Siamo in primavera, è tempo di seminare

Condividi su:

Creare un orto è divertente, dà soddisfazione e fa risparmiare. Lo si può fare in giardino, sul terrazzo ma anche sul tetto...

La socializzazione. «Che sia verticale, in terrazzo, in giardino, riciclato, urbano o didattico, l’orto risponde alla nostra esigenza di socializzazione e di crescita culturale» (Daniele Taffon, responsabile del progetto Orti Urbani di Campagna Amica in collaborazione con Coldiretti).

L’italiano e l’orto. Secondo l’indagine Ipr Marketing con Coldiretti nel 2011 un italiano su quattro si è dedicato all’orto. Secondo Daniele Taffon in Italia ci sono circa 20mila orti individuali e collettivi.

Lavorare il terreno. Ad aprile i lavori nell’orto richiedono sempre maggiore impegno perché inizia il ciclo di coltivazione di molte piante orticole che forniranno i loro prodotti dalla primavera avanzata all’autunno: bisogna quindi procedere, soprattutto in un piccolo orto, con le lavorazioni pesanti (come smuovere il terreno, mettere il compost maturo e il letame ridotto a terriccio con 10-12 e più mesi di permanenza in concimaia) e superficiali (vangare il terreno e irrigare: per risparmiare acqua si può coprire con teli in tnt – tessuto non tessuto). Poi bisogna spianare il suolo con un rastrello a denti robusti o con uno spianatoio e livellare il terreno con il dorso dello stesso rastrello. A questo punto è il momento di procedere con la creazione delle file: per farle regolari e alla stessa distanza servitevi di asticelle di un metro circa [fonte: Pomodoroitalisno.it].

Divertirsi come matti. «Io, uomo di mare, ho scoperto l’amore per la terra. Prima di conoscere Sabrina (Donadel, ndr) avevo sempre visto i pomodori nel piatto, adesso ho imparato a piantarli. E così mi ritrovo ad aiutare mio suocero nell’orto e a divertirmi come un matto» (Paolo Kessisoglu, ex iena ora in tv con Scherzi a parte).

La semina e il trapianto. Una volta preparato il terreno bisogna procedere con la semina o il trapianto. Se si è poco esperti è bene preferire piantine con il pane di terra rispetto a quelle a radice nuda: hanno un costo più elevato ma attecchiscono più rapidamente. Ortaggi come pomodoro, peperone, melanzana, melone, cocomero, cetriolo, zucca e zucchine hanno bisogno che la temperatura, quella notturna, non scenda sotto i dodici gradi centigradi, per cui bisogna fare attenzione a non trapiantarli troppo presto (la produzione potrebbe risentirne).

Le grandi aziende. «In Lombardia l’8 per cento delle aziende agricole possiede il 60 per cento dei terreni coltivabili» (Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, sul Corriere della Sera 8/3/2012).