Il miele, l’alleato dolce e naturale del nostro fisico

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Utilizzato sin dall'antichità, il “cibo degli dei” è importante non solo per l'alimentazione, ma anche per trattamenti terapeutici e cosmetici...

Miele, la definizione. «Sostanza zuccherina di consistenza viscosa e di color biondo, che alcuni insetti imenotteri, in particolare l’ape domestica, elaborano dal nettare dei fiori o dalle secrezioni delle piante. […] È composto di vari zuccheri, soprattutto glucosio e fruttosio, e contiene inoltre proteine, aminoacidi, enzimi, acidi organici, ecc.; sottoposto a raffinazione (ottenuta generalmente per diluizione in acqua e filtrazione), viene usato come alimento naturale e in farmacia, talora, come eccipiente o come edulcorante» (dal dizionario Treccani).

Il miele, il “cibo degli dei”. La storia del miele affonda le sue radici nell’antichità. Risale al neolitico una raffigurazione rupestre rinvenuta vicino a Valencia, in Spagna, di un «cacciatore di miele», un uomo con un recipiente che introduce un braccio in un’ansa nella roccia per prelevare i favi. Gli Egiziani, probabilmente, furono i primi a capire l’importanza di offrire alle api un luogo dove creare l’alveare. I Sumeri utilizzavano il miele in cosmesi; gli Assiri e i Babilonesi per le affezioni che colpivano epidermide, occhi e apparato digerente e per trattare i corpi dei defunti. I Celti lo usavano nei riti di sepoltura; gli Etruschi come preziosa offerta votiva. I Greci lo consideravano il cibo degli dei, lo credevano un elisir di giovinezza e lo somministravano agli atleti che partecipavano ai Giochi olimpici. Il filosofo e scienziato Aristotele fu il primo a studiare le api, analizzando il loro modo di riprodursi e notando che esse si dedicano a una tipologia di fiori alla volta. I Romani usavano moltissimo il miele a scopo terapeutico, cosmetico e in cucina, tanto da considerarlo un alimento fondamentale. In India, il miele aveva significati simbolici, era considerato un afrodisiaco e per questo veniva utilizzato in filtri d’amore ed elisir. La sua importanza alimentare si mantiene per tutto il Medioevo, fino alla scoperta dell’America (1492) e alla diffusione dello zucchero ricavato dalla canna e dalla barbabietola, più economico. [fonte: Mieli d’autore] In particolare, l’alimentazione medievale prevedeva l’utilizzo del miele in diversi momenti: dall’aperitivo (per glassare i confetti di spezie e semi) alla preparazione di dolci e bevande (per esempio l’idromele, realizzato dalla fermentazione del miele) alla conservazione dei cibi.

I mille pregi del miele. Il miele è importante non solo per l’alimentazione, ma anche per trattamenti terapeutici e cosmetici. Infatti, in base al tipo di fiore dal quale viene generato, ha proprietà terapeutiche diverse. Ecco quali (da www.rimedinonna.com):

–      di acacia: corroborante, lassativo, antinfiammatorio per la gola, patologie dell’apparato digerente, disintossicante del fegato, contro l’acidità di stomaco;

–      di arancio: cicatrizzante per le ulcere, antispasmodico, sedativo; contro l’insonnia e l’eccitazione nervosa;

–      di bosco: indicato negli stati influenzali;

–      di castagno: favorisce la circolazione sanguigna, antispasmodico, astringente, disinfettante delle vie urinarie; consigliato per anziani e bambini;

–      di girasole: antinevralgico, antipiretico, consigliato contro il colesterolo; calcificante delle ossa;

–      di erba medica: tonificante, antinfiammatorio, indicato per gli sportivi dopo una gara;

–      di erica: azione antireumatica, antianemico ricostituente;

–      di eucalipto: azione antibiotica, antiasmatico; utile per la tosse;

–      di Gocciadoro di Trento: utile per controllare l’ipertensione;

–      di melata d’abete: antisettico polmonare e delle vie respiratorie;

–      di melata di quercia: antianemico; utilizzato dagli atleti per l’elevato contenuto di sali minerali;

–      millefiori: azione disintossicante del fegato;

–      di ginepro: particolarmente indicato nelle affezioni respiratorie;

–      di melo: diuretico, depurativo, azione benefica sui reni;

–      di tiglio: sedativo dei dolori mestruali, calmante, diuretico, digestivo; indicato per le tisane espettoranti; contro l’insonnia e l’irritabilità;

–      di timo e di trifoglio: antisettico, calmante, combatte la febbre;

–      di rododendro: antisettico, calmante;

–      polline dei fiori: alimento proteico, ideale come antistress.

