A luglio brillano Piazza Affari e l’euro

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Il mese di luglio ha visto due importanti vincitori: il nostro listino azionario e la moneta europea. Intanto le trattative per la Brexit non sembrano avere fine

Come sono andati i mercati:

Il mese di luglio è stato senza alcun dubbio un mese positivo per Piazza Affari; il FTSEMIB, il nostro indice azionario di riferimento, ingrana la marcia e sale del 4%. Gli acquisiti sono stati principalmente trainati dall’esito positivo del decreto ‘salvabanche’, il cui obiettivo è garantire la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio veneto e contemporaneamente facilitare la liquidazione di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, dichiarate dalla Banca Centrale Europea in condizioni di dissesto. Guardando i diversi settori, la tecnologia continua ad avanzare e da inizio anno ottiene una performance superiore al 23%. E dalle trimestrali dei big del settore arrivano notizie positive: Netflix ha registrato nuovi utenti e ricavi di gran lunga superiori alle aspettative, 5 milioni di nuovi abbonati contro i 3,2 stimati. Inoltre, gli utili sono aumentati del 60% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Facebook ha chiuso il secondo trimestre del 2017 in utile a 3,9 miliardi di dollari, un aumento del 71% rispetto all’anno scorso. In aumento anche gli utenti attivi mensili, che superano i 2 miliardi, sopra le attese degli analisti che davano una previsione di 1,98 miliardi. A livello valutario, l’euro sembra aver preso la strada della risalita. Complice l’indebolimento della valuta americana per la perdita di fiducia del mercato sulla politica fiscale, che ancora non si è concretizzata, la nostra valuta tocca livelli che non vede dal 2015 e nel mese di luglio si rafforza del 3,7%. Sul mercato obbligazionario si registra un incremento generalizzato dei rendimenti. In particolare il Bund, il decennale tedesco, dopo aver viaggiato per diverso tempo in territorio negativo ha toccato valori che non vedeva da più di un anno e mezzo.

Mario Draghi continua per la sua strada. Ultima riunione, prima delle vacanze estive, per la Banca Centrale Europea. Nessuna novità all’orizzonte e nessun cambio di direzione. Il tasso di rifinanziamento principale resta stabile allo 0%, mentre quello sui depositi in area negativa al -0,4%. La politica monetaria dell’organismo di Francoforte continua a rimanere ampiamente espansiva: la portata del Quantitative Easing ammonta sempre a 60 miliardi di euro al mese con la possibilità di essere ampliato sia in termini di durata, che di ammontare qualora necessario. L’economia dell’eurozona continua a crescere, ahimè non si può dire lo stesso dell’inflazione. Se da un lato infatti la produzione industriale ha sorpreso i mercati toccando massimi che non vedeva da quasi sei anni, l’indice dei prezzi al consumo non sembra avere il giusto slancio dal momento che l’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale resta ancora distante. Ecco perché la BCE continuerà a ricoprire un ruolo da protagonista.

Brexit, la telenovela continua. Proseguono i negoziati che porteranno all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Durante un meeting con il negoziatore europeo per la Brexit, Michel Barnier, il leader del partito laburista Jeremy Corbyn ha dichiarato che il Regno Unito dovrebbe pagare all’Unione Europea quanto legalmente obbligato a pagare. L’ambasciatrice britannica in Italia, intanto, ha tranquillizzato gli italiani residenti al di là della Manica. Tutti i cittadini residenti nel Regno Unito e che già hanno la residenza permanente continueranno a godere dei diritti acquisiti: potranno lavorare, studiare, accedere al servizio sanitario nazionale e votare alle elezioni locali. Mentre continuano i negoziati, Milano si è fatta avanti presentando la propria candidatura ufficiale per diventare la nuova sede dell’EMA, l’agenzia europea del farmaco, che dovrà trasferire i suoi uffici dall’attuale collocazione di Londra in seguito alla Brexit.

La Grecia ritorna sui mercati finanziari. Dopo tre lunghi e tumultuosi anni la Grecia è ritornata sul mercato obbligazionario dei titoli di Stato. Atene ha infatti collocato un ammontare di 3 miliardi a scadenza quinquennale con un rendimento del 4,62%; il dato è positivo se si pensa che nel momento più duro della crisi ellenica tale valore aveva toccato anche il 44%. I fondi raccolti attraverso questa emissione saranno utilizzati per ripagare vecchie emissioni e per la normale amministrazione statale.