Smartphone ai bambini? Attenti all’effetto “ciuccio emotivo”

Mai sotto i due anni e da usare con parsimonia anche in seguito: queste e le altre regole della Società italiana di pediatria per una corretta educazione digitale dei figli in età pre-scolare

Probabilmente quest’estate in vacanza ve ne sarete resi conto: è sempre più difficile staccare i bambini dallo smartphone o dal tablet di mamma e papà. Se siete genitori conoscerete già bene questa realtà, ma ecco i dati di una ricerca del Centro per la Salute del Bambino Onlus: un bambino su cinque prende contatto con i dispositivi digitali già entro il primo anno di vita. A due anni, il 60% dei genitori fa usare lo smartphone ai figli, percentuale che nei tre anni successivi arriva fino all’80%. Questo comporta che tra i tre e i cinque anni, l’80% dei bambini sa come usarlo senza difficoltà. Crescere figli nel mondo digitale è una sfida e avere qualche linea guida per le famiglie può essere indispensabile.

Prima regola: mai sotto i due anni. Un aiuto importante arriva da una ricerca della Società Italiana di Pediatria, pubblicata di recente su Italian Journal of Pediatrics, alla quale ha lavorato un ampio gruppo di esperti e specialisti: Elena Bozzola, Giulia Spina, Margherita Ruggiero, Luigi Memo, Rino Agostiniani, Mauro Bozzola, Giovanni Corsello e Alberto Villani. La ricerca è indirizzata proprio alla fascia d’età più delicata e a rischio, i bambini in età pre-scolare, gli under 6. Si tratta di un momento della crescita in cui si consolidano abitudini e stili di comportamento che sarà poi difficile cambiare o smussare negli anni successivi. Per questo motivo, la ricerca parte con una serie di divieti, non molti, ma utili per stabilire la cornice di partenza di un corretto uso dei dispositivi. La regola aurea è mai mettere telefono o affini in mano a bambini sotto i due anni (come invece già succede, come visto, per circa il 20% delle famiglie italiane).

Attenti all’effetto ciuccio emotivo. La strategia davvero controproducente nell’educazione digitale dei figli, secondo il parere dei pediatri italiani, è quella di usare il telefono come una sorta di «ciuccio emotivo», allo scopo di tenere tranquilli i bambini, a casa e soprattutto nei luoghi pubblici. Si tratta di un metodo che può funzionare nel breve termine, ma che rischia di avere effetti negativi nel lungo: mentre il ciuccio reale viene in ogni caso dismesso con la crescita, con quello digitale (smartphone o tablet) sarà decisamente più difficile. Per lo stesso motivo, secondo le linee guida di questo studio, non bisogna mai permettere ai bambini di usare i dispositivi digitali durante i pasti, mentre sono a tavola con il resto della famiglia, per evitare il pericolo di bolla e di isolamento sociale. Altro passaggio importante è la verifica dei contenuti, in particolare sono da evitare programmi «ad alto ritmo», e applicazioni con contenuti violenti.

È uno schermo, non una bolla. Dopo i divieti, ora passiamo ai consigli di carattere più pratico. La chiave per crescere i bambini come utilizzatori digitali consapevoli è la gestione dei tempi: tra i due e i cinque anni non bisogna mai superare un’ora al giorno di smartphone e tablet. Tra i cinque e gli otto anni si può salire a due. Inoltre, secondo la ricerca, i bambini non devono essere mai lasciati da soli con il loro dispositivo, che non deve mai essere usato come «supplente babysitter», ma sempre in un contesto di condivisione. Lo scopo è sempre lo stesso: evitare che lo schermo diventi una bolla nella quale vostro figlio può chiudersi e isolarsi da ciò che ha intorno. Gli adulti devono essere sempre pronti a supportare i piccoli quando hanno un dubbio o bisogno di un consiglio su quello che succede nel mondo digitale. I genitori, inoltre, dovrebbero non solo conoscere tutto il contenuto del telefono, ma anche provare in prima persona le applicazioni di gioco e di apprendimento prima che a usarle siano i figli. Nessuna ricerca, secondo gli autori dello studio, ha mai davvero verificato la reale utilità formativa delle 80mila app indicate come educative nei vari store digitali. Infine, non potrete insegnare ai bambini un corretto approccio ai device digitali se voi per primi ne avete uno scorretto: i bambini sono dei formidabili imitatori.

E voi, avete dato delle regole ai vostri figli sull’utilizzo di smartphone e tablet? Come vi siete trovati?