Rinnovo casa con il lighting design

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Come posizionare da sé la luce per valorizzare un oggetto o per vedere cosa c'è dentro un armadio? Facile con l'aiuto di un professionista......

Luce fai da te. Illuminarsi casa da soli oggi è possibile grazie alla rete. Online è possibile trovare migliaia di suggerimenti su come valorizzare oggetti o arredamenti sfruttando la luce, e poi, esistono anche software in grado di calcolare la giusta distanza tra l’oggetto e la fonte luminosa. Andrea Meini, lighting designer, ci aiuta a capire come e quando si può far da sé e quando invece è bene affidarsi ad un professionista dell’illuminotecnica.

La rete aiuta. Si può pensare di creare un progetto di illuminazione fai da te? «Oggi grazie all’innovazione tecnologica dell’illuminotecnica ma soprattutto alle informazioni che si trovano in rete si può realizzare un buon progetto purché sia semplice. Fino a cinque sei anni fa, era impossibile illuminare bene una stanza da soli» (Vedi qui cosa si intende per progetto illuminotecnico).

La condivisione del sapere. Andrea Meini, presidente e titolare dello studio di progettazione illuminotecnica Idealight, ha due motti: il primo è quello aziendale «Light for everyone», il secondo è più personale: «La condivisione è la formula più potente dell’apprendimento», per questo ha voluto dare vita ad un blog Lightstore interamente dedicato all’illuminazione e all’illuminotecnica. Per condividere il suo sapere con altri professionisti ha creato lightitaly e per facilitare la vita agli autodidatti ha messo online il videoblog Videorecensionilampade.it, con video recensioni, video guide e corsi di illuminazione e d’illuminotecnica per «trovare ispirazione, motivazione, idee e soluzioni su come illuminare correttamente e perché fare determinate scelte per l’illuminazione della tua abitazione, del proprio negozio odel proprio giardino». I video di recensioni di prodotti di aziende leader, realizzati da Lightstore, si trovano anche su youtube così come altre guide di illuminotecnica.

Le guide. Le guide insegnano anche a illuminare postazioni di lavoro come il lavabo del parrucchiere, un ufficio o un’insegna.

Le regole della luce. Ci sono delle regole per ogni stanza? «La verità è che non esiste un vademecum standard dipende da cosa vuole il padrone di casa, dalle sue necessità. E in questo “sue” si nasconde il segreto dell’illuminazione. Ad esempio, se il cliente necessita di vedere cosa ha dentro l’armadio della propria stanza deve posizionare la fonte luminosa esattamente sopra la sua testa quando ha l’armadio davanti a sé. Se vuole valorizzare l’armadio può realizzare un’illuminazione interna, che lo renderà certamente più bello ma che non lo aiuterà assolutamente a distinguere correttamente i colori o i modelli del capo di abbigliamento. Così come non lo aiuterà un’illuminazione generale della stanza».

Abbagliamento e Ombra E se si posiziona male la luce? «Cambia la funzionalità. Riprendendo l’esempio dell’armadio, se la fonte non è sulla verticale della testa ma davanti ci sarà l’abbagliamento, se invece è dietro, l’ombra».

La giusta posizione Come vanno posizionate le fonti luminose? Ci sono due modi:
– Affidarsi a dei software che calcolano precisamente quale deve essere la posizione esatta della fonte ma, bisogna saperli usare.
– Procedere in modo empirico, soluzione meno precisa ma realizzabile ai più: se la stanza è già arredata si possono puntare delle luci con fili volanti per avere un’idea approssimativa del risultato. Se non lo è bisogna immaginare gli ingombri e fare la stessa cosa. Se si hanno dubbi ci si può aiutare anche con degli scatoloni per creare delle simulazioni. L’importante è sempre fare delle prove per rendersi conto dell’effetto finale, sopratutto se si è autodidatti.

