Dichiarazione dei redditi 2018: quali spese si possono detrarre?

Dalle cure dal veterinario alle attività sportive dei ragazzi, fino alle gite scolastiche: ecco le principali spese che possono beneficiare della detrazione del 19% sulla dichiarazione dei redditi

Si avvicina il momento della dichiarazione dei redditi. Quest’anno la dichiarazione precompilata sarà disponibile online da lunedì 16 aprile. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dopo aver inserito pin e password per accedere al servizio Fisconline o utilizzando le credenziali SPID, INPS o NOIPA, è quindi possibile visualizzare la propria situazione fiscale relativa ai redditi del 2017. Per modificarla, invece, bisogna aspettare ulteriori indicazioni che, al momento, ancora mancano. Le altre date da tenere a mente sono il 9 luglio, ultima scadenza per presentare la dichiarazione tramite un intermediario (Caf o professionisti abilitati), e il 23 luglio, termine per presentarla autonomamente utilizzando il modulo precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I conguagli dovrebbero arrivare nelle buste paga di luglio per i lavoratori e nei cedolini di agosto o settembre per i pensionati. Vediamo quali sono le principali voci che possono essere detratte.

Spese sanitarie, dai farmaci alle visite. Può essere detratto il 19% delle spese sanitarie sostenute, esiste una franchigia di 129,11 euro e non c’è un limite massimo di detraibilità. Se, però, le spese sanitarie superano il limite di 15.493,71 euro nel corso dell’anno, la detrazione può essere ripartita in quattro anni, per rispettive quattro quote di pari importo. Tra le altre, rientrano in questa categoria le prestazioni rese da un medico generico, comprese quelle di medicina omeopatica e dello psicologo, l’acquisto di medicinali da banco o con ricetta (inclusi i prodotti omeopatici), prestazioni specialistiche, cure termali e l’acquisto o affitto di dispositivi medici o attrezzature sanitarie. Sono detraibili i farmaci da banco e di automedicazione acquistati in farmacie, supermercati o anche tramite farmacie online (l’elenco degli esercizi autorizzati è disponibile sul sito www.salute.gov.it). La spesa deve essere certificata da fattura o da scontrino fiscale, il cosiddetto “scontrino parlante”, l’importante è assicurarsi che contenga informazioni come la natura, la quantità dei prodotti acquistati e il codice fiscale del destinatario.

Cure veterinarie per gli animali domestici. Anche le spese per le cure veterinarie possono usufruire di una detrazione del 19%, per un massimo di 387,40 euro. Ricordiamo che, anche in questo caso, è prevista una franchigia di 129,11 euro. La detrazione spetta a chi detiene la proprietà dell’animale. Come dimostrarla? È possibile esibire il certificato rilasciato dalla ASL o il certificato di adozione. Sono esclusi dalla detrazione i casi di cure di animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare, cosi come non rientrano le cure di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole.

Asilo nido e istruzione. Per le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 19% su un massimo di 632 euro per ciascun figlio. L’Agenzia delle Entrate specifica che vengono considerati asili nido le strutture dedicate alla formazione dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. È inoltre possibile detrarre il 19% anche delle spese sostenute per l’istruzione non universitaria, anche in questo caso esiste un tetto di spesa massima pari a 717 euro per ciascun figlio. Rientrano in questa categoria le spesa per la frequenza di scuole statali e scuole paritarie private: scuole materne, elementari, medie e istituti superiori. Sono detraibili anche le spese sostenute per la frequenza di Conservatori di musica e istituti musicali pareggiati. Ma non solo: il sistema permette di recuperare anche le spese sostenute per mense e gite scolastiche. È necessario conservare le ricevute o le quietanze di pagamento con gli importi sostenuti.

Rette universitarie e affitti per gli studenti fuori sede. La detrazione del 19% è prevista anche per le spese universitarie: sono inclusi corsi universitari, di specializzazione, corsi di perfezionamento, master universitari e corsi di dottorato di ricerca, sia in università pubbliche che private. Rientrano nella detrazione anche i corsi universitari frequentati all’estero e quelli delle università telematiche. Per agevolare gli studenti fuori sede, inoltre, anche le spese sostenute per l’affitto beneficiano della detrazione. Dall’imposta lorda si detrae un importo, pari al 19%, dei canoni derivanti dai contratti di locazione stipulati o rinnovati, dei canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative, dagli studenti, per un importo non superiore a 2.633 euro. Rientrano anche gli affitti versati dagli studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università di uno Stato dell’Unione europea.

Attività sportive per i ragazzi. Agevolate anche le famiglie in cui i ragazzi tra i cinque e i 18 anni svolgono un’attività sportiva dilettantistica. La detrazione, anche in questo caso del 19%, spetta per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica per un massimo di 210 euro, a conti fatti si potranno recuperare quasi 40 euro per ciascun figlio. L’Agenzia delle Entrate ha stilato una guida completa con tutte le indicazioni relative alle spese detraibili e ai documenti necessari.

Quali sono le spese che vorresti venissero introdotte tra quelle detraibili il prossimo anno? Scrivici nei commenti!