In Italia il reddito batte il PIL (per ora)

Nell'area OCSE la crescita del reddito familiare reale pro capite continua a essere più lenta rispetto a quella del PIL pro capite, ma l'Italia fa eccezione. Spieghiamo cosa significa facendo luce sui dati per noi più interessanti

In Italia siamo messi meglio o peggio rispetto a un anno fa? Prima di rispondere a questa domanda, cosa che faremo avvalendoci dei dati dell’OCSE (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), dobbiamo operare un distinguo: da una parte abbiamo un indicatore che si chiama “PIL reale pro capite”, dall’altra il
reddito familiare reale pro capite. Di cosa stiamo parlando?

PIL pro capite. Ci appelliamo a questo punto alle definizioni che propone l’OCSE, Organizzazione che, lo ricordiamo, include 35 Paesi in tutto il mondo. Il PIL reale pro capite, spiega l’OCSE, è il Prodotto Interno Lordo – ovvero la misura standard del valore aggiunto generato attraverso la produzione di beni e servizi in un determinato Paese nell’arco di un certo periodo di tempo – corretto per l’inflazione e diviso per il numero di individui che compongono la popolazione. Il PIL pro capite, secondo l’OCSE, è un indicatore che ha un limite: e cioè, “non è in grado di fornire una misura adeguata del benessere materiale delle persone”.

Reddito familiare. Per avere un’idea del benessere delle persone, l’indicatore migliore da considerare è il reddito familiare reale pro capite. Il punto di partenza è il reddito disponibile delle famiglie che, scrive l’OCSE, equivale al reddito totale sottratte le tasse e considerati i trasferimenti (per esempio, i sussidi di disoccupazione). In sostanza, è il “gruzzolo” che le famiglie possono destinare ai consumi o al risparmio. Ciò premesso, il reddito familiare reale pro capite rappresenta il reddito disponibile delle famiglie corretto per l’inflazione e diviso per il numero degli individui che fanno parte di quella specifica popolazione.

Cosa ci dicono i dati. Anche il PIL è reddito: esso, come abbiamo accennato, rappresenta il valore aggiunto generato tramite la produzione di beni e servizi. La sua variazione trimestrale o annuale ci dice se e quanto sta marciando un Paese e, quindi, come stanno procedendo i grandi aggregati che ne formano il tessuto economico: imprese, famiglie e Stato. Quindi, detto in soldoni: quando il PIL cresce più del reddito, vuol dire che il Paese se la cava meglio delle famiglie; viceversa, possiamo desumere che le famiglie se la stiano passando meglio del Paese in cui vivono.

PIL batte reddito. Ciò premesso, vediamo cosa ci dicono gli ultimi dati. La crescita del reddito familiare reale pro capite nell’area OCSE mostra una variazione positiva, con un +0,3% nel quarto trimestre 2017 rispetto al +0,2% del terzo trimestre, ma ancora una volta più lenta rispetto all’aumento del PIL reale pro capite, salito del +0,5%. Nel corso dell’anno, la crescita complessiva del reddito familiare reale pro capite nei Paesi OCSE è rallentata al +0,7% dal +0,8% del 2016, in netto contrasto con la crescita del PIL pro capite, cresciuta dell’1,9% nel 2017 dal +1,2% del 2016.

L’Italia fa eccezione? Tra le sette economie principali dell’area OCSE – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti – la crescita del reddito familiare reale pro capite è rallentata nel quarto trimestre del 2017 in tutti i Paesi in cui i dati sono disponibili, tranne che in Italia. Nel nostro Paese, la variazione di questo indicatore è lievemente aumentata nel quarto trimestre, al +0,9% dal +0,8% nel terzo trimestre, superando significativamente la crescita del PIL reale pro capite, che si è ridotta al +0,3% dal +0,4% del periodo precedente, come mostra il grafico qui sotto.

I dati degli ultimi due trimestri del 2017, riportati nel grafico, evidenziano quelli che con tutta probabilità sono i sintomi del “risveglio” dei salari a valle del recupero economico degli ultimi anni: più stipendio, com’è ovvio, vuol dire più reddito. Ma è decisamente troppo presto per affermare che le famiglie italiane sono uscite dalla crisi. Allargando lo sguardo, infatti, il discorso cambia: negli ultimi nove trimestri, fa sapere l’OCSE, in Italia la crescita del PIL pro capite ha superato quella del reddito familiare reale pro capite di 0,9 punti percentuali, segno che anche nel nostro Paese le famiglie sono rimaste indietro nel cammino verso la ripresa. Una ripresa che peraltro, come ci avverte la stessa OCSE, sta rallentando. Non una buona notizia, per i redditi delle famiglie.