La mia cucina è ecosostenibile (e buona)

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Dai cibi cotti in lavastoviglie al barbercue a energia solare, ecco come preparare da mangiare proteggendo l'ambiente e la propria salute...

Cucinare rispettando l’ambiente. Cucinare in maniera ecologica, rispettando l’ambiente e risparmiando energia, è possibile. Ecco i consigli di Altroconsumo:

–      ai fornelli: utilizzare pentole e padelle con pareti e fondo spessi per scaldare a lungo i cibi, leggeri per scaldare in fretta; utilizzare la giusta quantità di acqua e contenitori di dimensioni adatte per limitare gli sprechi; servirsi sempre del coperchio; preferire la pentola a pressione;

–      nel microonde: utilizzarlo per scaldare e scongelare (cuoce in meno tempo e con meno energia rispetto al tradizionale);

–      in forno: spegnerlo prima della fine della cottura (i cibi si cuoceranno con il calore residuo); non aprirlo durante la cottura in modo da non disperdere calore; utilizzarlo per cuocere più di una pietanza.

La lavastoviglie, per una cucina eco. La lavastoviglie non è solo un valido alleato per lavare i piatti, ma permette anche di cucinare sfruttando il vapore emesso e riducendo ulteriormente gli sprechi. Ovviamente, non tutti i cibi sono adatti a essere cucinati in lavastoviglie (riso e legumi, per esempio, impiegano troppo tempo a cuocersi), ma verdure, carne, molluschi, pesce, ortaggi e frutta sono alimenti che ben si prestano a essere cotti al vapore durante il lavaggio dei piatti. Lisa Casali, autrice del libro Cucinare in lavastoviglie (Gribaudo 2011, euro 14,90) e curatrice del blog Ecocucina, «Laboratorio di ricette per una cucina a costo e impatto (quasi) zero», spiega come fare:

–      chiudere ermeticamente gli alimenti in vasetti di vetro o sacchetti per il sottovuoto (in genere lavabili e riutilizzabili), in modo da proteggerli dal detersivo dei piatti e dall’acqua di lavaggio;

–      utilizzare il ciclo di lavaggio più adatto alla ricetta, tenendo in considerazione che ad un lavaggio eco corrisponde una cottura a bassa temperatura, a uno normale una cottura a media temperatura e a uno intensivo una cottura a temperatura medio-alta.

Ovviamente, la lavastoviglie va utilizzata per cucinare solo a pieno carico e non a vuoto, altrimenti si annullano tutti i benefici del risparmio, economico e ambientale. I cibi cotti in questo modo, oltre a far risparmiare acqua ed energia, sono anche più sani, perché mantengono intatte le caratteristiche nutrizionali e non si aggiunge olio o burro. Inoltre, per risparmiare ancora di più, si può utilizzare un sapone per i piatti fai da te, realizzato con prodotti naturali (vedi qui).

Ricette da lavastoviglie. Ecco qualche ricetta tratta dal blog della Casali.

Zucchine, curry e foglie di ravanello. Ingredienti: 2 zucchine piccole, le foglie di un mazzolino di ravanello, 1 cipollina, 1 cucchiaino di curry, sale, pepe, olio extravergine. Preparazione: tagliare le zucchine a bastoncini, tritare finemente la cipolla e le foglie di ravanello. Mettere le zucchine e gli altri ingredienti in un sacchetto per il sottovuoto o in alternativa in un vasetto con chiusura ermetica e chiudere bene. Disporre nella lavastoviglie in modo che il sacchetto (o il vasetto) sia bloccato e non si sposti durante il lavaggio. Far partire il programma di lavaggio normale (a 60° circa). Al termine del programma, estrarre le zucchine e servirle su un piatto da portata o direttamente nel vasetto. Completare il piatto con un filo di olio extravergine e accompagnare con del riso integrale.

Radicchio trevisano croccante. Ingredienti: 1 radicchio trevisano, sale, pepe, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine, qualche goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena. Preparazione: lavare bene a asciugare il radicchio, tagliarlo in quattro e disporlo in un sacchetto per il sottovuoto o in un vasetto con chiusura ermetica. Unire lo spicchio d’aglio in camicia, un filo d’olio, il sale e il pepe. Chiudere bene il tutto e disporlo nella lavastoviglie. Far partire il programma normale e attendere la fine del ciclo per estrarre il radicchio. Quando è terminato aprire il vasetto, disporre il radicchio in un piatto e completare con qualche goccia di aceto balsamico.

Vasetto di crostacei e molluschi con erbe aromatiche (da Viviconsapevole.it). Ingredienti: 16 cozze, 16 vongole, 200 grammi di filetto di pesce a scelta, 4 spicchi d’aglio, 4 cipollotti, 4 rametti di prezzemolo, olio extravergine, mezzo bicchiere di vino bianco, sale e pepe. Preparazione: suddividere gli ingredienti in quattro vasetti di vetro da 350 ml con chiusura ermetica. Chiudere bene i vasetti e cuocerli nel programma normale. A ciclo terminato, estrarli dalla lavastoviglie, asciugarli se necessario e servirli subito.

Il barbecue che va a energia solare. Si chiama Biogrì, il barbecue alimentato a energia solare, che non utilizza combustibile ed è a impatto ambientale molto basso (non libera le particelle dovute alla combustione). Costa 180 euro. Questi i vantaggi, illustrati sul sito ufficiale:

–      non utilizza fiamme dirette o indirette, piastre riscaldate o altro; la sola luce solare, riflessa in modo opportuno, determina la cottura dei cibi;

–      cuoce senza i fumi e le particelle derivanti dalla combustione, per cibi più sani e naturali;

–      si orienta verso il sole tramite un doppio dispositivo di rotazione e grazie a un mirino-centratore che permette l’allineamento;

–      non necessita di presenza e controllo continuo della cottura in quanto non vi è una fiamma viva e quindi non c’è pericolo di bruciature. Bisogna solo riposizionarlo verso il sole di tanto in tanto;

–      non producendo fumi da combustione, si può utilizzare su balconi, terrazze, giardini e in tutte quelle situazioni in cui i classici barbecue possono creare fastidio alla convivenza comune;

–      è facilmente trasportabile e, non avendo bisogno di combustibili, è particolarmente adatto all’utilizzo in campeggi, pic-nic in campagna, boschi e al mare. Privo di fiamme libere, non costituisce pericolo di incendio.

Inoltre, è ecologico, ha la base in alluminio anodizzato (trattato con un processo elettrochimico mediante il quale si forma sulla superficie un strato protettivo di ossido d’alluminio che lo protegge dalla corrosione), una parte strutturale in legno naturale (privo di verniciature con solventi chimici) e l’imballaggio è di cartone riciclabile. Unico limite di Biogrì, la presenza del sole: una giornata nuvolosa o il buio lo rendono inutilizzabile.