Tutti in cerca di lavoro. Sì, ma solo all’estero

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Secondo la banca dati europea ci sono più di un milione di offerte. Tra le professioni più ricercate: ingegneri, tecnici meccanici, aiuti cuoco...

Chi e quanti siamo. Gli italiani all’estero sono 4.115.235 [dati Aire]. Nel 2010 eravamo 80mila in meno. Il 47,8% sono donne (1.967.563). Il 50%, giovani tra i 18 e i 44 anni. Il 18, 6%, anziani (ad aprile 2010 erano  il 19,2%).

Dove siamo. Ci dividiamo soprattutto tra Europa (55%) e America (39,6%). Poi, tra Oceania (3,3%), Africa (1,3%) e Asia (0,9%) [fonte: Rapporto Italia di Eurispes].

Come trovare lavoro all’estero. I modi per trovare lavoro all’estero sono sostanzialmente due: chiedere informazioni alle agenzie di lavoro temporaneo che operano a livello internazionale (Adecco, Manpower, Page Personnel…) oppure fare ricerche online direttamente sui siti delle aziende, su quelli dei giornali locali o sui siti specializzati nelle offerte di lavoro come Monster, Careerjet, Jobintourism, Idealist, MyCareer, Craigslist, Stepstone… Per chi se la sente, si può sempre partire e cercare di trovare lavoro una volta arrivati a destinazione.

Per i più giovani. I centri Informagiovani, oltre alle informazioni generali per l’espatrio (procedure burocratiche, copertura sanitaria, alloggi…), offrono utili indicazioni anche per partecipare ai programmi delle organizzazioni internazionali.

La più grande banca dati europea. Su Eures, la più grande banca dati europea per chi cerca e offre lavoro, al momento ci sono 1.211.844 offerte. Oltre a informazioni sul mercato del lavoro, divise per paese, regione e settore d’attività, si possono trovare anche consigli su tutta una serie di questioni pratiche, giuridiche e amministrative necessarie per espatriare (visti, ricerca di alloggio, scuole, imposte, costo della vita, sanità, legislazione sociale…).

Le professioni più ricercate. In base agli annunci pubblicati da Eures, sono ingegneri e tecnici meccanici; direttori vendite e marketing; aiuti cuoco; analisti di sistema e programmatori; maître d’hotel, camerieri e baristi; cuochi; commessi; saldatori e tagliatori di fiamma.

Chiedere consiglio. Sul blog vivoaltrove.it e su repubblica.it le storie e i consigli degli italiani che hanno deciso di vivere e lavorare fuori dall’Italia.

Italiani in fuga. Italiansinfuga, il sito d’ informazione «per chi vuole emigrare da chi è già emigrato», registra ogni mese oltre 50 mila visite.

In Africa. Freddie Del Curatolo, del sito malindikenya.net: «A Malindi puoi vivere con 800 euro al mese. Non devi dimenticare, però, che sei in Africa, non in un’Italia a buon mercato […]. Prima di trasferirsi definitivamente consiglio sempre un periodo di tre settimane senza rete di protezione turistica ». [fonte: GQ].

Cosa fare. Aldo Mencaraglia, autore di È facile cambiare vita se sai come farloGuida pratica alla fuga per sognatori e squattrinati, alla Repubblica: «Ci sono sempre più italiani che vogliono partire, in genere hanno tra i 25 e i 35 anni. Il motivo è quasi sempre lo stesso: trovare un lavoro che sia retribuito il giusto. L’ emigrazione di oggi è diversa da quella del dopoguerra, chi parte adesso è più istruito ma la sua istruzione non dà frutti. I Paesi più ricercati sono quelli del Nord Europa, il Canada, l’ Australia, sono in caduta la Spagna e l’ Irlanda dopo la crisi economica. Si scelgono i Paesi che nelle classifiche internazionali risultano con una buona qualità della vita. Le nazioni migliori sono quelle dove hai qualcosa da offrire dal punto di vista lavorativo. La prima cosa è analizzare il mercato del lavoro per sapere quali sono le competenze più richieste nel paese dove si andrà. Poi bisogna valutare la facilità o meno ad ottenere il visto, meglio l’ Australia degli Stati Uniti, più facile il nord Europa. Indispensabile saperne una lingua soprattutto l’ inglese. Ci sono corsi molto low cost, su YouTube ce ne sono gratis, sul sito livemocha.com si può scegliere tra 35 lingue con lezioni on line, la Bbc carica sui podcast cicli di lezioni completi. […] Bisogna pensare quando si arriva ad adeguare la licenza di guida e ad avere la versione locale del codice fiscale. Ci sono Stati con siti governativi che danno istruzioni su come affrontare le pratiche burocratiche, dal cambio d’ indirizzo al pagamento delle multe: è così in Australia, Canada, Gran Bretagna, Nuova Zelanda. Ci vogliono un paio d’ anni per scoprire se si ha voglia di restare oppure o no. Difficilmente chi supera questa fase torna indietro».

Pianificare. Per facilitare la ricerca, decidete per un solo lavoro e in una sola città. Essere disposti a fare tutto è ammirevole, ma può anche rivelarsi controproducente. Informatevi sulla documentazione necessaria per l’espatrio, sull’assistenza sanitaria, sulla presenza di uffici di collocamento sul posto, sulla tipologia dei contratti

Obbligo di legge. Per chi risiede all’estero per un periodo di tempo superiore ai 12 mesi, è obbligatoria l’iscrizione all’Aire.

Soldi di scorta. Valutate bene i costi economici. Portate dei soldi almeno per il primo mese. Nella migliore delle ipotesi il primo stipendio arriverà dopo 30 giorni.

Euraxess. È il portale europeo per la mobilità dei ricercatori. Fornisce informazioni aggiornate sulle offerte di lavoro e sulle opportunità di finanziamento in ogni settore di studio in Europa.

Per gli architetti. «A livello economico per gli architetti è più facile trovare impieghi da dipendenti in Paesi come Cina, India o Turchia, dove c’è una fiorente architettura commerciale. Per chi cerca invece opportunità di qualità l’Europa resta un punto di riferimento» (Cristina Murphy e Andrea Bertassi dello studio XCoop di Rotterdam a Casa24)

Non occorre andare lontano. In Svizzera, Novartis ricerca circa 300 persone, quasi tutte a Basilea (tecnici e capi laboratorio, medical scientific expert, brand e product manager, business planner…); la biofarmaceutica Actelion ha più di 10 posizioni aperte nei cantoni di lingua tedesca (tecnici di laboratorio, ricercatori, manager…); sul sito di Abb, multinazionale specializzata nelle tecnologie per l’energia, ci sono più di 200 offerte per project manager e ingegneri; Nestlé seleziona oltre a 150 figure per ambiti diversi; Zurich ricerca 60 persone; Helvetia una cinquantina; Kuoni venti… [fonte: Corriere della Sera].

Tutela per i giovani. Matteo Astolfi, fotografo di Santarcangelo (Rimini) in trasferta in Spagna: «In Spagna in questo momento non si trova lavoro più facilmente che da noi. Però verso i giovani c’è una mentalità diversa. Ci sono contratti con più tutele e garanzie, c’è più serietà. Là i giovani sono considerati una risorsa. Anche quando fai uno stage o inizi con un contratto breve non ti mettono a fare fotocopie, come accade spesso in Italia. Andando all’estero ti rendi conto di quanto l’Italia, che pure è un paese meraviglioso, sia indietro anche solo rispetto alla Spagna, per non parlare della Germania o del Nord Europa».