Nido, tagesmutter o tata?

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Scopriamo quali sono tutte le alternative a disposizione per affidare i più piccoli durante la giornata. Overview su costi e caratteristiche delle diverse soluzioni....

L’insegnate e il bambino. “È necessario che l’insegnante guidi il bambino senza lasciargli sentire troppo la sua presenza, così che possa sempre essere pronto a fornire l’aiuto desiderato ma senza mai essere l’ostacolo tra il bambino e la sua esperienza” (Maria Montessori).

Il nido e l’asilo, due luoghi importantissimi. Il nido e l’asilo sono luoghi decisivi per lo sviluppo dei bambini e un passaggio fondamentale nella vita delle famiglie. Nel nostro Paese, purtroppo, trovare un luogo sicuro in cui lasciare i piccoli nelle ore lavorative non è semplice. L’emergenza maggiore riguarda i nidi, la cui diffusione non è abbastanza capillare. Gli ultimi dati disponibili (2009) dicono che in Italia ci sono 3424 nidi comunali e una disponibilità di 141.210 posti. L’ultimo rapporto Istat fotografa un’Italia in netto ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Le percentuali di copertura sono lontane dall’obiettivo fissato dall’Ue: almeno 33 bambini su cento avrebbero dovuto trovare posto in un nido entro il 2010. Quell’anno, però, in Italia appena l’11,8% dei piccoli fino a due anni ha potuto frequentare un nido comunale o una struttura convenzionata.

Come si entra al nido. L’accesso al nido è disciplinato da graduatorie (favorite le famiglie con reddito basso, con più figli, un figlio disabile, ragazze madri, chi vive in condizioni precarie ecc.) e spesso molti bimbi che ne fanno richiesta non riescono a iscriversi. Le famiglie, quindi, non possono che rivolgersi alle strutture private che, salvo disponibilità dei posti, accettano iscrizioni tutto l’anno.

Tempi d’iscrizione. Per iscrivere il proprio piccolo al nido bisogna muoversi in fretta, sia a livello pubblico che a livello privato. Subito dopo la sua nascita ci si deve recare all’ufficio di competenza del comune che segnalerà l’asilo cui fare riferimento in base alla propria residenza. La domanda d’inserimento va presentata all’asilo tra il mese di ottobre e il 31 marzo e si può procedere anche online sul sito del proprio comune, sia per gli asili pubblici che per quelli privati. Entro il 31 maggio viene pubblicata la graduatoria provvisoria. Entro il 30 giugno, a seguito dell’eventuale valutazione dei ricorsi, viene stilata la graduatoria definitiva. Tra luglio e agosto le segreterie contattano le famiglie per l’eventuale accettazione del posto.  A settembre comincia l’inserimento (che dura circa 15 giorni). Se durante l’anno si verifica qualche ritiro la segreteria contatterà i genitori del primo bambino in graduatoria avente diritto.

Documenti necessari. I documenti da presentare per l’iscrizione al nido sono: certificazione ISEE aggiornata e in corso di validità, documentazione attestante il reddito, se cittadini stranieri copia del permesso o carta di soggiorno, eventuali copie di certificazioni di invalidità;. si possono ritirare in comune.

Differenza tra pubblico e privato. Per il bambino, tra una struttura pubblica e una privata, in sostanza non cambia niente. La scelta ha delle conseguenze sui genitori (soprattutto sulle loro tasche). Un asilo privato di solito ha orari più flessibili (alcuni restano aperti fino alle 19.30) rispetto a uno comunale (dalle 7.30 alle 18 al massimo), è aperto anche in estate e durante le vacanze di Natale, ma costa di più.

Le rette. La differenza maggiore tra strutture pubbliche e private riguarda i prezzi. Le rette delle strutture comunali cambiano in base alla situazione economica della famiglia. Nel 75% dei casi il loro ammontare dipende dall’Isee (Indicatore situazione economica equivalente, che mette insieme redditopatrimonio mobiliareimmobiliare e caratteristiche di un nucleo familiare), nel 20% dei casi cambia con il reddito familiare (cioè le entrate della famiglia), nel restante 5% delle volte si paga una quota unica. Le rette dei privati sono generalmente fisse, uguali per tutti.

Quanto si spende. In media, il prezzo di un nido comunale è di 300 euro al mese (3000 l’anno considerati i dieci mesi di frequenza). Le tariffe, però, variano notevolmente a seconda dei casi, con una grande disparità tra le regioni del Nord e quelle del Sud, le più economiche. Un esempio? A Lecco la retta mensile sfiora i 550 euro, il triplo rispetto ai 146 euro romani e sette volte di più dei 70 euro richiesti a Catanzaro. La disparità dipende dal fatto che le quote sono stabilite dalle amministrazioni comunali, e quindi cambiano da città a città (dati Cittadinanza attiva. Costi medi calcolati per una famiglia formata da due genitori con un bambino e un reddito annuo lordo di 44.200 euro).

La detrazione Irpef. Per risparmiare sulle rette di nidi e asili per prima cosa ci si può affidare alle agevolazioni fiscali. La detrazione Irpef, ovvero la detrazione d’imposta che il contribuente può utilizzare per ridurre l’imposta sul reddito Irpef netta, spetta ai genitori di bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni ed è valida per asili pubblici e privati. Il limite massimo su cui è possibile calcolare la detrazione è 632 euro a figlio. Lo sconto massimo di imposta percepibile è di 120,08 euro. La detrazione del 19% si applica in sede di dichiarazione dei redditi. Per ottenerla occorre allegare in fase di dichiarazione dei redditi tutta la documentazione relativa alle spese (bollettini bancari o postali, ricevute di quietanza di pagamento o fatture) divisa tra i genitori sulla base dell’onere sostenuto da ciascuno.

