La mia pubblicità è il passaparola

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Avere un buon prodotto e fare in modo che gli altri ne parlino. Grazie a blog e social network occuparsi di marketing è ancora più semplice...

Il passaparola. «Passaparola: modo usato per trasmettere rapidamente e sottovoce un ordine da una estremità all’altra di una fila di soldati, di marinai e sim., consistente nel farlo ripetere da ciascuno al vicino successivo» (dal dizionario Treccani).

Il marketing del passaparola. La gente ama parlare, confrontarsi, chiacchierare, scambiarsi opinioni e consigli. Il marketing del passaparola si basa su questo. Un modo semplice ed economico per pubblicizzare i propri prodotti e servizi, affidandosi al mondo online ma anche, e soprattutto, all’offline, alle conversazioni che le persone hanno, ogni giorno, con altre persone.

Passaparola fortunati. Tre metri sopra il cielo, romanzo di Federico Moccia (Feltrinelli 2004) diventato famoso grazie al passaparola tra i giovani, che si scambiavano il libro in fotocopia. La make up artist Clio Zammatteo, celebre grazie ai video in cui spiega come truccarsi diffusi su YouTube.

Social network e rete personale. 33 candidati su 100 trovano lavoro attraverso il passaparola sui social network (dati Kelly Services, compagnia americana della consulenza). In Italia il numero scende a 18, il resto si affida alla rete personale.

Un libro per chi ha qualcosa da vendere. L’arte del passaparola. Buzz marketing: regole pratiche per far parlare del vostro business, libro di Andy Sernovitz (Corbaccio 2011, euro 16,60) dedicato a «chiunque abbia qualcosa da vendere».

Buzz marketing. Il buzz marketing, l’insieme delle operazioni rivolte ad aumentare il numero delle conversazioni su un prodotto o un servizio, dando alle persone un motivo per parlarne. Il termine “buzz” richiama il ronzio delle api: raggiungere nel minor tempo possibile un gruppo di persone, uno “sciame”, omogeneo per interessi riguardo il prodotto o servizio che si vuole pubblicizzare.

Un marketing per le persone comuni. «Il marketing del passaparola non è solo per le multinazionali con enormi budget a disposizione, ma anche per il proprietario di una lavanderia, di un ristorante oppure per un dentista. Il marketing del passaparola non riguarda i marketer o il marketing. Riguarda le persone comuni e il perché quelle persone comuni dovrebbero voler parlare delle vostre proposte. Il marketing del passaparola funziona per ogni tipo di prodotti o servizi. Funziona anche per cause, idee, beneficenza e organizzazioni: per qualsiasi cosa di cui vogliate far parlare. Mi sono occupato di marketing molto a lungo, senza avere un budget per farlo. Nonostante ciò, ho venduto un sacco di cose. Qualsiasi successo abbia ottenuto è dipeso per metà dalla creatività e per l’altra metà dal parlare con molta gente» (Andy Sernovitz).

Quattro regole per il marketing del passaparola. Il marketing del passaparola si basa su quattro regole:

–      Essere interessanti: per fare in modo che la gente parli di un prodotto o servizio, questo deve essere interessante, speciale, altrimenti il passaparola cadrà nel vuoto;

–      Dev’essere facile: affinché il passaparola produca dei risultati bisogna partire da un messaggio semplice, che tutti possano ricordare, e aiutare le persone a condividerlo;

–      Rendere felici i clienti: il miglior modo per ottenere più passaparola è fare felici i clienti, renderli protagonisti di un’esperienza emozionante, in modo che essi abbiano voglia di raccontarlo agli amici;

–      Guadagnare fiducia e rispetto: il passaparola del marketing si basta sull’onestà e sulla fiducia. Se si è disonesti con i clienti il passaparola si ritorce contro.

Condizionare il passaparola. Il passaparola è un fenomeno che c’è sempre stato. Adesso è diventato importante per il marketing perché è possibile condizionarlo. Grazie al web, al blog e ai social network chi vuole pubblicizzare un prodotto o un servizio può scoprire facilmente cosa gli altri dicono di lui. Il marketing del passaparola basato su internet, pari al 20 per cento, sollecita poi la parte restante nel mondo reale.

Amplificare le cose in maniera esponenziale. «Il passaparola online è in grado di amplificare le cose in maniera esponenziale. Sopratutto per la ridondanza dell’informazione, in quanto vediamo spesso che un’informazione (che sia essa una news su un vip o su un nuovo dispositivo mobile) vieni rimbalzata e riportata da un gran numero di siti informativi e non (blog personali), ripetuta e amplificata sui vari social network, che sono il vero e proprio passaparola» (un utente di www.whohub.com).

Passaparola e crowdfunding. Il gruppo musicale degli Ex-Otago ha realizzato l’ultimo album, Mezze stagioni, grazie al passaparola tra gli amici e al crowdfunding, raccolta di fondi online basata sulla diffusione dell’idea tramite i social network.

Le donne “digitali”. Il 45,5 per cento delle donne italiane trascorre 77 minuti al giorno navigando su internet (ricerca «Women of tomorrow» condotta dalla Nielsen in 21 Paesi). La metà di loro è molto attiva sui social network. Il 69 per cento delle italiane pensa che il passaparola tradizionale sia la fonte di pubblicità più affidabile; segue il passaparola digitale, cioè il confronto con le opinioni degli altri consumatori su social network, blog e forum. Sul forum di alfemminile.com, per esempio, gli utenti si scambiano consigli che vanno dal passeggino da acquistare per il loro bambino al tipo di sport praticato al ristorante in cui si mangia meglio e così via, pubblicizzando gratis e inconsapevolmente i prodotti.