La primavera, il momento giusto per pensare alla caldaia

A condensazione o con la pompa di calore, l’importante è che sia eco. E con le agevolazioni fiscali è possibile risparmiare ancora di più…

Un investimento a lunga durata. Adesso che arriva la primavera in molto zone d’Italia si spengono i riscaldamenti. È il momento giusto per decidere se cambiare la caldaia oppure no, e quali soluzioni adottare, tenendo conto di tutte le variabili in gioco: la tecnologia, il combustibile, agevolazioni e incentivi, ecc.

Sicurezza prima di tutto. Secondo un’indagine di Federcostruzioni, alla domanda «scelga le parole che definiscono per lei la qualità di un bene» il 24,3% degli intervistati ha risposto sicurezza, il 17,5% garanzia, il 12,1% certificazione. Il sociologo Enrico Finzi, intervistato dal Corriere della Sera: «Assistiamo al diffondersi di una “coscienza avanzata” che si nota nella richiesta di pannelli solari, di infissi tecnologici, di coibentazioni».

Pompa di calore o caldaia? Prima di tutto è necessario scegliere tra una soluzione con la pompa di calore o quella di una caldaia a condensazione. La pompa di calore è una macchina in grado di trasferire calore da un ambiente a temperatura più bassa ad un altro a temperatura più alta. Può estrarre il calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno. Dal sito Ingegneriesolari.it:

– «L’aria come sorgente fredda ha il vantaggio di essere disponibile ovunque; tuttavia la potenza resa dalla pompa di calore diminuisce con la temperatura della sorgente. Nel caso si utilizzi l’aria esterna, è necessario (intorno a 0°C), un sistema di sbrinamento che comporta un ulteriore consumo di energia. Diverso e più vantaggioso, è l’impiego come sorgente fredda dell’aria interna viziata (aria estratta) che deve essere comunque rinnovata;

– L’acqua come sorgente fredda garantisce le prestazioni della pompa di calore senza risentire delle condizioni climatiche esterne; tuttavia richiede un costo addizionale dovuto al sistema di adduzione;

– Il terreno, come sorgente fredda ha il vantaggio di subire minori sbalzi di temperatura rispetto all’aria».

Le pompe di calore: una scelta eco. Per la climatizzazione degli ambienti sono in commercio diversi tipi di pompe di calore: piccola potenza (fino a circa 2 kW), media potenza (da 10 a 20 kW) e grande potenza (oltre 20 kW). La pompa di calore permette un risparmio sui consumi dei combustibili rispetto a una caldaia soprattutto per quanto riguarda il riscaldamento degli ambienti, mentre nel periodo estivo, per il raffrescamento, la spesa è la stessa. Il costo di installazione può essere fino a 2 volte maggiore rispetto a quello di una caldaia tradizionale e dovrebbe essere recuperato, grazie ai risparmi energetici, in un tempo attorno ai 5 anni per essere economicamente attraente. Si tenga presente che le pompe geotermiche permettono mediamente un risparmio del 40% di energia rispetto a quelle ad aria ed hanno un’aspettativa di vita di circa 20/25 anni (maggiore rispetto a quelle ad aria in quanto il compressore è sottoposto a minori sollecitazioni meccaniche ed è protetto dall’ambiente). Per fare un esempio, «una pompa di calore per una casa unifamiliare di 180-190 metri quadri costa circa 14.000 euro, può sostituire caldaia e condizionatore, evitando una spesa approssimativa di 3-4 mila euro, permette inoltre un risparmio di circa 450 euro l’anno sui costi del combustibile» (Ingegnerisolari.it).

Le caldaie: tanti modelli. La caldaia è un apparecchio che trasforma l’energia di alcuni combustibili in calore e distribuisce quest’ultimo sotto forma di acqua o di aria attraverso un sistema di tubi, all’interno degli ambienti da riscaldare. L’efficienza di una caldaia è quantificata tramite il rendimento di combustione: maggiore è il rendimento e maggiore è il risparmio. Sono previste dal D.P.R. 660/96 quattro classi energetiche: 1, 2, 3 o 4 stelle, le migliori per efficienza. Tra le caldaie a quattro stelle possono esserci quelle a condensazione e quelle a premiscelazione. La prima è un tipo di caldaia che recupera il calore di condensazione (circa l’11% del calore prodotto dalla combustione). Ha quindi rendimenti termici molto buoni e produce ossido di azoto e residui inquinanti in bassa quantità (anche 70% in meno).

Caldaie a condensazione: i risparmi. I risparmi installando una caldaia a condensazione (prezzi, solo per la caldaia, installazione esclusa, tra i 1.000 e i 2.000 euro circa) possono essere fino al 20% sull’acqua calda a 80°C, fino al 30% sull’acqua calda a 60°C e fino al 40% se la caldaia è abbinata ad impianti ad irraggiamento. Inoltre, se si sostituisce la caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione, vista la maggiore resa, si può sceglierne una con potenza inferiore e risparmiare. Se poi ci si abbina anche un impianto a pannelli solari, si può arrivare a un risparmio del 50-60% rispetto ai consumi con impianti tradizionali.

Le altre caldaie. Le caldaie a premiscelazione (stessi prezzi di quelle a condensazione) hanno un tipo di bruciatore in cui la combustione avviene nelle condizioni ottimali, consumano quindi fino al 10% in meno rispetto a quelle tradizionali permettendo notevoli risparmi economici e basse emissioni inquinanti. Ci sono poi le caldaie a biocombustibili solidi (dai 4.000 euro in su), che permettono buoni risparmi economici ed energetici e utilizzano combustibili solidi che le rendono molto efficienti (pellet o biomasse); le caldaie a basamento e quelle murali (prezzi intorno ai mille euro).

Agevolazioni dello Stato. Se cambiate la caldaia, ricordate che lo Stato prevede alcune agevolazioni fiscali per chi migliora la qualità del proprio impianto di riscaldamento. Queste agevolazioni saranno valide ancora per tutto il 2012 (55% delle spese detraibili dalle tasse), mentre dal 2013 si tornerà al 36%. Sul sito Efficienzaenergetica.acs.enea.it le leggi e un vademecum sui requisiti e su come presentare la domanda.

redazione


25
0
0
0
 
0

25