Partita Iva, istruzioni per l’uso

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A volerne una sono soprattutto gli under 35. Aprirla è molto più semplice di quanto sembra: vediamo come, passo dopo passo....

Una tendenza in aumento. Secondo l’Osservatorio Partite Iva del ministero delle Finanze, nel 2012 sono state aperte 549 mila partite Iva, il 2,2% in più rispetto al 2011. A volerne avere una sono soprattutto gli under 35. Aprirla è molto semplice: vediamo come, passo dopo passo.

Com’è fatta. La partita Iva è fatta da 11 numeri: i primi sette indicano il contribuente, i seguenti tre il codice dell’ufficio delle Entrate, l’ultimo ha carattere di controllo.

Chi può aprirla. Possono aprire la partita Iva imprenditori individuali (come artigiani o commercianti) e lavoratori autonomi (iscritti a un Ordine professionale o liberi professionisti). Prima di procedere bisogna capire a quale categoria si appartiene (qualche informazione utile si trova qui).

I lavoratori autonomi. La prima cosa che i lavoratori autonomi (iscritti a un Ordine professionale o meno) devono fare per aprire la partita Iva è compilare il modello AA9/11, che può essere scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Il modulo può essere consegnato in duplice copia (di persona oppure attraverso un delegato) a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa lo si può spedire tramite raccomandata allegando la fotocopia di un documento di identità o trasmetterlo in via telematica registrandosi sul sito dell’Agenzia delle Entrate (e scaricando da qui il software per la compilazione e l’invio). Ulteriore possibilità, rivolgersi al commercialista. Attenzione alla scadenza: il modello AA9/11 deve essere spedito entro trenta giorni dalla data d’inizio dell’attività, ossia entro un mese dalla prima operazione svolta. La compilazione del modello AA9/11 è abbastanza semplice. Oltre ai dati identificativi, nel modulo bisogna indicare l’attività svolta, il luogo in cui la si esercita e il volume d’affari presunto. Sul modello bisognerà indicare anche il codice Ateco, cioè il codice con cui l’Istat classifica le attività economiche (l’elenco di tutti i codici Ateco è disponibile qui). Ogni variazione dei dati precedentemente comunicati (per esempio un cambio di indirizzo) deve essere notificata entro trenta giorni attraverso l’invio di un nuovo modello AA9/11. Stessa procedura se si decide di chiudere l’attività.

Gli imprenditori individuali. Per aprire la partita Iva gli imprenditori individuali come artigiani e commercianti devono effettuare la cosiddetta Comunicazione Unica, procedura da eseguire esclusivamente online che permette di rispettare, tutti in una volta, gli obblighi amministrativi, fiscali, assistenziali e previdenziali legati alla nascita di una nuova attività. Per fare la Comunicazione Unica bisogna entrare nel sito del Registro delle imprese e scaricare il software “ComunicaStarweb”. Dopodiché occorre sottoscrivere un contratto con la Camera di commercio per abilitarsi alla trasmissione telematica dei documenti così da ricevere nome e password per accedere al servizio. Infine, per firmare la pratica viene richiesta la firma digitale, mentre per avere la ricevuta dell’invio dei documenti e le successive comunicazioni bisogna aprire una casella Pec.

I costi per aprire la partita Iva. Di per sé la procedura per aprire la partita Iva, se eseguita autonomamente, è totalmente gratuita. Se ci si affida a un professionista, invece, bisognerà prevedere la spesa per il suo compenso (e in questo caso non è possibile quantificare una cifra standard perché ogni commercialista applica una tariffa diversa). Per non pagare troppo ci si può rivolgere anche ai Centri di Assistenza fiscale, che solitamente hanno tariffari più economici.

Oneri previdenziali per i lavoratori autonomi. I professionisti che hanno una cassa previdenziale dovranno versare i contributi nella misura indicata dalla cassa stessa (di solito il 2% del totale da pagare indicato in parcella più una percentuale aggiuntiva che sarà applicata sul reddito netto). I professionisti senza cassa, invece, dovranno fare riferimento alla contribuzione previdenziale prevista dalla Gestione separata Inps.

Obblighi fiscali del lavoratore autonomo. I principali obblighi fiscali del lavoratore autonomo sono:

  • Invio dell’Unico 2013 (riferito ai redditi conseguiti nel 2012);
  • Versamento dell’Iva periodica calcolata su base mensile o trimestrale (versamento che deve essere eseguito entro e non oltre il 16mo giorno del mese o del trimestre);
  • Pagamento dell’acconto Iva entro il 27/12 di ogni anno;
  • Comunicazione telematica Iva annuale;
  • Tenuta del registro Iva.

Oneri contributivi per gli imprenditori individuali. Il calcolo dei contributi Inps per gli artigiani e i commercianti differisce rispetto a quello previsto per i lavoratori autonomi. In questo caso, infatti, è previsto il rispetto di un minimale fissato di anno in anno. Per le quote di reddito eccedenti il minimale si dovrà versare un contributo integrativo calcolato applicando una percentuale alla parte di reddito eccedente. Per quanto riguarda il pagamento dei contributi fissi Inps 2013, questi probabilmente seguiranno i canonici termini di scadenza:

  • 16 maggio 2013;
  • 16 agosto 2013;
  • 16 novembre 2013;
  • 16 febbraio 2014.

Il versamento della parte eccedente il minimale avviene contemporaneamente al pagamento dell’Irpef.

Il prestito d’onore. Chi vuole aprire la partita Iva può contare sul prestito d’onore, una forma di finanziamento concessa, previa autorizzazione di Invitalia, alle start up in fase di costituzione. Hanno diritto a richiedere il prestito d’onore coloro che risiedono in Italia da almeno un semestre e che sono in possesso dei seguenti requisiti: 

  • Maggiore età;
  • Carta o permesso di soggiorno valido per un periodo pari almeno a un anno successivo alla data di presentazione dell’istanza (in caso di cittadino extracomunitario);
  • Possesso dello status di disoccupato o inoccupato in cerca della prima occupazione;
  • Volontà di aprire un’attività in proprio con forma giuridica di ditta individuale;
  • Sede aziendale in Italia;
  • Mantenimento in produttività dell’azienda, divieto di cessione per almeno un quinquennio dalla data di ammissione all’agevolazione e divieto di sottoscrizione da parte del titolare di contratti di lavoro subordinato a tempo pieno (sono ammesse le prestazioni di lavoro occasionale che permettano al titolare di seguire contemporaneamente la gestione della nuova attività).

Per poter usufruire di questo finanziamento l’azienda deve operare esclusivamente nel commercio e nella produzione di beni e fornitura di servizi.

Il vantaggio economico offerto dall’agevolazione consiste in:

  • Un contributo a fondo perduto sugli investimenti pari al 50% degli oneri sostenuti, riconosciuto fino al raggiungimento del limite massimo pari a 15.500 euro;
  • Un finanziamento quinquennale a tasso agevolato (il 70% in meno rispetto al tasso ordinario al momento della stipula del contratto), per far fronte a tutti gli oneri finanziabili.

Il rimborso del finanziamento seguirà un piano di rientro articolato su rate trimestrali. Per la gestione aziendale, infine, è previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto di 5.165 euro. Mente i contributi sugli investimenti possono essere utilizzati per acquistare impianti, attrezzature, il contributo offerto a fondo perduto per la gestione, potrà essere utilizzato per acquistare le materie prime, per pagare le utenze o i canoni di locazione o, più in generale, per far fronte alle tradizionali spese fisse che, in fase di start up, gravano sulle spalle dell’imprenditore in modo molto più pesante.