Raggruppamento e frazionamento azionario, cosa c’è da sapere

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Nel corso della sua vita un titolo azionario può essere oggetto di diverse operazioni societarie, tra cui anche il raggruppamento e il frazionamento. Cosa significa? Perché le società quotate vi ricorrono?

Durante la propria esistenza, le società possono mettere in atto diverse operazioni (chiamate anche corporate actions) che spesso ne modificano il prezzo in borsa. Tra le più note corporate actions ci sono l’aumento di capitale, il cambio di denominazione, l’applicazione di dividendi straordinari, le fusioni, il raggruppamento e il frazionamento di azioni. Oggi parliamo in particolare delle ultime due citate: il raggruppamento e il frazionamento, operazioni che sono l’una l’opposto dell’altra.

Il raggruppamento di azioni. E’ una frequente operazione societaria il cui obiettivo è quello di far diminuire il numero di azioni totali in circolazione. Questo non vuol dire che il valore della società venga alterato, in quanto il minor numero di azioni prodotto sarà controbilanciato dall’aumento del prezzo di ogni azione.

Cosa significa in pratica.  Supponiamo che una società abbia 100 azioni e un prezzo di quotazione di 5 euro per azione; il top management può decidere di attuare un raggruppamento per far in modo che il numero finale delle azioni debba essere ridotto a 25; il rapporto di cambio sarà dunque di 4 : 1: per ogni quattro azioni vecchie si riceverà una nuova azione. Il numero totale di azioni quindi passerà da 100 a 25. La vera domanda è: “Qual è il nuovo prezzo delle azioni dopo il raggruppamento?” Facendo qualche calcolo semplice, il nuovo prezzo dovrà sicuramente essere maggiore, dato che il numero delle azioni è diminuito e dato che la società non ha perso valore; la capitalizzazione della società prima del raggruppamento era di 500 euro (valore ottenuto moltiplicando le 100 azioni per il valore unitario di 5 euro), in questo caso basta invertire la formula, dato che conosciamo la capitalizzazione e il nuovo numero di azioni, il nuovo prezzo sarà quindi di 20 euro (500:25). È cambiato solo il modo in cui è stata divisa la torta, non la sua quantità.

Perché viene fatto il raggruppamento? Il raggruppamento di solito viene fatto quando una società si ritrova con un’elevata quantità di azioni che valgono troppo poco, quindi quando ha perso molto in passato. In America, qualora si voglia far parte di alcune borse, come il NASDAQ, bisogna avere un prezzo di quotazione non inferiore ad un dollaro per azione, una soglia che è vista come un chiaro sintomo di una società non in buona salute. Qualora la società stia andando sotto la soglia di un dollaro, basta ridurre il numero di azioni con un raggruppamento per portarla di nuovo sopra la soglia. La società non ha creato alcun valore, ha semplicemente trovato il modo di restare “nel club”.

Il frazionamento. Il frazionamento è l’esatto opposto del raggruppamento, ossia in questo caso l’obiettivo è di aumentare il numero di azioni in circolazione. Chiaramente anche qui il prezzo subirà delle alterazioni per fare in modo che l’intero valore della società non sia cambiato. Normalmente le operazioni di frazionamento hanno un rapporto di 1:2 o al massimo 1:3. Nel primo caso, ad esempio, ogni vecchia azione ne vengono date due nuove. Chiaramente il prezzo per azione verrà dimezzato per fare in modo che il valore della società resti alterato.

Perché viene fatto il frazionamento? Il frazionamento è un’operazione che è vista di buon occhio dagli investitori rispetto al raggruppamento, questo perché normalmente viene fatto quando il valore delle azioni è salito così tanto tale per cui il taglio minimo di acquisto sia molto grande. Pensiamo alle grandi società come Amazon o Google, dove ad oggi il prezzo di un’azione è vicino ai 1.000 dollari, un piccolo investitore che vorrebbe destinare 500 euro ad un investimento non potrebbe comprare nemmeno un’azione e dovrebbe rinunciare del tutto all’investimento. Il frazionamento quindi, nasce principalmente per rendere l’investimento più accessibile a tutti.

L’effetto di raggruppamento e frazionamento per gli investitori. Per chi ha azioni che subiranno in futuro un frazionamento o un raggruppamento l’effetto è quindi nullo. Non viene né creata né distrutta ricchezza, semplicemente per una società cambia il modo in cui è divisa: tanti “pezzi piccoli” o pochi “pezzi grandi”. In ogni caso, qualsiasi operazione di questo genere verrà notificata agli investitori con un comunicato speciale dell’intermediario.