Il mercato azionario della zona euro mette il turbo

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Il mercato azionario europeo cresce più velocemente di quello americano. Non capita spesso, cosa c'è di diverso questa volta?

La zona euro corre e fa meno paura di una volta. Per il Presidente della BCE, la crisi “è superata e la ripresa dell’area dell’euro è resistente e sempre più ampia fra i vari paesi e settori”. In questo clima di ritrovato ottimismo, gli investitori sono tornati ad investire con convinzione nella zona euro: da inizio anno l’indice di riferimento MSCI EMU (European Economic and Monetary Union) ha generato una performance nettamente superiore all’indice più ampio europeo e quello USA.

Se allunghiamo l’orizzonte temporale, non capita spesso di vedere le borse europee che crescono più velocemente di quella Usa. Ad esempio, considerando gli ultimi 30 anni di storia dei mercati finanziari è successo solo 5 volte per un periodo medio compreso tra i sette e gli otto mesi. L’unica volta in cui l’Europa è riuscita a fare meglio degli Stati Uniti per lungo tempo è stato tra il 2001 ed il 2008, periodo nel quale i mercati erano convinti (sbagliando) che il progetto europeo non potesse essere messo in discussione da nessuno. La lunga crisi della zona euro e l’ascesa dei cosiddetti partiti euroscettici hanno ovviamente dimostrato che il mercato si sbagliava.

È iniziata una nuova era? Per molti esperti la vittoria di Macron è la vittoria dell’europeismo e la fine del populismo anti-euro che ha tenuto con il fiato sospeso i mercati per lungo tempo. Ma non è solo una questione politica ma di realtà statistica. I dati economici migliorano giorno dopo giorno e di pari passo migliorano anche i dati aziendali, gli analisti sorpresi da questi risultati sono stati costretti a rivedere fortemente al rialzo le previsioni di crescita degli utili per azione per l’anno fiscale 2017.

È opinione comune che la zona euro si sia finalmente lasciata alle spalle la stagione più difficile della sua storia e che i sacrifici e le riforme strutturali stiano dando i loro frutti, specialmente per quanto riguarda la qualità della crescita. La politica è stata per lungo tempo il tallone di Achille della zona euro, ma ora che il rischio Le Pen è venuto meno, e a Washington si respira aria di impeachment, gli investitori potrebbero continuare a privilegiare il mercato europeo, almeno fino al prossimo appuntamento elettorale, ovvero le elezioni tedesche di fine settembre.