Il giro del mondo… Lo faccio senza aereo

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Un tour del globo in perfetto stile ottocentesco, che non inquini e non costi una fortuna è un sogno. Ecco come trasformarlo in realtà...

In cerca di un po’ di conversazione. «Chi è generalmente un viaggiatore? Un uomo che se ne va in cerca di un po’ di conversazione in capo al mondo» (Jules-Amédée Barbey d’Aurevilly).i

Ispirati dal mondo letterario. È arrivata l’estate e con essa la voglia di viaggiare. Ma quest’anno l’ispirazione per una vacanza diversa potrebbe venire dal mondo letterario. Sulle orme della storia raccontata da Jules Verne ne Il Giro del mondo in 80 giorni, ma senza limiti temporali e senza una scommessa da onorare, un giro del mondo che non si allontani troppo dalla tradizione letteraria è possibile.

Girare il mondo senza aerei. La nuova tendenza, infatti, risiede proprio nel mettere da parte per un tour del globo la via più semplice, cioè l’aereo, e affidarsi ai mezzi di trasporto più tradizionali, in perfetto stile ottocentesco e nel rispetto dell’ambiente. Banditi gli aerei, i viaggiatori più avventurosi scelgono di viaggiare intorno al mondo senza volare, affidandosi a treni, navi e persino all’autostop.

Mondo Via Terra. Eddy Cattaneo, ingegnere ambientale che si è licenziato per realizzare il suo sogno, circumnavigare il mondo, da solo, senza prendere l’aereo: «Non avevo limiti di tempo né di spazio, volevo vedere tutto. L’aereo ti consente di prendere delle scorciatoie, ma così salti dei pezzi, in qualche modo è come se barassi. Io volevo calpestare passo dopo passo tutto il mondo con calma, lentezza, assaporando ogni luogo. E poi alzarsi in volo significa contribuire a emissioni di CO2 che volevo, per quanto possibile, evitare». E così Eddy è partito per il suo viaggio, le cui impressioni sono state annotate prima su pezzi di carta, poi in un blog e infine in un libro, Mondo Via Terra. 467 giorni, 108.000 km, senza bucare il cielo. L’itinerario è stato pianificato solo nella parte iniziale e di volta in volta, in base alle diverse esperienze vissute, veniva decisa la tappa successiva. Eddy, munito di uno zaino con dentro un sacco a pelo, un pacchetto di medicine e una giacca da trekking, è partito da Recco, in provincia di Genova, a settembre del 2008, diretto verso sud-est, in modo da essere quasi sempre in primavera. Arrivato a Vienna, ha toccato Varsavia, Riga e poi Mosca. Da lì ha scelto la Via della seta, giù verso il Kazakistan. Ogni tappa è stata dettata dalle esigenze di viaggio e di vita. Per spostarsi si è servito di navi mercantili, treni, autobus scassati, biciclette, autostop e persino dromedari ed elefanti. Il costo del giro del mondo di Cattaneo è stato di poco superiore ai 10 mila euro, comprensivi di macchina fotografica, cellulare nuovo e pc acquistato in itinere.

In estate l’emisfero settentrionale. Se si decide di partire per il giro del mondo in estate, è consigliabile l’emisfero settentrionale, favorevole per questioni di clima. Esempio di viaggio intorno al mondo senza l’aiuto dell’aereo:

–       partire da Roma in treno direzione Venezia. Tempo impiegato: tre ore e mezza con l’alta velocità;

–       sempre su rotaie dirigersi verso Budapest. Tempo impiegato: tredici ore e mezza circa;

–       dalla capitale ungherese prendere il vagone letto delle ferrovie russe verso Mosca. Tempo impiegato: due giorni circa;

–       dalla città russa prendere il Trans-Mongolian Express diretto a Pechino. Tempo impiegato: sei giorni;

–       da Pechino spostarsi con l’alta velocità cinese verso Hong Kong o Shanghai;

–       a questo punto si lascia la terraferma per il mare, imbarcandosi su uno dei porta-container diretti a San Francisco. Tempo impiegato: 18-20 giorni circa;

–       giunti in America, prendere un treno diretto a Chicago;

–       da Chicago raggiungere New York;

–       dalla città con la statua della Libertà imbarcarsi su un transatlantico di linea, come il Queen Mary II, diretto verso il porto inglese di Southampton. Tempo impiegato: sette giorni;

–       da Southampton prendere il treno per Londra, poi per Parigi passando sotto la Manica e infine dalla capitale francese il notturno diretto a Roma.

In inverno meglio il mare. Se si preferisce l’inverno per un viaggio intorno al mondo, è consigliabile la soluzione marittima, scegliendo una nave che punta verso l’emisfero meridionale e verso il sole.

Passaporto e visti prima di partire. Alcuni consigli da Around The World Tours:

–       pensare con largo anticipo al passaporto, valido per almeno sei mesi (ma anche un anno), e ai visti necessari nei vari Paesi;

–       effettuare un ceck up approfondito dal medico almeno due mesi prima di partire, alcuni vaccini richiedono tempo. Fotocopiare certificati medici e libretto delle vaccinazioni; impostare una “dieta di viaggio” e rafforzare le proprie difese immunitarie;

–       grazie alle nuove tecnologie è possibile avere a portata di smartphone diverse applicazioni utili sui luoghi in cui ci si trova, dal meteo ai trasporti agli alberghi;

–       imparare l’inglese e anche qualche parola chiave delle lingue degli altri Paesi è utile per essere bene accolti.

Nuovi amici e nuove esperienze. Quando si decide di fare un viaggio intorno al mondo, uno degli elementi più importanti è il rapporto umano, il confronto con usi e costumi diversi dai propri, con popolazioni e culture nuove. Porsi con la massima disponibilità nei confronti degli indigeni spesso significa anche risparmiare sull’alloggio, grazie all’ospitalità offerta nei villaggi e nei luoghi in cui si capita.

Il giro del mondo in bicicletta. Keiichi Iwasaki, 38 anni, giapponese. Ha deciso di realizzare il suo tour intorno al mondo nel rispetto massimo dell’ambiente, affidandosi alla sua bicicletta e con pochissimi soldi in tasca. Il viaggiatore ecologista, partito nel 2002, ha percorso finora 60 mila chilometri, dal Giappone all’Italia attraverso più di 43 Paesi. Con soli 160 yen (1,50 euro circa) in tasca ha vissuto di quello che le persone incontrate durante il viaggio gli hanno offerto. Da due anni viaggia in coppia con Yuka Otsuka, anche lei giapponese. I due dall’Italia punteranno verso l’Africa, poi l’America e infine torneranno a casa, sempre in bicicletta.