Io pago con lo smartphone

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Trasformare un cellulare in un pos o in una carta di credito? Si può, grazie alle nuove tecnologie. Ecco come funzionano...

Dal bancomat al telefono-borsellino. «Il primo vero nemico del denaro contante è stato il bancomat. Ma gli italiani, da sempre cauti di fronte ai cambiamenti, si sono abituati con una certa prudenza alla carta magnetica. Hanno continuato a preferire la concretezza di monetine e banconote, col risultato che il pagamento elettronico non si è mai davvero imposto. Ora rischia di essere sostituito da un’altra novità che potrebbe avere maggiore fortuna: è iniziata infatti l’era del telefono-borsellino dove per pagare basta avere un cellulare. Un’evoluzione interessante, mentre si discute su come superare l’uso del contante in chiave anti-evasione» (Claudia La Via, Avvenire).

Lettore pos portatile. In Italia è in arrivo per fine settembre il primo apparecchio che trasforma in lettore pos qualsiasi smartphone (iPhone, Samsung Galaxy, Nokia Lumia). Si chiama Jusp ed è di una società omonima fondata da due 25enni lombardi, Jacopo Vanetti e Giuseppe Nicola Calderano. Calderano: «L’apparecchio sarà acquistabile per poche decine di euro e poi l’utente pagherà un prezzo di commissione a Jusp [a transazione, Ndr] un po’ più basso del 2,75 per cento previsto dagli apparecchi omologhi all’estero. Il vantaggio è che non ci sono canoni».

Ti faccio la fattura via mail. Jusp si ordina su Internet. È un quadrato nero con una piccola tastiera numerica per digitare il codice di sicurezza e si attacca al cellulare nella presa per le cuffie. Per ricevere i pagamenti si usa un’applicazione che serve a scrivere l’importo. Il bancomat o la carta vengono poi inseriti sul quadrato come in un normale pos. Jusp manda la fattura via mail e accredita i soldi sul conto corrente indicato.

Chi lo userà? Tassisti, artigiani, idraulici, elettricisti, piccoli commercianti… E poi la babysitter, la colf, il corriere con il pacco in contrassegno perché «non c’è bisogno di una partita Iva». A dirlo è Stefano Calderano, ad di Jusp. Per cui non ci sarà più bisogno di fare prelievi stratosferici quando un tecnico viene in casa a riparare un guasto e la fattura automatica al pagamento aiuterà la lotta all’evasione fiscale.

L’ispiratore è il padre di Twitter. L’ispirazione originale l’ha data Square, un prodotto americano che costa una decina di dollari lanciato nel 2010 da Jack Dorsey, il padre di Twitter. Da allora ha gestito acquisti per sei miliardi di dollari e ha due milioni di utenti. Poi è stata la volta di iZettle, in Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Regno Unito, dove Square sbarcherà nel 2013. Negli Usa a marzo è nato Paypal Here di eBay (il reader è gratuito ma al momento funziona solo negli Usa), il sito delle aste online. Apparecchio che consente di ricevere pagamenti in tre modi: strisciando la carta di credito, fotografandola, oppure inserendo a mano i codici numerici.

Complementari con le novità dei pos portatili:
a) servizi che consentono di pagare con uno smartphone nei negozi senza bisogno di avere carta di credito o bancomat;
b) le carte di pagamento contactless che non hanno bisogno della classica strisciata né dell’inserimento del codice pin.

Pagamenti senza contatti. Alla base di queste transazioni c’è la tecnologia Nfc (Near field communication) che rende possibili i pagamenti di prossimità: si avvicina il telefonino a un lettore (ovviamente dotati di tecnologia Nfc) e, senza bisogno del contatto, i soldi passano dal cliente al negoziante. Per pagare con un telefonino l’utente deve registrarsi presso la sua banca, dopodiché da quel momento varrà il suo numero di cellulare e gli verrà solo richiesto un codice di sicurezza. Negli Usa, per autorizzare un pagamento con il telefonino c’è un servizio di Google. Nella stessa direzione si muove Apple con l’applicazione Passbook che uscirà in autunno.

Li può usare anche il fruttivendolo. «Sono sistemi che possono essere usati anche dal fruttivendolo, che potrebbe usare tranquillamente un pc, se ha un pc nel suo negozio, oppure anche il suo cellulare o il suo smartphone al posto del pos» (Enrico Sponza, Consorzio Movincom).

