Cos’è davvero la moneta?

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La storia della moneta comincia migliaia di anni fa. E nel sistema moderno i contanti sono una piccola parte di quello che si definisce moneta: capiamo perché

La moneta ha una storia lunga migliaia di anni. Secondo i racconti delle storico greco Erodoto, i Lidi, una popolazione dell’Asia Minore del VII secolo a.C., furono i primi a introdurre l’utilizzo delle monete di oro e argento per gli scambi commerciali. Da allora, il ruolo e la definizione di moneta sono drasticamente cambiati. Per una buona parte della sua storia, la moneta (intesa come banconote e monete) era fabbricata con un metallo (principalmente oro e argento) a cui era attribuito un valore intrinseco di mercato.

L’introduzione della moneta rappresentativa. In una seconda fase, indicativamente nell’Ottocento, oro e argento vennero rimpiazzati dalla “moneta rappresentativa”, ovvero da banconote che potevano essere scambiate per una certa quantità di oro o argento. Tuttavia, nel sistema economico moderno, il valore della moneta non è più legato ad un bene fisico come l’oro, ma alla fiducia che gli agenti economici (famiglie, imprese, istituzioni pubbliche) gli attribuiscono. Ed è per questo che si parla di “moneta fiduciaria”. Di per sé, infatti, la moneta non ha alcun valore intrinseco ma ha un valore in quanto accettata come mezzo di scambio per beni e servizi. Nel momento in cui viene meno questa fiducia, la moneta perde valore.

Le diverse forme della moneta. Ad oggi, la moneta può assumere diverse forme. Di solito, la maggior parte del reddito generato viene custodito in forma elettronica nel conto corrente di una banca e solo una piccola parte viene conservato in contanti. Perciò, nel sistema monetario moderno la maggior parte delle transazioni di moneta viene fatta in forma elettronica. In ogni caso, in qualsiasi sua forma, la moneta assolve tre funzioni differenti:

  1. E’ unità di scambio. Ovvero, viene utilizzata come mezzo di pagamento;
  2. E’ unità di conto. Il suo valore deve essere il medesimo in ogni parte del territorio sottoposto alla giurisdizione della banca centrale e deve dare l’opportunità di attribuire un prezzo a beni e servizi.
  3. Infine è riserva di valore. Ovvero, tende a preservare il suo valore nel tempo. E chi ha il compito di preservare il valore della moneta? Le Banche Centrali.

Il ruolo delle Banche centrali. Nei Paesi Sviluppati, le Banche centrali hanno il privilegio di essere l’unica istituzione legalmente nella posizione di poter emettere moneta; dall’altro lato, hanno l’onere di preservare il valore della moneta e fare in modo che non venga meno quella fiducia su cui si basa il moderno sistema economico monetario. Per adempiere al proprio lavoro, le Banche centrali, monitorano l’evoluzione della moneta osservando quelli che in gergo vengono chiamati aggregati monetari: si tratta di grandezze che esprimono la quantità complessiva di moneta che circola in un sistema economico. Dal momento che ogni banca centrale ha la sua definizione di moneta, noi ci soffermeremo sulle definizioni della Banca Centrale Europea. La BCE definisce gli aggregati monetari, identificati con la lettera maiuscola M, nel seguente modo: