Mi sposto con bus, tram e metro. E risparmio

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Permettono di raggiungere anche le zone a traffico limitato e liberano dall'ansia del parcheggio. Ma ecco perché fanno bene anche al portafogli...

Prenderli senza meta. «Io i mezzi li prendo a caso, senza meta, mi piace scoprire dove mi portano. Ultimamente frequento molto i tram, fantastico sempre sulle vite della gente, poi mi perdo….» (Mesic su blogspot.com).

Gli internauti apprezzano. Forse non saranno tutti così romantici, ma gli internauti italiani apprezzano, e di conseguenza usano, i mezzi pubblici. In rete il dibattito è aperto: meglio il comfort offerto dalla propria auto o la possibilità di arrivare ovunque, spendendo molto meno, offerta dal sistema di trasporto urbano?

Le voci dalla rete. Scrive Andrea su Yahoo!Answers: «Il più grosso vantaggio è che non devi parcheggiare». Aggiunge Marcello: «Minor uso delle auto private e minor inquinamento ambientale. In alcune città italiane sono già in circolazione autobus con alimentazione a metano o a Gpl. Altri ancora, come i tram, sono alimentati da corrente elettrica». Conclude Luca: «Vantaggi? Diminuzione dell’inquinamento, diminuzione del traffico, non devi trovare parcheggio, può distrarti durante il viaggio».

In tanti, ma meno che all’estero. Il 47% delle persone che si sposta a Milano usa i mezzi pubblici; a Roma lo fa il 32%. Non pochi, ma siamo ancora lontani da quanto accade a Parigi e Madrid (63%) o Barcellona (67%). A parte le grandi città italiane, la media nazionale è però ancora molto bassa: 11,6%.

L’auto, una passione costosa. L’automobile rimane il mezzo di trasporto preferito degli italiani: ci sono 598 autovetture ogni mille abitanti (tanto per fare qualche esempio, in Danimarca sono 354, in Olanda 429). E quella per l’auto è una passione costosa: in un anno un italiano trascorre 227 ore in coda e spende da 2mila a 5mila euro per il mantenimento della sua vettura.

Consumo di carburante a confronto. Carburante consumato da un autobus: quattro volte quello che serve a un’automobile. Il mezzo pubblico può però trasportare anche 200 volte più passeggeri di una vettura.

Un taglio alle spese. Spostarsi con i mezzi pubblici significa soprattutto tagliare le spese. Secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Istat, chi per spostarsi usa bus, metro e tram risparmia in media 80 euro al mese. Il risparmio oscilla tra gli 88 euro di Bergamo, gli 87 di Pavia e Lecco e gli 86 di Milano, Brescia e Monza.

Principali vantaggi nell’uso dei mezzi pubblici:

–      Il prezzo del biglietto, sempre più basso di quello della benzina;

–      Zero stress per il parcheggio;

–      Nelle zone a traffico limitato, maggiore possibilità di raggiungere i luoghi d’interesse;

–      Maggiore tempo da dedicare a se stessi, leggendo un libro o ascoltando musica.

–      Il rischio d’incidenti è nettamente più basso.

Se fossero puntali, puliti e poco affollati. Un sondaggio Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) rivela che, se i mezzi pubblici fossero più puliti e puntuali, circa quattro persone su cinque li sceglierebbero lasciando in garage la macchina. Tra un bus e l’altro a Milano si aspetta per nove minuti circa; per il tram a Padova cinque minuti, per la metro di Torino tre minuti, per il vaporetto a Venezia sette minuti. Per prendere la metro a Bari ne servono 19. A Napoli si attende alla fermata del tram per 15 minuti, 23 a quella dell’autobus di Catania (dati Altroconsumo 2010).

Quanto costa. Ma quanto costa prendere i mezzi pubblici? A Milano il prezzo del biglietto è da poco passato da un euro a 1,50 (aumentata anche la validità: da 75 minuti a 90, a partire dal momento della convalida). Restano uguali gli abbonamenti mensili e annuali: rispettivamente 30 e 300 euro. A Roma il biglietto dura 75 minuti e costa un euro, ma nel nuovo piano di risanamento dell’Atac (che gestisce i trasporti e ha forti debiti) è stato proposto un aumento a 1,50 euro (per 100 minuti) a partire dal 2012. Aumenti previsti anche per gli abbonamenti mensili e annuali.

Chi ha aumentato i prezzi. Altre grandi città hanno già aumentato i biglietti: a Napoli quello da 90 minuti è passato da 1,10 euro a 1,20; a Genova il ritocco verso l’alto è scattato a febbraio: da 1,20 euro a 1,50 (validità 100 minuti); a Bari si è passati da 80 centesimi a 90 (75 minuti). A Palermo dal 2008 al 2010 il costo è salito, in più tappe, da 1,10 a 1,30 euro.

Chi li aumenterà. Si è parlato di aumenti anche a Torino: da un euro a 1,20 per il biglietto da 70 minuti. Al quotidiano La Stampa l’assessore ai Trasporti, Antonio Lubatti, ha detto che entro l’autunno bisognerà mettere mano al sistema tariffe, ma non si è ancora certi di un aumento della corsa semplice.

Sempre meno che con l’auto. Comunque anche se i prezzi saliranno un po’, con i mezzi pubblici si spende sempre meno che con l’auto. Gtt, che gestisce i trasporti a Torino, ha sul suo sito una pagina per calcolare il risparmio dei mezzi pubblici rispetto alla macchina. Per esempio con un’utilitaria che percorre 5.000 Km annui tra benzina, revisioni, assicurazione ecc. si spendono 3.200 euro l’anno, mentre l’abbonamento costa 290 euro: un riparmio di 2.910 euro. Un altro esempio: per il mantenimento di una monovolume che percorra 15mila Km l’anno si spendono 10.200 euro, circa 850 euro al mese: gli abbonamenti annuale e mensile a Torino costano rispettivamente 290 euro e 32 euro. La differenza è notevole.