Inventarsi un lavoro, ecco come fare

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Consulente filosofico, etiquette coach, mistery shopper: nuove figure professionali sempre più richieste dal mercato del lavoro. Come trovare un mestiere innovativo sfruttando titolo di studio e interessi

I consigli dell’esperto per inventarsi un lavoro. Puntare su una specializzazione che anticipi le richieste del mercato del lavoro. Secondo Andrea Sartori, giornalista e autore del manuale dedicato alle professioni innovative “L’inventalavoro” (Morellini Editore),  è questo il segreto per avere maggiori possibilità di trovare un’occupazione in linea con le proprie aspirazioni. Punto di partenza, puntare sul titolo di studio o su un interesse particolare. Chi oggi si propone come decoratore di torte o coltivatore di orti urbani, per esempio, ha colto in anticipo la tendenza. Percorrendo questa strada ci si può lanciare in attività lavorative che prima non esistevano.

Prima di cominciare, le domande chiave. Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa l’esperto consiglia di porsi due domande: “È quello che voglio fare davvero?” e  – ancora – “Come posso farlo?”. L’entusiasmo dà lo slancio ma servono anche una preparazione adeguata e la capacità di organizzarsi, per esempio migliorando il proprio bagaglio formativo, frequentando corsi di perfezionamento.

Etiquette coach. Chi parla bene le lingue e conosce le culture straniere può proporsi come etiquette coach, molto più che semplice esperto di buone maniere. L’etiquette coach, in pratica, insegna come comportarsi in contesti internazionali senza commettere errori. Questa figura professionale è richiesta da tour operator, club privati, scuole di business che hanno bisogno qualcuno che, ad esempio, accompagni all’estero un cliente. Gli strumenti del mestiere, oltre alla conoscenza delle lingue, sono: buona dialettica, una cultura trasversale, un telefono, un computer e un mezzo di trasporto. I compensi per l’etiquette coach variano molto a seconda della prestazione: si va dai 70 euro l’ora per le consulenze individuali fino ai 3.000 euro per un corso in aula con più allievi. Tra le scuole di formazione per etiquette coach nel nostro paese ci sono boutiquedellostile.com e eddaaccademiadistile.it

Consulente filosofico. Chi possiede una laurea in Filosofia ha una maggiore propensione per l’analisi delle situazioni conflittuali e si può proporre come consulente filosofico, figura professionale già diffusa in Germania negli anni Ottanta che ora sta prendendo piede anche in Italia.  Al consulente filosofico si rivolgono persone che attraversano una fase di incertezza professionale o imprese decise a migliorare performance e clima lavorativo. Erroneamente talvolta questa figura è confusa con quella dello psicologo, ma le differenze sono tante: il consulente filosofico si pone al pari del cliente, il suo obiettivo è aiutarlo in un percorso di riflessione. Per diventare consulente filosofico si possono frequentare un master specifici, che durano in genere due anni e sono seguiti da un periodo di tirocinio, necessario per accreditarsi nel Registro nazionale. Organizzano i corsi, fra gli altri, l’ Università Ca Foscari di Venezia e la Società Italiana di Counseling filosofico. La consulenza filosofica si può esercitare come libero professionista o nelle aziende: i guadagni non sono stimabili poiché – soprattutto nel caso della libera professione – gli incontri potrebbero essere più o meno occasionali.

Professioni legate allo shopping. I lavori innovativi legati allo shopping e, più in generale, al mondo del commercio, sono potenzialmente infiniti. C’è, per esempio, l’home shopper, figura professionale che aiuta chi deve arredare casa a scovare mobili e suppellettili al prezzo più conveniente. Requisito fondamentale avere gusto nella scelta dei colori e nell’abbinamento degli stili, ma anche conoscere i negozi giusti per risparmiare. Per quanto riguarda i guadagni, le cifre variano a seconda della richiesta del cliente. Il compenso base per una consulenza di mezz’ora ammonta a circa cento euro, cifra che aumenta notevolmente quando si va alla ricerca di un complemento d’arredo specifico. Il personal shopper, invece, è un consulente per gli acquisti che interpreta i gusti di chi si rivolge a lui e lo accompagna nei negozi giusti. La passione per le vetrine non basta, occorrono la conoscenza delle lingue e buoni agganci nelle reception degli alberghi (i clienti sono spesso turisti stranieri). Un personal shopper di medio livello può chiedere circa 150 euro per un pomeriggio con un cliente. Infine c’è il mystery shopper, nome dietro il quale si cela chi si finge cliente per valutare il personale di vendita di un negozio. Lo ingaggiano grandi catene e aziende attente alla qualità del servizio. Il compenso, in questo caso, varia in base alla complessità del lavoro da svolgere. Per informazioni su questi profili professionali si possono consultare i siti homepersonalshopper.it, romapersonalshopper.it e  mysteryshopeyes.it .

Dove ricercare sul web. Insieme al manuale di Sartori, chi vuole intraprendere un nuovo percorso professionale può affidarsi al web. Tra i siti più consultati ci sono lavoricreativi.com , portale in cui gli annunci sono differenziati in base al ruolo da ricoprire e crebs.it, piattaforma che divide gli alert in categorie (creative, development, content strategy, management, audio/photo/video).