Tutto sulle obbligazioni high yield

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I tassi di interesse ai minimi storici hanno spostato l’interesse degli investitori verso quella categoria i cosiddetti junk bond: con elevato rendimento, ma anche elevato rischio. E c’è già chi parla di rischio bolla

Il mercato obbligazionario è segnato dai bassi tassi di interesse. Per superare la crisi le banche centrali hanno utilizzato politiche monetarie ampiamente espansive che stanno proseguendo; al momento solamente la banca centrale americana sembra aver intrapreso un (lento) percorso di rialzo dei tassi di interesse. Gli investitori sono sempre alla ricerca di un rendimento per il loro portafoglio e al momento il mercato obbligazionario dei titoli di Stato non sembra proprio interessante, con rendimenti ai minimi storici. Proprio per questo motivo l’interesse verso le obbligazioni ad alto rendimento sembra essere aumentato.

Obbligazioni ad alto rendimento, ma anche ad alto rischio. Le chiamano obbligazioni ‘high yield’ o anche semplicemente ‘junk bond’, termine inglese che significa obbligazione spazzatura. Sono titoli obbligazionari emessi da società che hanno un elevato rischio di insolvenza, ovvero di non essere in grado di ripagare gli interessi e il debito contratto, e proprio per questo motivo hanno un elevato rendimento atteso. Tipicamente queste emissioni hanno un rating inferiore a BBB per l’agenzia di rating Standard and Poor’s.

Un mercato in forte crescita. La politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea ha portato in territorio negativo molti rendimenti e ha contribuito ad alimentare una sorta di appetito degli investitori verso titoli più rischiosi. Ma se la domanda sale, inevitabilmente il prezzo aumenta e, nel caso dei titoli obbligazionari, il rendimento scende; in un anno i rendimenti a scadenza dei junk bond sono scesi di circa il 2%. Questo è una buona notizia per le società, che hanno così l’opportunità di collocare debito a un costo più basso rispetto al passato. Solamente nel primo trimestre dell’anno il totale delle emissioni ‘junk’ europee è stato pari a 30 miliardi di euro, 2,5 volte rispetto primo trimestre 2016. I bassi tassi di interesse e un euro debole nei confronti del dollaro hanno reso particolarmente conveniente l’emissione di debito in euro per le imprese americane; il 20% delle nuove emissioni in euro è infatti di imprese oltre Oceano.

Una nuova bolla in arrivo? Quando un mercato è caratterizzato da una certa euforia degli investitori, il primo dubbio che viene alla mente è il rischio di una bolla finanziaria, pronta a scoppiare da un momento all’altro. Sembra essere di questa opinione Bill Gross, il  famoso fondatore della società di gestione PIMCO (recentemente passato a Janus Capital), secondo il quale il mercato dei junk bond è cresciuto troppo e rispecchia un tasso di crescita dell’economia paragonabile a quella del periodo pre-crisi del 2008, anche se ampiamente distante dalla attuale situazione, caratterizzata da bassi tassi di crescita delle principali economie.

Attenzione agli abbagli. Attualmente sui mercati finanziari la volatilità è ai minimi storici e se da una parte questo è un bene perché significa che siamo in un periodo di relativa calma, dall’altro può portare a compiere alcuni errori nelle decisioni riguardanti gli investimenti finanziari. Il rischio è quello di essere abbagliati dalla ricerca di un rendimento al punto da assumere troppo rischio rispetto a quello che si è in grado di sopportare. Bisogna sempre tenere a mente che rischio e rendimento vanno di pari passo; le obbligazioni ad alto rendimento hanno in sé un alto rischio di insolvenza, elemento non trascurabile quando si decide di investire in questa asset class.