stesso motivo evitate tutti i materiali isolanti. È molto importante inoltre la manutenzione e la pulizia di umidificatori e impianti di condizionamento.

Dite addio alle sigarette (e limitate candele e incensi). Per quanto riguarda i mobili, assicuratevi che non contengano sostanze chimiche nocive (di solito cominciano a rilasciare micro-particelle tossiche già sopra i 20°C, quindi è importante che i materiali non contengano mai sostanze a rischio). Ovviamente è utile evitare il più possibile combustioni dentro casa: riducete al minimo l’uso di candele e incensi ed evitate di fumare o far fumare. Una manutenzione costante dei fornelli e degli impianti a gas non è solo buona norma di sicurezza ma vi garantirà anche un’aria migliore.  L’aspirapolvere deve essere di qualità: non deve disperdere particolato e deve avere il filtro HEPA (per trattenere tutti gli acari). Infine, le piante aiutano: aloe, gerbera, sansevieria e il ficus Benjamin sono i vostri alleati migliori per un’aria pulita.

 

Avevate mai pensato che le case possono essere inquinate? Quali sono le vostre strategie per evitarlo?