Millennials e finanza: risparmiare è necessario, ma non è “cool”

Un’indagine britannica rivela che i giovani si sentono male equipaggiati per gestire le proprie finanze. Ma parlarne è ancora un tabù

Gestire i soldi è una necessità, ma ti fa apparire irrimediabilmente noioso. È questa l’opinione di 500 giovani tra i 16 e i 25 anni intervistati da Money Advice Service, servizio governativo britannico che offre consulenza finanziaria gratuita. Lo studio, ripreso dal Financial Times, è stato condotto su ragazzi che hanno appena lasciato la scuola o l’università per affacciarsi al mondo del lavoro ed è stato realizzato tramite un’indagine quantitativa (a cui hanno partecipato 470 persone) e due workshop qualitativi (con 30 partecipanti). Ne è emerso che i giovani sono consapevoli di dover risparmiare, ma lo fanno principalmente per poter soddisfare esigenze di breve periodo. La sensazione è che, se da un lato i giovani sono pronti a scendere a compromessi e a mettere via dei soldi rinunciando alla soddisfazione di desideri immediati, dall’altro tendono a non percepire quanto una gestione oculata dei risparmi oggi possa facilitare la loro vita in futuro.

Denaro, argomento tabù. Dall’indagine emerge anche che raramente i giovani si affidano a professionisti del risparmio, preferendo optare per il “fai da te”. Al punto che pure le numerosissime app per la pianificazione delle spese, pensate proprio per i più giovani, sono poco utilizzate: parlare di soldi infatti è spesso percepito ancora come un tabù, una questione privata da affrontare in autonomia. Allo stesso tempo, però, i giovani non si sentono attrezzati per poter gestire le proprie finanze e molti di loro (l’85%) rimpiangono di non aver ricevuto più indicazioni in merito dalla scuola, specialmente per quanto riguarda il funzionamento di mutui, prestiti e strumenti di credito. Nel dettaglio, un intervistato su cinque dichiara di non avere fiducia nelle proprie capacità di gestire il denaro e la quota sale a uno su quattro tra i giovanissimi (16-18 anni).

La pensione? “Ci penserò in futuro…” Va detto che la tendenza a focalizzarsi sul breve periodo – raramente i giovani pensano alla gestione dei propri risparmi oltre un arco di tempo di 12 mesi – dipende anche dal momento della vita in cui si trovano gli intervistati, rileva l’indagine: molti di loro andranno incontro infatti a grandi cambiamenti di qui a un anno (trasferimenti, fine degli studi, ingresso nel mondo del lavoro) e non hanno quindi una grande visibilità sulla loro vita futura. Resta il fatto che l’approccio alla gestione del denaro è quanto mai vago: non solo pensione e investimenti sono percepiti come qualcosa di cui occuparsi in un futuro indefinito, ma anche il controllo del conto corrente non appare così scontato (la maggior parte degli intervistati lo ha guardato negli ultimi 12 mesi, ma pochi lo fanno abitualmente).

Carte di credito, queste sconosciute. Dall’indagine è emersa poi una percezione negativa sull’utilizzo di carte di credito e strumenti di credito in generale. La maggior parte dei partecipanti ai due workshop non dispone di una carta di credito e ha una conoscenza molto limitata delle diverse forme di credito disponibili. Il motivo? Da un lato è convinzione diffusa che il tema sia molto complesso e che ci siano troppe cose da sapere, dall’altro quasi tutti i partecipanti sono stati messi in guardia sui rischi legati agli strumenti di credito e a molti di loro è stato consigliato di evitarli del tutto. Nonostante questo, molti giovani pensano che useranno una carta di credito in futuro, anzi, percepiscono il possesso di una carta come una sorta di rito di passaggio all’età adulta.

Investimenti? In un lontano futuro. La convinzione di base è che sia totalmente inutile pensare a “operazioni sofisticate” come soluzioni di investimento, quando già si fatica a pagare le bollette e l’affitto e mettere da parte qualche spicciolo per le necessità di base. Ma è un approccio sbagliato: il vantaggio dei giovani, dal punto di vista degli investimenti, non è tanto il capitale che possono investire, quanto appunto la loro età: avendo davanti ancora molti anni, il tempo gioca a loro favore. Sarebbe importante iniziare subito a mettere da parte qualcosa, anche poco alla volta, per esempio con un piano di accumulo: è incredibile quanto possa fruttare, sul lungo periodo, il meccanismo della capitalizzazione degli interessi.

Chi ben comincia…Detto questo, senza pretendere di far passare la gestione dei risparmi come una cosa “cool”, dobbiamo ricordarci che, come afferma Michael Royce, manager di Money Advice Service, “se non ce ne occupiamo, rischiamo di non poter fare tutte le cose interessanti che vorremmo fare nella vita”. E non è mai troppo presto per iniziare.