Nasdaq ai massimi, cosa significa?

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L’indice Nasdaq ha superato soglia 6.000 punti per la prima volta in 46 anni di quotazione registrando così un nuovo record in borsa. Che cos’è il Nasdaq e cosa rappresenta?

Per la prima volta dopo 46 anni l’indice azionario Nasdaq ha superato la soglia dei 6000 punti. La tecnologia continua ad avanzare, non in termini di ricerca e sviluppo, ma anche sul mercato azionario.

Che cos’è il Nasdaq? Un po’ di storia. Il Nasdaq, precisamente il Nasdaq Composite, è uno dei più famosi e seguiti indici di borsa negli USA insieme al Dow Jones Average e al S&P500. È stato creato nel 1971 con un valore di partenza di 100 e comprendeva solamente 50 società, oggi ne comprende un numero intorno ai 3.200. Dopo aver raggiungo circa i 5.100 punti nel 2000 ha sofferto ripiegando sui propri passi dovuto all’evento dot.com, una bolla speculativa sviluppatasi tra il 1997 ed il 2000 che ha avuto per oggetto compagnie di piccole dimensioni e scarsamente capitalizzate che svolgevano attività nel settore internet.

La ripresa in 15 anni. Dopo quasi 15 anni dallo scoppio della dot.com il Nasdaq Composite è riuscito a superare il vecchio massimo e adesso da qualche giorno l’indice quota sopra i 6.000 punti.

La particolarità di questo indice è la predominanza verso le società con sfondo tecnologico, possiamo quindi dire in semplicità che l’indice rappresenta una view del settore tecnologico americano.

A cosa è dovuto questo continuo apprezzamento della tecnologia? Per rispondere alla domanda basta nominare sei grandi nomi che sono compresi nell’indice Nasdaq e ne rispecchiano gran parte delle performance attuali: Apple; Microsoft; Facebook; Alphabet (Google); Amazon; Netflix. Pensiamo alla nostra vita di tutti i giorni. L’uso di smartphone, gli acquisti online, il veloce trasferimento di dati attraverso sistemi di cloud computing, l’utilizzo variegato di social network e le app di messaggistica sono i megatrend del presente.

Si rischia una nuova bolla tecnologica? Il recente apprezzamento del Nasdaq e del settore tecnologico, specialmente dopo gli avvenimenti accaduti nel 2000, potrebbe far pensare ad una nuova bolla speculativa. Ma in 15 anni il settore della tecnologia è completamente cambiato: per capire se vi possono essere i presupposti di una bolla speculativa basta chiedersi quanto tempo, ognuno di noi, spende al giorno in uno dei servizi offerti da queste sei aziende. Oggi si sono formati e affermati degli stili di vita completamente diversi dal passato che si basano totalmente sull’uso della tecnologia, arrivando a coinvolgere miliardi di persone, una scala mai possibile prima. Sono proprio questi i sei nomi protagonisti che stanno dietro il record dell’Indice americano, in particolare l’esito delle pubblicazioni sulle ultime trimestrali, dati che hanno battuto di gran lunga le attese degli analisti: tanto per avere qualche esempio gli utili trimestrali di Google sono aumentati del 22% rispetto all’anno precedente, quelli di Amazon del +41% mentre Microsoft al +28%. Numeri a doppia cifre che non si vedono tutti i giorni, questo per identificare che il modello di business tecnologico c’è e si riflette nella società e nei mercati, al contrario dei modelli di business durante la bolla dot.com erano opachi ai più.

Tecnologia: la nuova regina del mercato? La tecnologia sta pian piano togliendo il ruolo di “signore del mercato” al petrolio e alle grandi compagnie che hanno segnato la storia (Exxon Mobil, Standard Oil…). Non a caso, qualora andassimo a considerare la classifica tra settori osservandone le performance: la tecnologia regna al primo posto con una crescita da inizio 2017 del +12%, al contrario il settore dell’energia all’ultimo è ultimo, l’unico che segna una perdita del -7,9%.  Un portafoglio ben diversificato, quindi non solo per classe di investimento ma anche per settore, dovrebbe quindi comprendere anche il reparto del tech, particolarmente apprezzato dai mercati.