Rischi degli investimenti, conoscerli è il primo passo per gestirli

I rischi finanziari non sono gli unici da considerare quando si investe: ce ne sono molti altri e tutti possono influenzare il risultato degli investimenti. Scopriamoli

Il rischio è una componente intrinseca a ogni investimento. Non c’è rendimento senza rischio, perciò quando si investe non si può eliminare del tutto l’incertezza. Fa parte delle regole del gioco: l’investimento viene remunerato proprio in funzione del rischio che si accetta di correre.

I rischi sono interconnessi tra loro. Detto questo, esistono diverse tipologie di rischio, tutte in grado in un modo o nell’altro di impattare sul risultato degli investimenti. Non solo: questi rischi sono interconnessi tra loro e tendono a influenzarsi a vicenda: come in un ecosistema, nel quale gli shock si trasmettono da un punto all’altro, magari amplificandosi. In questo articolo proviamo a mettere un po’ in ordine le idee e a conoscere i diversi tipi di con cui tipicamente può avere a che fare un risparmiatore. Si tratta essenzialmente di eventi che possono avere un impatto negativo sul patrimonio o sul reddito. Parliamo nel dettaglio di:

  • Rischi personali
  • Rischi sociali/politici/economici
  • Rischi finanziari

Naturalmente questa trattazione non pretende di essere esaustiva o di citare tutti i possibili rischi in cui un investitore potrebbe incorrere: si tratta di una panoramica generica, per comprendere quali tipologie di imprevisti potrebbero presentarsi lungo il percorso.

Rischi personali. Si tratta di eventi legati all’individuo, per esempio alle sue condizioni di salute o alla sua sfera lavorativa, sociale o familiare. Parliamo ad esempio di un incidente, di una malattia, ma anche di un licenziamento inatteso, di un furto in casa, di un divorzio. Insomma, qualsiasi imprevisto che possa incidere negativamente su reddito e patrimonio. Per gestire e affrontare questo tipo di rischio la soluzione più diffusa è la sottoscrizione di una polizza assicurativa adeguata alla propria situazione (per esempio un’assicurazione sulla casa o sulla vita).

Rischi politici, sociali ed economici. Questi sono rischi rari, ma quando si verificano le loro conseguenze sono pesanti e lasciano il segno nella storia: si tratta, ad esempio, di bruschi cambiamenti politici all’interno di un Paese, che possono dar luogo a rivoluzioni o guerre civili. Queste situazioni si accompagnano spesso, da un punto di vista patrimoniale, a espropri, danni alle proprietà, furti. Poi ci sono le crisi politiche tra Paesi, alla base di guerre e crisi economiche internazionali, con forti ripercussioni sul commercio internazionale, sulla crescita economica globale, e quindi sull’occupazione e sul benessere degli individui. Come difendersi? La strategia vincente consiste nell’avere investimenti facilmente smobilizzabili, cioè di natura finanziaria (limitando quindi gli investimenti in immobili, spesso non semplici da liquidare) e nell’evitare i Paesi più instabili dal punto di vista socio-politico. Tra i rischi di natura economica invece, troviamo soprattutto le anomalie nella crescita dei prezzi, che possono prendere due direzioni opposte: l’iperinflazione e la deflazione. L’iperinflazione è una fortissima crescita dei prezzi, che erode il valore degli investimenti e il potere di acquisto dei cittadini, mentre la deflazione è il calo generalizzato dei prezzi. In entrambi i casi i mercati finanziari rispondono con un aumento della volatilità, quindi è importante attrezzarsi con un portafoglio ben diversificato.

Rischi finanziari. I mercati finanziari sono un sistema complesso: vi interagiscono svariati attori – banche, governi, autorità di vigilanza, gestori di portafoglio, trader, broker, risparmiatori –  i quali hanno a che fare con contratti, strumenti finanziari, denaro, norme, tecnologia. Stiamo parlando di un vastissimo numero di soggetti che comprano e vendono sul mercato. Proprio perché il sistema è complesso, è molto difficile prevedere e controllare l’andamento dei mercati, soprattutto su un orizzonte temporale breve. Ecco perché si possono verificare situazioni di turbolenza con veri e propri “crash” – pensiamo alla bolla speculativa delle dot com alla fine degli anni ’90. I crolli finanziari possono portare a perdite notevoli. I mercati tuttavia hanno storicamente mostrato un’eccellente capacità di recupero, anche se non è detto che questo avvenga in tempi rapidi. Inoltre, non tutto va male simultaneamente: per questo motivo, ancora una volta, è importante diversificare i propri investimenti – mai tutte le uova nello stesso paniere.