Il risparmio battuto all’asta

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Immobiliari, giudiziarie, a tempo, a ribasso, online... Mille modi per aggiudicarsi un oggetto o una casa risparmiando...

Aste immobiliari. Questo tipo di aste è regolato dall’Ordinamento giuridico italiano e prevede la messa in vendita forzata di beni immobili di proprietà dell’esecutato o del fallito, sia che esso corrisponda a una persona fisica che giuridica, per consentire il rientro di beni ai creditori.

Le aste più sicure. Le aste devono avvenire in un luogo pubblico e ad aggiudicarsele è il miglior offerente. Chiunque può prendervi parte e il valore dell’immobile è stimato da un perito. Aggiudicandosi un’asta immobiliare il risparmio è sicuro. Oltre al prezzo di acquisto sono previsti i soli oneri fiscali (imposta di Registro e Iva), senza che sia necessaria la presenza di legali o altri professionisti.

Il passaggio alla rete. Nel 2009 il Tribunale di Milano è stato il primo a mettere all’asta online beni provenienti da un fallimento. Tramite il sito del Tribunale o su www.sivag.com, sito della società concessionaria del Ministero della giustizia che si occupa delle aste a Milano, è possibile visualizzare le vendite attive. Come in un normale sito di annunci sono mostrate le caratteristiche e i prezzi dei beni in vendita (appartamenti, auto o merce invenduta).

Come partecipare. Per partecipare alle aste è necessario versare tramite bonifico una cauzione che sarà scalata in caso di vittoria o restituita se non ci si aggiudica il bene. Durante i 15 giorni di validità della gara è possibile seguire l’andamento della competizione e intervenire con nuove offerte direttamente dalla rete.

Modello. L’iniziativa del Tribunale di Milano è stata presa a modello anche da altri tribunali. La stessa procedura è valida anche a Roma e altri tribunali.

L’evoluzione. In rete sono nati molti siti di aste che si avvalgono di differenti regole di “gioco”. I prodotti in vendita sono i più svariati, dagli smartphone alle caffettiere, passando per i coupon, le bistecchiere e le automobili. I fortunati che si aggiudicano l’asta acquistano i prodotti a prezzi notevolmente inferiori al valore di mercato, in alcuni casi fino al 90% in meno.

Al ribasso. Una delle tipologie utilizzate in rete è l’asta al ribasso, il cui scopo di vincita è proporre un’offerta che al termine risulti la più bassa tra quelle uniche (cioè nessun altro ha fatto un’offerta dello stesso valore). Il sito Asteclick sfrutta questa tipologia di asta, che può essere con o senza limite. Nel primo caso si hanno a disposizione un massimo di 50 offerte e ad ogni clic si riceve un avviso che indica se l’offerta non unica è troppo alta o troppo bassa. Nel caso in cui l’asta è senza limiti si possono fare un numero infinito di proposte, ma senza ricevere indicazioni sullo status dell’offerta.

A tempo. I siti Prezzipazzi e Madbid invece utilizzano lo schema delle aste a tempo. Per ogni oggetto in vendita è possibile fare un’offerta o rilanciare quella di un altro utente. Ogni rilancio ha il valore di 1 centesimo e se trascorrono i secondi prestabiliti per quell’offerta (da 20 ai 120) senza che nessun altro faccia un’offerta migliore, l’asta è chiusa, in caso contrario il cronometro riparte. Finché il cronometro non raggiunge lo zero, l’asta rimane aperta. In questo caso è indispensabile armarsi di molta pazienza e seguire lo svolgimento della contesa anche per svariate ore.

Come al tribunale. Per partecipare alle aste è necessario acquistare credito tramite il sito che, come nelle aste giudiziarie, serve da cauzione. Il costo della cauzione varia in base al valore dell’oggetto messo all’asta, per cui se per provare ad aggiudicarsi un profumo bastano in media 10 centesimi, nel caso di un automobile servirà 1 euro.

Fenomeno in crescita. Madbid è stato fondato nel 2008 nel Regno Unito. Oggi opera in sette paesi europei e conta circa 1 milione e 810 mila utenti attivi.

Perché i prezzi sono bassi? La logica che si nasconde dietro alle aste online è semplice. Ogni utente versa al sito di turno una quota partecipativa che va da pochi centesimi ad un euro, in questo modo la “casa d’aste” ottiene il suo guadagno e ha la possibilità di vendere all’unico vincitore il prodotto ad un prezzo scontatissimo (senza che questo gravi sui conti della società).

C’è da fidarsi? La maggiore difficoltà incontrata dai titolari di siti di aste è stata quella di catturare la fiducia dei potenziali clienti. L’arma più forte in loro possesso è il passaparola, che ai tempi di internet è digitale. Come? Perlopiù grazie a Youtube. Il sito di condivisione video è infatti l’ambiente giusto dove ricercare le testimonianze di clienti delle aste online che mostrano con orgoglio gli oggetti vinti a prezzi stracciati. Inoltre chi pubblica una videotestimonianza riceve in cambio crediti da spendere ancora sul sito.