Le migliori app per vendere vestiti online

Fare spazio in vista dei regali di Natale e dei saldi invernali e guadagnare qualcosa è possibile e conveniente. Ecco come svuotare l’armadio grazie web

Nella vostra lista dei buoni propositi per la fine del 2017 e l’inizio dell’anno nuovo c’è probabilmente il decluttering, cioè il dare via le cose di cui non avete più bisogno. Farlo ciclicamente è un’esigenza vitale, soprattutto se avete poco spazio in casa (o se siete appassionati di shopping). Questo vale in particolare per i vestiti: le mode, i gusti e le esigenze cambiano nel corso degli anni e bisogna per forza fare largo al nuovo. Per fortuna, negli ultimi anni sono arrivate tante app che rendono questo compito facile e divertente e che hanno così spalancato il mercato dell’usato. La gonna che vi sta ormai troppo larga, le scarpe comprate per sbaglio di un numero troppo piccolo o quel giubbotto colorato che non mettereste più per nessun motivo hanno di sicuro un compratore. L’importante è trovarlo: ecco le migliori app per farlo.

Depop: il mercatino online italiano. Depop è un orgoglio del mondo dell’innovazione italiana, visto che è stata sviluppata nell’incubatore veneto H-Farm. Ormai ha conquistato tutta l’Europa con la sua interfaccia semplice da usare e la sua grafica familiare perché simile a quella di Instagram. Basta iscriversi, scattare delle foto al capo di cui vi volete liberare, scrivere la descrizione (meglio essere specifici con le taglie) e i tag, scegliere il prezzo e condividere su tutti i social per aumentare la visibilità. I pagamenti sono protetti ed effettuati tramite PayPal. C’è anche l’opzione per barattare oggetti di uguale importo. La commissione è il 10% del prezzo.

Shpock: il negozio nella vostra tasca. Shpock è un’app nata in Germania, il suo nome non facilissimo da pronunciare è la contrazione di Shop in your Pocket (SHop in your POCKet), un negozio nella vostra tasca. Non è molto diversa da Depop come impostazione, ha una grafica meno accattivante ma copre una gamma di oggetti più ampia. Potete vedere vestiti, accessori e scarpe ma anche mobili, gadget tecnologici, macchine fotografiche. Funziona in tutta Europa, ma la comodità è che gli oggetti vengono mostrati in base alla localizzazione geografica del compratore. Altro aspetto importante: il servizio è del tutto gratuito.

Svuotaly: svuotare gratis l’armadio in un’app. Un’altra piattaforma gratuita per svuotarsi l’armadio è Svuotaly, prodotto di una startup italiana che per il momento non applica nessuna tariffa alle transazioni (il sito guadagna attraverso le pubblicità). Le schede prodotto sono molto dettagliate e ben fatte, quindi perfette per mettere insieme domanda e offerta. Sulla piattaforma si può di fatto ricreare il proprio armadio da svuotare, è molto pratica se avete tanti capi da vendere. C’è anche un’opzione scambio alla pari, come su Depop.

Vestiaire Collective: l’app con concierge. Con questa piattaforma francese entriamo nel regno dell’alta moda, Vestiaire Collective è il posto giusto dove vendere e comprare capi firmati. Ma il vero valore aggiunto è che seguono loro il ritiro e la consegna dei prodotti, certificando nel processo anche il valore della merce. Il venditore propone sull’app i suoi vestiti, lo staff del sito li seleziona il base alla qualità e alle «aspettative della community». L’invio all’atelier è gratuito, qui vengono verificate «autenticità e conformità»  un servizio che garantisce sia chi vende che chi compra: ogni settimana più di 30mila prodotti vengono selezionati dall’équipe di stylist. Quando il capo viene venduto, viene spedito da Vestiaire Collective al compratore e la somma viene accreditata al venditore. Il sistema è facile e richiede poco impegno. La commissione varia a seconda del tipo di servizio e del valore del capo: può andare dal 18% al 50%.

Rebelle: la boutique digitale vintage. Viene invece dal nord della Germania Rebelle, che rispetto a Vestiaire Collective ha un focus sul vintage luxury. Anche in questo caso, Rebelle garantisce che il capo sia autentico, cura la spedizione e protegge i pagamenti. Il processo è simile, con un passaggio in atelier per verificare la qualità dei capi. «Amiamo gli articoli con una storia», si legge sulla loro piattaforma, che per ora vende solo prodotti da donna (abbigliamento, borse, scarpe, gioielli e accessori). La commissione varia dal 17% al 40% del prezzo di vendita.

Videdressing: fashion together (anche per l’uomo). «Fashion together» è il motto di questa app per vendere abbigliamento usato, anch’essa destinata solo a capi ed accessori firmati, sia da uomo che da donna. Dopo essersi registrati su Videdressing e aver creato un profilo bisogna fare una foto della borsa, abito o accessorio che sia (sul sito ci sono dei consigli fotografici molto interessanti), aggiungere qualche informazione e attendere di essere contattati da possibili acquirenti. Una volta terminato l’acquisto Videdressing si terrà il 15% di commissioni ma in cambio offre visibilità e sicurezza.

Asos: dall’usato al vintage. Asos è un gigante dell’e-commerce di vestiti e di recente ha lanciato la sezione Marketplace, anche se per ora soltanto nella versione britannica del suo portale. Il sistema di vendita dell’usato su Asos Marketplace è decisamente più professionale della classica app-svuota armadio e ci sono regole rigorose anche sul tipo di foto che si possono postare. Ma è un’opzione interessante per chi si vuole cimentare con il vintage. La commissione per Asos è del 20%.

Etsy: per vendere capi insoliti e pezzi unici. Il portale Etsy forse vi viene in mente (giustamente) per la vendita di piccoli oggetti fatti a mano e per il suo artigianato creativo. Ma Etsy è anche sempre più spesso usato per vendere capi di abbigliamento. Visto il tipo di utenti e di mercato, è il posto ideale se dovete piazzare capi unici, fatti a mano o comunque insoliti e particolari. Per quanto riguarda i costi, su Etsy c’è una tariffa di inserzione (20 centesimi di dollaro per ogni annuncio pubblicato) e una commissione (il 3,5% della transazione).