Startup per una lunga vita

L’app che permette ai giovanissimi di aiutare gli anziani, il sito che rende il turismo accessibile, il macchinario che valuta e corregge la postura in ufficio: progetti made in Italy che fanno vivere meglio e più a lungo…

Tre vincitori per la Fellowship for longer lives. Migliorare la postura di chi trascorre molte ore in ufficio, far incontrare giovani desiderosi di dedicare il proprio tempo al volontariato e anziani alla ricerca di compagnia e organizzare viaggi per chi ha esigenze particolari. Tre startup innovative e tutte made in Italy si sono aggiudicate la Fellowship for longer lives, riconoscimento assegnato da Impact Hub Milano (community internazionale dove imprenditori, creativi  e professionisti mettono insieme le idee e individuano opportunità di mercato) ai progetti che si sono distinti nel campo del welfare sul tema “vivere meglio e più a lungo”. I tre finalisti, selezionati tra 35 idee, saranno incubati per tre mesi al termine dei quali (il prossimo 14 maggio) sarà scelto il progetto più meritevole. Per il vincitore un premio di 60mila euro tra capitale seed (primi fondi finanziari cui un imprenditore accede per lanciare una nuova attività), affiancamento specializzato e infrastrutture offerte da Impact Hub Milano.

L’app che mette insieme senior e junior. Un’app che mette insieme il desiderio dei giovani di fare volontariato e i bisogni degli anziani. Vis – Very Important Senior –ideata per sistemi Ios e Android, funziona come un’agenda. “L’idea è partita da un’esperienza personale, dalla solitudine che a volte avverto con i miei nonni – ci spiega Carlotta Broglia, 17 anni appena, studentessa di un liceo internazionale milanese, ideatrice di Vis insieme a Giulia Predari, neolaureata in Bocconi e ora a Singapore per un internship. Very Important Senior nasce “dall’esigenza di trovare progetti di volontariato da inserire nel percorso formativo scolastico ma anche dal desiderio di fare qualcosa di costruttivo, di utilizzare bene il proprio tempo libero”. Vis raccoglie le necessità delle persone anziane suddivise per tipologie e la disponibilità di tempo di studenti dai 16 ai 18 anni. Ma c’è di più: le persone anziane insieme a degli insegnanti valuteranno l’impegno degli studenti nell’attività di volontariato: se positivo, questo giudizio contribuirà all’ottenimento di borse di studio sponsorizzate dai partner che partecipano all’iniziativa. “Il progetto – ci racconta Carlotta – avrà all’inizio una portata limitata a Milano, ma sul lungo periodo potrebbe coinvolgere gli studenti di tutta Italia”.

Il progetto che migliora la postura. “In passato avevamo a che fare con gente che sul lavoro si faceva male con le macchine. Adesso le cose sono cambiate: i problemi di salute di molti lavoratori dipendono dalla loro postura”. L’ingegnere della sicurezza Stefano Scattini è l’ideatore, insieme ad Alessandro Nespoli, di Body Mechanical Risk Assessment, strumento che permette “una valutazione non generica o standard del rischio per l’ergonomia delle persone che lavorano tenendo conto di valutazioni biomeccaniche”. Attraverso il monitoraggio della spina dorsale Body Mechanical Risk Assessment dice anche che cosa la persona deve fare per tenersi in forma. “Il vantaggio – prosegue Scattini – è duplice: permette al lavoratore di capire come stare meglio sul posto di lavoro e consente all’azienda di avere dipendenti più produttivi, che non soffrano di dolori ricorrenti (mal di testa, cervicali, gomito del tennista ecc.) provocati dall’errata postura”.

Il sito che rende il turismo accessibile a tutti.  “Accessible Tourism for Aged People sarà il sito internet che si occuperà di creare pacchetti e itinerari turistici per chi ha esigenze particolari – ci racconta Anna Riva, 31 anni, ideatrice insieme a Gabriele Favagrossa e a Luigi Bandera della piattaforma. “Gli utenti speciali sono gli anziani, certo, ma anche i vegetariani, i celiaci, le mamme con i passeggini, i disabili, tutti coloro che non si accontentano di quelle strutture in cui vengono sostanzialmente ghettizzati. Il nostro obiettivo, insomma, è rendere il turismo più accessibile: non aiutarli soltanto a trovare la struttura più vicina alle loro esigenze ma creare un itinerario completo”. Il sito si occuperà della mappatura delle strutture già esistenti avvalendosi della collaborazione di alcune tra le maggiori organizzazioni italiane interessate a questi temi (Anteas, associazione per gli anziani; Ledha, associazione per le disabilità; CTS, associazione per il turismo giovanile e sociale). La ricerca sul sito sarà organizzata per categorie. Per il lancio bisogna aspettare ancora qualche mese: per il primo anno ci lavoreranno part time quattro dipendenti. La piattaforma si manterrà attraverso piccole commissioni sui pacchetti venduti.

redazione


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