Cosa sono le asset class?

L'asset class altro non è che una categoria d'investimento, cioè un insieme di strumenti finanziari con caratteristiche simili e comportamento analogo sui mercati. Scopriamole insieme e vediamo come si definisce l'asset allocation di un portafoglio di investimento

Abbiamo visto quali sono i passaggi da compiere nella costruzione di un portafoglio di investimento ottimale. Dopo aver gettato le basi, passiamo alla vera e propria costruzione: incastriamo cioè i vari mattoncini che andranno a comporre il nostro portafoglio. Ragionando in termini culinari, potremmo considerare che le asset class come gli ingredienti di una ricetta che amalgamiamo per ottenere un certo risultato in un determinato arco di tempo (il cosiddetto “orizzonte temporale”).

Partiamo dalla definizione. L’inglese è la lingua dei mercati finanziari. Non a caso, tante parole che usiamo nei nostri post sono prese a prestito da questa lingua. “Asset class” non fa eccezione. Un’asset class altro non è che una categoria d’investimento, cioè un insieme di strumenti finanziari con caratteristiche simili e comportamento analogo sui mercati. La teoria identifica tre principali asset class: le azioni, le obbligazioni e la liquidità, o i vari strumenti del mercato monetario.

Liquidità e dintorni. Se delle prime due abbiamo lungamente parlato, degli strumenti del mercato monetario possiamo dire che si tratta appunto di strumenti generalmente molto liquidi (cioè si possono vendere facilmente), dotati di alte valutazioni in termini di merito creditizio e con una data di scadenza vicina. Per questo motivo sono associati a un bassissimo livello di rischio. E hanno un basso rendimento. Sono solitamente assimilabili alla cassa, cioè alla liquidità propriamente detta. Tuttavia, nella pratica per molti operatori anche gli investimenti immobiliari (o real estate) e le materie prime (o commodities) sono da considerarsi a tutti gli effetti asset class.

Indice di riferimento. Ogni asset class è “incarnata” da un benchmark di riferimento, un indice che rappresenta il movimento nel tempo del valore degli strumenti finanziari compresi nel suo paniere. Per esempio, l’asset class dell’azionario italiano ha come indice di riferimento il Ftse MIB.

Dall’asset class all’asset allocation. Definite le asset class, possiamo agilmente fare un passo in avanti e introdurre il concetto di asset allocation. Il processo di distribuzione delle proprie risorse fra diversi possibili investimenti, e quindi fra le differenti asset class, prende appunto il nome di asset allocation. Il principale obiettivo è realizzare una gestione ottimale di portafoglio che consenta il miglior equilibrio tra il rendimento e il rischio delle attività inserite in portafoglio, date le esigenze (gli obiettivi) e le aspettative dell’investitore. Una regola aurea dei mercati finanziari: rischio e rendimento sono direttamente proporzionali, perciò le attività ad alto rischio tendono ad avere un elevato rendimento.

Tre tipi di asset allocation. A seconda dell’approccio che viene seguito, esistono tre tipi di asset allocation.

  • Asset allocation strategica. L’allocazione degli investimenti avviene secondo un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. In questo caso è di fondamentale importanza la diversificazione (link al post) e viene completamente dimenticato il market timing, ovvero la capacità di entrare e uscire dal mercato al momento giusto.
  • Asset allocation tattica. In questo caso l’orizzonte temporale dell’investitore è decisamente breve e proprio per questo è fondamentale avere la corretta visione del mercato nel preciso lasso temporale in cui si investe (o disinveste). L’asset allocation del portafoglio continua a essere modificata in funzione del momento e dei vari trend effettuando scelte su specifici titoli (quello che in gergo tecnico prende il nome di stock picking) o facendo leva sul market timing.
  • Asset allocation dinamica. La composizione del portafoglio è molto sensibile ai movimenti di mercato e questo porta a rapide variazioni dei pesi delle diverse asset class in portafoglio quando si verificano, appunto, bruschi movimenti di mercato. L’allocazione degli investimenti è ancora più orientata al breve termine.