Provare per credere. Per chi volesse sperimentare questa tecnologia, a Milano dal 23 al 25 ottobre prossimi, in occasione dell’Nfc&Mobile Money i partecipanti riceveranno un cellulare e una Sim abilitati all’Nfc con cui potranno, per esempio, sperimentare il biglietto virtuale utilizzando i mezzi pubblici, pagare corse di taxi o effettuare acquisti in esercizi commerciali dotati di pos Nfc, interagire con smart poster pubblicitari, acquisire informazioni su beni artistici e architettonici sempre tramite Nfc (Agi).

Milano, la prima in Italia. Giuliano Pisapia, il sindaco di Milano, lunedì 24 settembre, ha firmato un accordo strategico con Telecom Italia e con il Gsma, l’associazione per la promozione delle comunicazioni mobili nel mondo, per la diffusione nella città di una rete di connessioni Nfc entro il 2015. Una rete che permetterà a cittadini e imprese di utilizzare il cellulare per velocizzare i pagamenti, ma anche di iscriversi ai servizi comunali e accreditarsi in maniera elettronica agli eventi e agli appuntamenti previsti nell’Esposizione universale.

La semplificazione. «Uno strumento in grado di garantire velocità e semplificazione e, soprattutto, di attrarre turisti e imprese di altri Paesi, già avvezzi all’utilizzo dell’Nfc» (Il sindaco Pisapia).

La sperimentazione. Atm, il servizio dei trasporti pubblici milanesi, ha sperimentato lo scorso anno la tecnologia Nfc con Mobile Pass. Bastava avvicinare il cellulare, che veniva offerto in dotazione ai tornelli o alle convalidatrici, esattamente come si fa con la tessera elettronica.

Ritirare soldi con la sim. Ormai i produttori di telefoni stanno inserendo in tutti i nuovi modelli il chip Nfc (Vedi qui la lista degli smartphone con Nfc integrato) e anche gli operatori telefonici italiani e le banche si stanno organizzando. Vodafone lo scorso novembre ha lanciato SmartPass, la prima carta di pagamento associata a un numero di sim. Si ricarica come un normale telefono cellulare e consente di fare pagamenti e ritirare i soldi.

Se il telefonico non ha l’Nfc? L’Nfc può essere integrato tramite l’uso di una speciale scheda esterna che sfrutta le porte delle schede SD o mini SD (Nfc Italia).

Quelli che pagano con il cellulare. La società di ricerche di mercato Gartner prevede che i pagamenti via cellulare sorpasseranno a livello mondiale i 171,6 miliardi di dollari nel 2012, con un incremento del 61,9% rispetto all’an­no prima, mentre saranno 212,2 milioni le persone che effettueranno transazioni in mobilità (nel 2011 erano 160 milioni).

I contanti e le tracce. Eppure nonostante tutti i mezzi a disposizione per pagare in maniera tracciabile, in Italia il 91% delle transazioni finanziarie si fa ancora in contanti, contro il 59% in Francia e il 65% nel Regno Unito. Perfino in un’economia meno avanzata, come la Polonia, pagano con la carta importi medi da 25 euro.

Giornali, gomme da masticare, bibite e sigarette. «Di quanti contanti hai bisogno in un mese?». Dawid Wisniewski, polacco: «Contanti in un mese direi molto pochi: l’equivalente di 70 euro, per le piccole spese». Anna Replinska, polacca: «Al mese mi servono circa 50 euro in contanti, per quando devo comprare il giornale, le gomme da masticare, le bibite e le sigarette» (Stefania Rimini, Report, Rai Tre, domenica 15 aprile 2012).

La polizia municipale controlla il parcheggio. «A Sausalito, in California, il parcheggio si paga elettronicamente. La polizia municipale non deve passare a controllare perché viene allertata in centrale quando la sosta scade. Tutti i negozi hanno la loro prepagata da spendere sul posto, che si usa come regalo di compleanno. Nei bar accettano la carta anche solo per un caffè. La lavanderia automatica ha un suo circuito con una carta che ti permette di fare il bucato senza i gettoni e quando si esaurisce si può ricaricare al momento con il bancomat» (Stefania Rimini).

La polizia stradale riscuote con il pos. Per consentire ai conducenti di veicoli pesanti di pagare immediatamente in strada all’agente accertatore le sanzioni di importo elevato senza ricorrere al contante, il ministero dell’interno sta fornendo alle pattuglie della polizia stradale 600 pos per il pagamento mediante carte di credito e bancomat (Enrico Santi, ItaliaOggi).