Alternative al welfare familiare. Rette di nidi e asili rappresentano quindi una voce importante nel bilancio della famiglia. Chi vuole evitare questa spesa può certo ricorrere all’aiuto di parenti (nonni in primis) che possono prendersi cura dei piccoli nelle ore lavorative. Per chi non può approfittare del welfare familiare, ci sono comunque possibilità di risparmio.

Tagesmutter, il risparmio in casa. Tagesmutter è una parola tedesca che significa “mamme di giorno” e si usa per indicare gli asili nidi domiciliari nati anni fa nel nord Europa e di recente arrivati anche in Italia. Dopo aver seguito un corso professionale (250 ore circa) organizzato di solito dal Comune e ottenuti i requisiti necessari (l’appartamento, per esempio, deve garantire uno spazio minimo di quattro/sei metri quadrati a ogni bambino), una mamma può diventare “tagesmutter” e occuparsi in casa propria di cinque bimbi al massimo (compresi i suoi figli) fino ai tre anni d’età.

Orari flessibili, assistenza personalizzata e molto altro. Tra i vantaggi di cui godono i bambini che frequentano gli asili nidi domiciliari ci sono flessibilità d’orari (previo accordo, i bambini si portano e si vanno a prendere quando si vuole), assistenza personalizzata e costi chiaramente inferiori. A Milano, per esempio, si pagano 5,50 euro al giorno. Considerando che le rette per gli asili privati nella stessa città raggiungono in media i 700 euro mensili, l’ammontare del risparmio è immediato, quasi 20 euro al giorno..

Come trovare un nido domiciliare. Purtroppo non esiste ancora un elenco (una sorta di registro per intendersi) che permetta di individuare con facilità i tagesmutter della propria zona. Chi ne cerca uno dovrà armarsi di pazienza e fare una ricerca online: i numerosissimi siti disponibili in rete sono quasi sempre divisi per ambiti territoriali (cercando cioè “Tagesmutter Milano” si avranno informazioni su gli asili domiciliari di quella zona. Qualche esempio: tagesmutter a Roma: http://www.santipietroepaolo.it/immagini/le%20tagesmutter%20a%20roma.pdf; tagesmutter a Milano: http://www.lacasatagesmutter.it/ita/; tagesmutter a Trento: http://www.tagesmutter-domus.com/).

Tagesmutter per lavoro. Oltre a essere una valida alternativa al nido, le tagesmutter sono un’ottima possibilità per le mamme che vogliono trovarsi un lavoretto. Il nido in famiglia, infatti, è un’attività che sempre più donne prendono in considerazione come lavoro vero e proprio. Per cominciare, bisogna frequentare un corso professionalizzante. Sul sito http://www.tagesmutter-domus.com/ si trovano informazioni relative a un corso di prossima attivazione in Veneto,  su http://www.romaexplorer.it/roma/corsi_a_roma/corsi_tagesmutter_roma.htm ci sono i corsi più adatti a chi vive in Lazio, chi si muove in Lombardia può consultare la pagina http://www.lacasatagesmutter.it/ita/.

Tate a chiamata. Alle mamme e ai papà che cercano una persona affidabile cui lasciare il proprio bambino un grosso aiuto arriva dalla rete. Il sito http://www.tataexpress.it/index.html, per esempio, mette una tata (selezionata e referenziata) a disposizione di chi, all’improvviso, si trova a non sapere a chi affidare i propri figli. Il servizio è attivo in quasi tutte le regioni italiane. Oltre a consultare il sito, chi desidera maggiori informazioni (chi vuole per esempio proporsi per una collaborazione o per avviare l’attività nella propria città) può contattare il presidente di Tata Express, Emilia Lanci, al numero 3405453677. Tataexpress.it sta avviando in questo momento un franchising per promuovere il suo servizio: “La disponibilità del nostro personale – confermano a VoceArancio – è immediata, le tariffe dipendono da vari fattori (per esempio dall’orario in cui si chiede l’assistenza): preferiamo non parlarne con i giornalisti di prezzi perché temiamo la concorrenza”.

Baby sitter sul web. E poi ci sono anche le baby sitter. Il sito http://www.babysitter-tata.it/ riporta centinaia di offerte e di richieste di lavoro divise per città: trovare la persona giusta cui affidare il proprio bambino sarà semplice. Poi ci sono siti come http://www.babysitterroma.net/, http://www.babysittermilano.it/, http://www.agenziastellacadente.it/firenze/, che offrono servizi per chi vive in determinate città. Quando si ricorre alla baby sitter ci può essere qualche dubbio relativo alla sua retribuzione. La pagina web http://www.i-stella.com/it/index.php/it/info-retribuzioni offre tanti chiarimenti a chi non sa da che parte cominciare. Le tariffe, ovviamente, sono molto varie: a Roma oscillano tra io cinque e i dieci euro l’ora. Sul lungo periodo, ovviamente, asili pubblici e tagesmutter rappresentano una buona occasione di risparmio.