Piccole strategie quotidiane per risparmiare

Condividi su:

Al bar, al supermercato, in casa, nel tempo libero: piccole spese quotidiane di cui non ci si rende conto ma che, una dopo l’altra, fanno la differenza. Dal pranzo fuori al car sharing, dritte per spendere meno senza rinunce.

Quanti caffè fuori ci si concede ogni giorno? Due, in media, per una spesa quotidiana di circa 1,60 euro. In un mese, 48 euro. In un anno, 584 euro. L’espresso è solo una delle tante spese che si accumulano nel corso della giornata: eliminarle è semplice e permette di risparmiare. Un altro esempio? La spesa al supermercato. Spulciando il volantino delle offerte speciali, usando specifiche app, o, ancora, preferendo prodotti no logo, secondo una recentissima inchiesta di Altroconsumo si possono risparmiare molti soldi, fino a 3500 euro l’anno.

Il pranzo al sacco sostituisce pranzo fuori. Federconsumatori calcola che un pasto fuori tipo, composto da  acqua, pasta, dolce e caffè può costare fino a 13,40 euro al giorno, cioè 294,80 euro al mese. Per eliminare questa spesa basta portarsi il pranzo da casa. Il risparmio è sorprendente: lo stesso pasto preparato nella propria cucina costa 3,20 euro, il 76% in meno rispetto a quello acquistato. Un’idea originale è organizzare, se possibile, un pranzo tra colleghi, dividendosi la spesa: a turno, nel giorno prefissato, ognuno prepara il pranzo per tutti, risparmiando così oltre l’80%.

Preferire il car sharing all’automobile privata. Una delle voci di spesa più importanti nell’economia familiare è rappresentata dall’uso e dalla gestione dell’automobile. Tra  benzina, spese di manutenzione, bollo e assicurazione, ogni anno per la macchina si spendono circa 3.200 euro. La prima alternativa all’uso della propria vettura sono i mezzi pubblici. Se, però, non si vuole rinunciare al confort dell’automobile, si può ricorrere al car pooling e al car sharing. Nel primo caso si dividono le spese con gli altri occupanti del mezzo, nel secondo, invece, si usa la macchina soltanto quando se ne ha realmente bisogno, senza sostenere tutte le spese connesse alla proprietà del mezzo. Il risultato, un risparmio di almeno il 30%. Chi proprio desidera acquistare una vettura, può comunque risparmiare sfruttando moltissime offerte.

Store online battono negozi fisici. Un’indagine di qualche tempo fa diceva che con lo shopping online si risparmia tra il 20% e il 50%. Il ribasso può essere anche più alto. Basta, per esempio, dare un’occhiata ai “social shopping”, siti che consentono di comprare beni e servizi a un prezzo conveniente – in media con sconti dal 30 al 60% e con punte dell’80% – a patto che l’offerta raggiunga un numero minimo di acquirenti entro una certa scadenza (di solito dalle 24 alle 72 ore). Se il quorum non viene raggiunto, niente da fare: il servizio o l’oggetto non può essere acquistato. Altra possibilità, sono gli acquisti nelle aste online.

Farmaci generici al posto delle medicine di marca. I costi sostenuti per acquistare le medicine si possono ridurre fino al 50% acquistando i farmaci generici, che contengono lo stesso principio attivo del prodotto di marca brevettato ma hanno prezzi inferiori. Chi comunque non è disposto a rinunciare al farmaco di marca può dedicare un po’ di tempo alla comparazione dei prezzi online (per esempio attraverso il calcolatore di Altroconsumo) che, confrontando i farmaci di varie marche, permettono di scoprire quelli più convenienti. Dal I luglio i farmaci da banco si possono comprare online nei siti autorizzati alla vendita, riconoscibili dal logo imposto dall’Unione europea. Su internet i farmaci da banco costeranno più o meno quanto in farmacia o in parafarmacia: i prezzi, cioè, potranno cambiare proprio come avviene nei negozi reali.

Acqua del rubinetto al posto delle bottiglie. I più recenti dati Istat dicono che ogni mese le famiglie italiane spendono circa 11,42 euro per l’acquisto dell’acqua minerale. In un anno, quasi 140 euro, somma che può essere facilmente risparmiata bevendo l’acqua del rubinetto. L’acqua “del sindaco” è di buona qualità, ecologica e controllata da norme sanitarie; in alcune situazioni può essere poco allettante al gusto, ma con semplici accorgimenti è facile renderla piacevole al palato oltre che al portafoglio.