I Software. Relux è il software che usa IdeaLight. Qui si possono scaricare i programmi gratuiti così da impratichirsi senza spendere un euro. Mentre qui si trovano più professionali, a pagamento. È possibile anche fare dei corsi. Per info cliccate qui. Oppure si può provare con Optis o con Inspirer di Integra

Luce da lettura Cosa consiglia come luce da lettura. La storica abatjour viene stroncata dalla rete? Si dice che non sia assolutamente adatta a questo scopo. «Io non voglio demonizzare le lampade da comodino ma le cose sono due: o la luce arriva sul libro o tablet che sia o è la persona che dovrà spostarsi per illuminare l’oggetto che si vuol guardare. Anche questa è una scelta. Io suggerisco lampade orientabili, perché dato che ci muoviamo possiamo modificare la traiettoria luminosa a seconda della nostra posizione». (Vedi qui una delle video guide per l’illuminazione dei comodini)

Valorizzare la cucina. Passiamo alla cucina? «La cucina deve avere tre fonti luminose diverse, bisogna predisporre l’impiando con due o tre linee differenti. Una generale, una per il piano di lavoro e una per valorizzare una nicchia, una penisola, un armadio. Le prime due sono necessarie la terza è accessoria ma può cambiare la prospettiva della stanza».

La luce a led. Quali lampade consiglia? «L’unica che non produce calore, ultravioletti, che dura tanto tempo e che consuma poco: il led. Questa tecnologia deve essere considerata come un’opportunità non come un’alternativa».

I luoghi comuni. Tutto vero ma il costo di una lampada a led è non è indifferente, non tutti possono permettersela. E poi, non si rischia di avere una luce fredda? «Prima di tutto sfatiamo il luogo comune della luce fredda. Il led ha da tre a cinque gradazioni di colore e da almeno cinque anni. Bisogna tener conto che siamo in Italia, dove per scardinare un business, come quello delle lampade a incandescenza, c’è voluto molto tempo, c’era troppo interesse a tenerlo in piedi ma finalmente anche le lampadine a incandescenza hanno lasciato spazio alle nuove tecnologie dell’illuminotecnica. Per quanto riguarda il prezzo, una lampada led costa 50-60 euro contro gli 1-2 euro ma ha un risparmio di energia che arriva fino al 90 per cento consuma 7-8 watt contro i cento della vecchia lampadina. Il costo viene completamente ammortizzato nel giro di un anno e ha una durata che va dai 12 ai 17 anni» (Vedi qui una delle guide per scegliere le ottiche per il led).

Le strade. Solo adesso l’Italia sta iniziando ad adoperare i led per illuminare le strade: «Nel nostro paese – continua Meini – purtroppo le strade sono illuminate in modo diverso creando effetti davvero antiestetici: in alcune strade un’illuminazione calda, in altre ancora una luce fredda. Invece col led, oltre ad uniformare, spenderemmo meno come già hanno fatto in mezza Europa!».

I regolatori. Torniamo all’illuminazione di casa. Un tempo per creare ambienti diversi si usavano i dimmer, i regolatori di luce vanno ancora bene o sono passati di moda? «Beh, sono un elemento tecnico molto utile e comodo ma da soli non risolvono l’illuminazione della stanza. La prima cosa da fare, in un soggiorno ad esempio, è suddividere le linee della corrente di modo che non rispondano solo alla luce generale così creare vari ambienti e soluzioni diverse anche in una sola stanza: uno per mangiare, quindi una luce diretta sul tavolo, uno per rilassarsi, uno per guardare la tv. Comunque anche io li ho in casa».

Illuminare la tv. Si dice che faccia male guardare la televisione al buio. È vero? Come mai? «Certo. Se dopo la visione di un film al buio si accende la luce generale si rischia di aver quello che io chiamo uno shock visivo: l’occhio non è abituato per cui è infastidito, come quando si vedono dei puntini. Per ciò bisogna o retroilluminare l’apparecchio e oggi ci sono dei supporti ottimi che lo fanno oppure illuminare la base della televisione o più semplicemente usare una lampada da terra con luce regolabile o magari orientabile da mettere a fianco al divano, l’importante è che non si tratti di luce diffusa perché rifletterebbe la stanza nella tv».

