Mercati americani, cosa ci dicono i settori per il mese di luglio?

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I mercati non vanno in vacanza. Vediamo quali sono i settori più interessanti del mercato americano e quali invece guardare con un maggiore attenzione

Dopo aver effettuato l’analisi dei settori europei (link https://vocearancio.ingdirect.it/settori-piu-caldi-in-europa/) spostiamo la nostra attenzione al di là dell’Oceano Atlantico. Investire in un mercato come quello americano, potrebbe essere utile sia come investimento primario, sia come diversificazione, data la sempre maggior disponibilità di nuovi prodotti nel mondo finanziario.

Come leggere il grafico? Molto brevemente, il grafico delle valutazioni va letto nel seguente modo: l’asse orizzontale rappresenta la valutazione rispetto ai valori fondamentali, l’asse verticale al contrario rappresenta la valutazione rispetto alla forza del trend. Più nello specifico il primo asse è il rapporto prezzo/utile calcolato secondo il metodo di Graham & Dodd (un metodo che depura il dato fondamentale dall’andamento del ciclo economico e tiene conto delle differenze che esistono tra i diversi settori)). Il secondo è l’asse verticale, dove la variabile d’interesse è il momentum (inteso come la forza del trend di mercato di cui abbiamo parlato in questo precedentemente).

Ecco il risultato per il mercato americano:

Le valutazioni di luglio. Rispetto al mese scorso si nota subito che quasi tutti i settori hanno avuto uno spostamento verso destra, questo significa che quasi per tutti sono peggiorate le valutazioni in termini di fondamentali. Il settore della tecnologia è addirittura passato da delle valutazioni interessanti di giugno ad essere relativamente caro nel mese di luglio, passando così nella parte destra del grafico; questo per effetto delle recenti performance che sta avendo (circa il +23% da inizio 2017). L’unico settore che sembra andare controcorrente alla migrazione verso destra e quindi aver migliorato il proprio rapporto con le valutazioni dei fondamentali (P/E) è quello delle telecomunicazioni, un settore che nel completo resta ancora poco interessante se paragonato anche rispetto alla variabile del momentum, ancora negativa. Rispetto al mese di giugno, i settori ad essere considerati “sovraprezzati” rispetto ai valori fondamentali sono quello della technology, healthcare, consumer staples e utilities, tutti appartenenti alla parte destra del grafico. Spostandoci invece sul lato sinistro, il miglior compromesso ad oggi, sembra essere il settore finanziario, che mostra ancora delle valutazioni a buon mercato ed ha uno tra i migliori momentum. Oltre il settore della finanza notiamo che vi sono valutazioni discrete nel complesso anche per il settore dei materiali, industrials e consumer discretionary. Al contrario, i settori da evitare del tutto, restano quello delle utilities e quello dei consumer staples, caratterizzati da poco abbrivio e valutazioni esagerate.

Perché investire nei settori americani? Molti investitori preferiscono investire in asset class vicine al luogo di residenza, in quanto pensano di avere una maggior conoscenza “del proprio posto”, aspetto che in finanza viene trattato come un errore, meglio conosciuto come l’home country bias. Questo errore va esattamente contro quella che viene chiamata diversificazione, uno dei punti fondamentali nella costruzione di un portafoglio di investimento, che può avvenire sia a livello geografico, sia con settori differenti o meglio ancora con una combinazione di entrambi.