I mercati proseguono la crescita a maggio, mentre l’Italia avanza a rilento

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Ecco le performance delle principali asset class finanziarie alla luce degli avvenimenti del mese appena trascorso: dal neo Presidente Macron, al Russiagate di Trump, con l’Italia che ancora cresce a rilento

Seguendo la linea tracciata nel mese di aprile, anche negli ultimi trenta giorni i mercati hanno proseguito sulla strada della crescita.

Come sono andati i mercati nel mese appena trascorso. Le principali piazze finanziarie hanno chiuso in territorio positivo grazie anche all’importante tornata di positive trimestrali che ha contribuito alla conferma del rilancio del mercato azionario. Sul fronte obbligazionario si segnalano rendimenti mediamente in salita, dove su tutti spicca il rialzo dell’1,5% dei titoli governativi del nostro Paese, indicatore di una “fuga” dal debito italiano, anche a causa del delicato quadro politico in cui versa l’Italia. Nel mentre è proseguito il rafforzamento dell’euro sul dollaro Usa che ha concluso il mese di maggio con una performance positiva del 2.6%, risultato determinato sia dalla vittoria dell’europeista Macron al secondo turno delle presidenziali francesi insieme, sia dall’indebolimento della valuta americana a seguito dei timori sulla vicenda “Russiagate” scoppiata intorno al Presidente Trump. Sul mercato delle commodities recupera terreno il petrolio, dopo le performance negative di aprile e marzo, a seguito dell’annuncio dell’Opec di voler estendere per ulteriori nove mesi il taglio alla produzione di oro nero.

Confermato l’esito dei sondaggi: Macron è il nuovo Presidente della Francia. Come atteso dai sondaggi Emmanuel Macron, precedente ministro delle finanze del Governo Hollande e rappresentante del partito liberale En Marché!, ha vinto il ballottaggio del secondo turno delle presidenziali francesi raccogliendo il 66% dei consensi contro il 34% raggiunto da Marine Le Pen, esponente del fronte euroscettico, diventando così il nuovo inquilino dell’Eliseo. Presentata la squadra di Governo, con esponenti sia del fronte repubblicano che socialista, la prima sfida per il neo Presidente è per le prossime elezioni legislative del 11 e 18 giugno dove dovrà riuscire a costruire una solida maggioranza in Parlamento tramite cui attuare il suo ambizioso piano economico.

Stati Uniti divisi tra Russiagate e accordi con la Cina. Dagli Stati Uniti primo importante accordo commerciale siglato dal Presidente Trump tra il paese americano e la Cina: l’obiettivo comune è quello di ricercare una maggiore aperture all’esportazioni e agli investimenti per entrambi i paesi, col fine di rilanciare la cooperazione tra le due superpotenze economiche. L’accordo è stato definito dal Segretario al Congresso Wilbur Ross come un “nuovo apice nei rapporti bilaterali”. Invece, sul fronte interno al paese americano, lo scandalo “Russiagate” alimenta i timori intorno alla presidenza Trump: infatti secondo il New York Times il Presidente avrebbe chiesto all’allora direttore dell’FBI James Comey (successivamente sostituito) di non effettuare indagini sui rapporti tra il responsabile per la sicurezza nazionale, Micheal Flynn, e i servizi segreti russi. Inoltre, durante i giorni del primo viaggio oltre i confini americani culminato con il G7 a Taormina, l’FBI ha dichiarato di voler interrogare il consigliere di Trump, Jared Kushner, come “persona di interesse” in merito ai rapporti con la Russia. La possibile accusa per il Presidente sarebbe quella di “ostruzione alla giustizia” che in passato si è tradotta con l’impeachment per le figure coinvolte.

L’Italia prosegue a fatica il suo cammino. Gli ultimi dati rilasciati dall’Istat descrivono un quadro fatto di “luci ed ombre” per il nostro Paese. La crescita del PIL nel primo trimestre del 2017 segnala evoluzione dello 0.2% sul trimestre precedente, mentre su base annua la crescita si attesta allo 0.8%: ad esclusione della Grecia (che è tornata in recessione), il risultato dell’Italia è il peggiore dell’Eurozona. A determinare questo lenta ripresa la Commissione Europea sottolinea il peso “dell’incertezza politica i il lento aggiustamento del settore bancario, che rappresentano rischi al ribasso”. Le note dolenti arrivano dal fronte del debito pubblico, atteso in crescita al 133.1% per il 2017, dal 132.6% dello scorso anno, e dal mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione è salito all’11.7% (lontano dal 9.5% dell’Eurozona), insieme alla risalita degli “inattivi” nella fascia 16-34 anni. Infine si segnala l’approvazione da parte della Commissione Europea della manovra di bilancio presentata lo scorso aprile dal Governo Gentiloni, evitando così la procedura d’infrazione.

Notizie dal mondo. La Grecia del Premier Tsipras è ancora in bilico: dall’ultima riunione dell’Eurogruppo non è stato trovato ancora un accordo tra i creditori del Paese (FMI, Commissione Europea e BCE) in merito alla concessione dei 7.2 miliardi di euro utili al pagamento del debito in scadenza a luglio. Sempre in Europa, le parole di Mario Draghi in audizione al Parlamento Europeo, descrivono un quadro di crescita positivo, dove tuttavia risulta ancora necessaria l’azione della politica monetaria della BCE, dato che il livello di inflazione è ancora lontano dal target perseguito dall’Istituto. La Cina subisce il primo declassamento del rating, da Aa3 a A+, (operato dall’agenzia Moody’s) dal 1989: la forte espansione del debito aziendale e i timori sul rallentamento della crescita del Paese hanno sancito la decisione, non condivisa dal Governo cinese, che ritiene “sovrastimate” le difficoltà in cui versa il gigante asiatico. Infine, come atteso dal mercato, l’Opec (insieme ad alcuni paesi estranei all’associazione, come la Russia) ha deciso di proseguire fino al marzo 2018 con il taglio della produzione di oro nero, senza aumentare la quantità oggetto della riduzione. Tuttavia i timori intorno al futuro del petrolio non sono diminuiti, dato il sempre più crescente interesse verso il mercato delle energie rinnovabili (anche da parte di “giganti” come India e Cina) e dalla continua espansione dello shale oil negli Stati Uniti.

Appuntamenti del mese di giugno. Il mese di giugno sarà (ancora una volta) caratterizzato da due importanti appuntamenti elettorali: l’8 giugno si terranno le elezioni in Gran Bretagna, dove il partito conservatore dell’attuale premier Theresa May, visto come possibile vincitore, cerca di guadagnare una maggioranza ancor più solida in Parlamento in vista delle trattative sulla Brexit con l’Unione Europea. In Francia invece, l’11 e il 18 giugno si terranno le elezioni legislative con cui si andranno a riempire i seggi presenti in Parlamento: la sfida per Macron è proprio quella di creare una solida maggioranza con cui governare. Il destino della Grecia sarà invece deciso il 15 giugno, alla prossima riunione dell’Eurogruppo. Dalla riunione della FED del prossimo 13-14 giugno è atteso l’annuncio del secondo rialzo dei tassi del 2017, dato che il quadro economico americano risulta in progressivo miglioramento.