L’ebook luminare. Non appena si va sul sito c’è la possibilità di scaricare gratuitamente un ebook “Come illuminare la tua casa in modo perfetto” con alcuni suggerimenti pratici come:
– Non dimenticarti mai che le  stanze di casa tua non verranno abitate vuote ma le arricchirai con arredamento e colori.
– Fai sempre ben attenzione a non mescolare tecnologie diverse di illuminazione per non creare confusione cromatica (es. led e incandescenza).
– Se predisporrai i punti luce al momento della creazione dell’impianto elettrico il lavoro sarà molto facilitato.
– Non essere restio ad abbondare nel numero di punti luce da predisporre, potrebbero tornarti utili dopo.
E anche alcuni consigli per illuminare gli ambienti principali: ingresso, cucina, soggiorno, camera da letto, bagno e studio. Oppure qualche delucidazione sul glossario e sui termini tecnici come la differenza tra luce diffusa, diretta o indiretta, la temperatura del colore etc…

Il professionista. Il Lighting designer ora è una professione sempre più usata. Anni fa, dell’illuminazione se ne occupavano architetti o arredatori d’interni: «Se andava bene perché la maggior parte delle persone si affidano al proprio negoziante di fiducia ma loro sono dei venditori che ovviamente tendono a preferire un prodotto ad un altro per vari motivi che spesso però non si combinano realmente con le necessità reali al benessere del cliente. Per carità ci sono anche dei talenti ma sono un’eccezione».

Colore. «Tutto ciò che ci circonda prende vita se lo illuminiamo, la luce è colore, è ogni cosa che vediamo» (Ron Arad, architetto israeliano, esperto d’illuminazione).

La scelta. Come si sceglie un lighting designer? «Per sceglierne uno bisogna vedere i lavori che ha fatto ma sopratutto le tecnologie con le quali ha lavorato: più ne ha usate e è meglio è. Deve aver curato l’illuminazione in diversi ambienti, non solo in case enormi di design, anche piccoli appartamenti, negozi, camere di hotel, ristoranti… è così che si fa esperienza. Con diverse tecnologie e diverse tipologie abitative e commerciali Ma bisogna soprattutto capire se non è un ciarlatano. Quello che dice, come parla di luci è importante».
Sì ma noi non abbiamo gli strumenti per capire se uno ne sa più di un altro…
«Vero, in questo la rete può aiutare moltissimo. Usando i motori di ricerca e leggendo si può trovare facilmente chi può rispondere alle proprie esigenze. Perché lo ripeto, l’illuminazione serve per il benessere del cliente non solo per valorizzare un oggetto al posto di un altro. Non si può spostare un punto luce per il riflesso sul vetro di una fotografia o di un quadro, il cliente ne soffrirebbe,  ma si può creare un’illuminazione dedicata al quadro  con una luce posizionata sopra l’opera».

Il costo. Arriviamo al punto. Quanto costa un lighting designer professionista, per illuminare un appartamento di 60 metri ad esempio? «Ma diciamo sui 500 euro. Ma neanche questo è uno standard. Non esistere un prezziario!»

C’è luce e luce. Se si vuole solo scegliere il colore giusto di una camicia basta andare su Lightstore dove si trovano consigli e piccole dritte su come posizionare una fonte di luce davanti. Se, invece, si vuole un’illuminazione che renda giustizia alla casa ma sopratutto che faccia stare bene, bisogna cercare un professionista della luce. Costa sui 500 euro ma il benessere in casa è fondamentale.

Buio. «La luce è tutto quando non si è al buio» (Ron Arad).