Dove si acquista? Quando si acquista il miele, si consiglia di rivolgersi direttamente agli apicoltori. Per alcuni tipi bisogna recarsi nelle erboristerie o nei negozi specializzati, mentre nei supermercati e nella grande distribuzione si trovano facilmente quelli più industriali. In questo caso, però, Guidaconsumatore.com invita a fare attenzione che sull’etichetta ci sia scritto “puro”.

Il miele, probiotico e light. Il miele, dunque, dà una mano a risolvere i disturbi più svariati, dal mal di pancia all’insonnia alla tosse. Inoltre, è un alimento probiotico, light, con alto contenuto di fruttosio (dal potere dolcificante superiore allo zucchero raffinato); fornisce un’energia che il corpo può sfruttare più a lungo, aiuta la flora batterica, è digeribile e antibatterico.

Il consiglio. Benesserevillage.it consiglia di procurarsi dei campioncini di miele di diversi tipi, in modo da sfruttare al meglio tutte le sue proprietà, e, comunque, di mangiarne due cucchiaini al giorno, riducendo lo zucchero raffinato.

Contro l’asma. Il miele è anche un rimedio temporaneo contro l’asma: un paio di cucchiai possono dare un sollievo immediato, grazie alla presenza di oli essenziali e di vapori calmanti. Inoltre, come già visto, è utile anche in caso di mal di gola e raffreddore. Quasi tutti i batteri hanno bisogno di acqua per riprodursi, ma per il suo potere igroscopico (in grado di assorbire il vapore acqueo) il miele sottrae umidità e acqua ai microrganismi nocivi [fonte: Debora Attanasio e Paolo Bombara, Di necessità virtù, L’Airone, euro 9,90).

La funzione antibiotica del miele. Uno studio dei ricercatori dell’Università del Queensland (Australia) ha evidenziato che il miele di mirto australiano è in grado di contrastare i batteri più tenaci, grazie all’alta percentuale di una sostanza attiva detta Methylglyoxal (MGO) [fonte: La Stampa]. In questo modo, è possibile combattere in modo naturale le infezioni causate da batteri diventati resistenti alla penicillina, e ai suoi derivati, a causa di un uso eccessivo.

Gli studi più recenti. I ricercatori della Cardiff Metropolitan University (Gran Bretagna), invece, hanno dimostrato come il miele di manuka (albero che cresce spontaneo in Nuova Zelanda e Australia) sia efficace nel trattare lo Streptococcus pyogenes, un batterio che si trova normalmente nella pelle, ma che però è spesso associato alle ferite croniche [studio pubblicato su Microbiology, fonte: La Stampa]. In seguito all’aggregazione da parte dei batteri che infettano le ferite, si forma un biofilm, che crea una barriera in grado di ostacolare l’azione dei farmaci, impedendo la guarigione. Il miele di manuka è attivo proprio nel distruggere questa barriera.

Maschere di bellezza fai-da-te. Il miele è un prodotto da usare anche nella cosmetica. Ha proprietà emollienti, protettive e rigeneranti, motivo per cui viene utilizzato in maschere, creme e bagnoschiuma. Ecco qualche ricetta da Taccuinodibellezza.myblog.it:

–      contro l’acne: aggiungere al miele un cucchiaio di purea di pesche cotte; amalgamare gli ingredienti e spalmare sul viso ben lavato; sciacquare dopo 15 minuti con acqua prima tiepida e poi fredda;

–      per pelli secche: sbattere un rosso d’uovo, aggiungere un cucchiaio di latte, mezzo cucchiaino di miele, un cucchiaino di latte in polvere (o di farina di grano o di mandorle); spalmare il composto su viso e collo e lasciare agire per 15 minuti; sciacquare con acqua prima tiepida e poi fredda.

Da Blogdelbenessere.it:

–      contro le occhiaie: mescolare un tuorlo, un cucchiaio di miele millefiori, un cucchiaio d’olio di oliva e un cucchiaio di latte fresco; lasciare in posa per 10 minuti e risciacquare con acqua tiepida alternata a fresca.

Il miele in cucina. Il miele è utilizzato spesso anche in cucina. Quello d’acacia, per esempio, non interferisce con il gusto dei cibi, quindi va bene anche nel tè, nel caffè o nello yogurt. Inoltre, può prendere il posto dello zucchero in svariate ricette. Ecco quella dei biscotti al miele (da Sfizi e pasticci): mettere 120 grammi di burro ammorbidito in una terrina e montarlo fino a renderlo soffice e spumoso. A parte, amalgamare 100 grammi di miele d’acacia e un uovo sbattuto e aggiungere 200 grammi di farina (in cui è già stata mescolata mezza bustina di lievito) e un pizzico di cannella. Formare una palla e da questa ricavare delle palline grandi come una noce da mettere direttamente nella teglia, ricoperta di carta forno. Infornare in forno già caldo per 15-20 minuti. A cottura ultimata, far raffreddare e cospargere di zucchero a velo.