Il peso delle elezioni francesi sui mercati

Condividi su:

Una vittoria del fronte elezioni francesi si avvicinano e i mercati finanziari iniziano ad innervosirsi. Ecco cosa è successo

Manca poco alle prossime elezioni presidenziali francesi, meno di tre mesi per la precisione, e i mercati iniziano a essere inquieti davanti a quello che potrebbe essere uno dei principali fattori di rischio di questo anno per i mercati finanziari.

Il populismo prende sempre più piede e le elezioni francesi sono sempre più vicine L’influenza dei partiti anti-establishment, comunemente detti anche “populisti” si sta diffondendo a macchia d’olio. Dopo Trump e il referendum sulla Brexit, sembra che il movimento populista stia contagiando sempre di più anche i nostri ‘cugini’ francesi. I francesi sono chiamati alle urne il prossimo 23 aprile (per il primo turno) ed il 7 maggio (per il secondo turno) con lo scopo di scegliere il nuovo Presidente. La poltrona che oggi è occupata da Francois Hollande, all’Eliseo è contesa da 11 papabili candidati, anche se i probabili vincitori si riducono a quattro: Benoit Hamon, per i socialisti; François Fillon, per il Partito Repubblicano; Marine Le Pen per il Front National e Emmanuel Macron per il movimento di centro En Marche!.

Marine le Pen e il suo programma: dal ritorno al franco alla “Frexit” L’onda del populismo d’Oltralpe è portato avanti da Marine Le Pen, leader del Front Nazional, che ha già fatto intendere chiaramente il suo programma. Nel programma della Le Pen è infatti previsto un referendum, entro sei mesi, sull’uscita della Francia dall’Unione Europea, quella che gli amanti degli acronimi hanno già ribattezzato “Frexit” (France + Exit, ovvero uscita). Questo inevitabilmente comporterebbe l’abbandono della moneta unica e il ritorno al franco francese. Oltre a dichiarare guerra a Bruxelles, la Francia potrebbe uscire dalla Nato; secondo le ultime dichiarazioni del leader del Front National Parigi è in grado di provvedere da sola alla propria difesa. A circa 80 giorni dalle elezioni, Marine Le Pen continua ad essere la favorita dai sondaggi almeno al primo turno. Secondo la banca d’affari americana Goldman Sachs, però, le probabilità di conquistare la poltrona dell’Eliseo sono abbastanza basse; potrebbe riuscire nell’impresa solamente in caso di bassa affluenza (stimata intorno al 40%). Tuttavia, come abbiamo visto nel periodo pre-referendum sulla Brexit e pre-elezioni americane, i sondaggi non sono una verità assoluta. Possono sbagliare. Ecco perché il mercato già si sta innervosendo e sta ‘prezzando’ il rischio Frexit.

I rendimenti si alzano e lo spread si allarga La notizia di una possibile Frexit ha causato un po’ di turbolenza sui mercati e in particolare sul mercato obbligazionario. Il rendimento del titolo di Stato decennale francese ha infatti toccato i massimi da oltre un anno. Perché questo? Questo aumento dei rendimenti può essere visto come un incremento del rischio percepito dallo stesso mercato. Il grafico sottostante riporta la differenza tra il rendimento del titolo di Stato francese e quello tedesco, considerato come un pilastro sicuro, quello che viene chiamato anche ‘spread’. Negli ultimi giorni c’è stata una vera e propria impennata di questo valore, a sottolineare il nervosismo dei mercati.

spread Francia

 Come proteggere il portafoglio quando sui mercati finanziari aumentano i rischi È difficile, se non impossibile, prevedere con precisione che cosa succederà sui mercati finanziari: a giornate prevalentemente tranquille, possono succederne altre meno temperate, proprio perché il clima sui mercati finanziari può cambiare velocemente. Tuttavia è certo che i mercati subiscono l’influenza delle scelte politiche e , in questo momento, stanno cominciando a prezzare il rischio politico legato al ciclo di elezioni europee, e man mano che ci avviciniamo gli spread potrebbero continuare a salire. Un modo ragionevole per gestire l’attuale incertezza è avere un portafoglio sufficientemente diversificato nel quale sono presenti, in un rapporto che dipende dalla propria propensione al rischio, quelli che vengono definiti beni rifugio, come per esempio titoli di Stato di Paesi ad elevato merito creditizio o l’oro, che storicamente ha contribuito ad alleviare le perdite di portafoglio quando sui mercati il mare è molto agitato.