Tasse universitarie, come spendere meno

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Settembre è il mese in cui bisogna fare i conti con le rette degli atenei: tra detrazioni e agevolazioni, tutte le dritte per risparmiare

Tasse universitarie, un appuntamento che comincia a settembre. Che si tratti dell’immatricolazione o dell’iscrizione agli anni successivi al primo, poco importa: a settembre arriva il momento di pagare le tasse universitarie. L’importo da sborsare varia in base al reddito, al tipo di corso e all’ateneo prescelto, con grandi differenze tra Nord e Sud: secondo l’ultimo Rapporto Federconsumatori sui costi degli atenei italiani, le tasse delle università università pubbliche nell’anno accademico 2016-2017 hanno visto una diminuzione compresa tra il -4,02% e il -14,33% per le prime quattro fasce di reddito. In generale si può dire che l’università italiana è tra le più care d’Europa: le rette si aggirano in media attorno ai 1200 euro, nella classifica Ocse risultano più alte soltanto in Inghilterra (9 mila sterline per un bachelor) e Paesi Bassi (in media, 1.906 euro).

Chi – nelle università pubbliche – ha diritto a pagare di meno. Non tutti gli studenti, tuttavia, pagano la stessa retta. Tanti  possono avere diritto all’esenzione o a una riduzione dalle tasse universitarie. Somme e requisiti variano a seconda degli atenei: per questo motivo è opportuno consultare i portali di facoltà e università, comprese le private e quelle online.  In generale si può dire che la riduzione è calcolata sulla base dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, che fotografa appunto la condizione economica del nucleo familiare di appartenenza: se non supera una determinata somma, si paga meno.

Gli studenti meritevoli pagano la metà. Gli studenti degli atenei pubblici che frequentano in corso, hanno  un indicatore Isee entro un limite stabilito dall’università e  hanno acquisito, entro il 30 settembre, almeno l’80% dei crediti formativi necessari mantenendo una media non inferiore a 27/30, hanno diritto all’esonero dal pagamento del 50% della tassa di iscrizione e dei contributi universitari. La riduzione riguarda anche gli iscritti al primo anno. Nel dettaglio:

  • per gli iscritti al primo anno di triennale fa fede il voto di diploma (che deve essere di 60/60 o 100/100);
  • per coloro che sono al primo anno di magistrale fa fede il voto di laurea (110/110).

Le borse di studio. Le borse di studio universitarie non legate a particolari bandi di concorso e attribuite a studenti meritevoli e a quelli che appartengono a determinate fasce di reddito, sono gestite in maniera autonoma dalle regioni che ricevono i fondi dal ministero. Oltre alla borse di studio i bandi spesso assegnano altre agevolazioni come alloggi nelle residenze universitarie. Di solito le scadenze variano in base all’ateneo: la soluzione migliore, quindi, è rivolgersi all’ufficio universitario competente per avere tutte le informazioni in merito. Per le borse di studio legate a criteri economici, invece, bisogna tenere conto del decreto del Miur, che ogni anno determina il reddito degli studenti che ne hanno diritto e l’importo minimo.

Sconto famiglia. Se più studenti appartenenti al medesimo nucleo familiare frequentano la stessa università pubblica è possibile richiedere la riduzione della tassa d’iscrizione e dei contributi universitari: l’agevolazione, che cambia di ateneo in ateneo, può sfiorare il 30% della somma da pagare. La riduzione è valida per ciascun membro della famiglia: ognuno, però, deve presentare la propria richiesta.

Studenti disabili. Presentando la necessaria documentazione – copia del certificato di invalidità con indicazione della percentuale di invalidità o, nei casi previsti dalla norma, il solo tipo di invalidità – al competente ufficio universitario, gli studenti portatori di handicap con invalidità pari o superiore al 66% possono essere esonerati dal pagamento di qualsiasi contributo. Chi ha un’invalidità inferiore al 66% potrà comunque inoltrare la richiesta: l’esito dipenderà dalla decisione di un’apposita commissione.

Studenti lavoratori. Gli studenti lavoratori con un indicatore Isee non superiore a quello stabilito dall’università hanno diritto a una riduzione del 30% dell’ammontare della tassa d’iscrizione e dei contributi universitari del primo anno. In seguito, per ottenere la stessa esenzione, si dovrà dimostrare di aver conseguito durante l’anno precedente almeno il 20% dei crediti formativi previsti. Nel dettaglio, hanno diritto a questo tipo di vantaggio:

  • studenti dipendenti o assimilati per almeno 6 mesi;
  • autonomi con partita IVA (con un reddito complessivo netto non inferiore a 7.000 euro);
  • autonomi derivante da attività non esercitata abitualmente (con un reddito complessivo netto non inferiore a 7.000 euro).

Chi si laurea in tempo. Tutti coloro che si laureano in tempo con un voto pari a 110/110 e che hanno un indice Isee non superiore a quello stabilito dall’ateneo, possono richiedere il rimborso totale della tassa di iscrizione e dei contributi universitari dell’ultimo anno. La richiesta deve essere presentata entro 30 giorni dal conseguimento del titolo.

Detrazioni fiscali per le tasse universitarie. Ogni studente ha diritto alla detrazione diretta del 19% sulle spese universitarie: in sede di dichiarazione dei redditi, quindi, è possibile recuperare parte dei soldi spesi durante l’anno. La detrazione non può riguardare:

  • Libri e materiale didattico;
  • Trasporti;
  • Vitto e alloggio (a meno che non si tratti di fuori sede con alloggio distante almeno 100 km dal comune di residenza);
  • Contributi pagati all’università pubblica per il riconoscimento della laurea conseguita all’estero.