Il computer da 25 dollari: piccolo ma potente

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La fondazione Raspberry Pi ha creato il pc meno caro del mondo. A breve sarà acquistabile online da tutto il mondo...

Ecco la svolta. È in arrivo il Raspberry Pi, un computer che costa 25 dollari, è grande poco più di una carta di credito e in così poco spazio contiene tutte le componenti hardware necessarie per svolgere le attività di cui ha bisogno un utente medio.

Nulla da invidiare. Non ha né schermo né tastiera, ma è pensato per essere collegato alla Tv di casa e ai monitor. Può svolgere tutte le operazioni di un normale pc, come fogli di calcolo, programmi di videoscrittura, giochi e riproduzione di video in alta definizione.

Presto disponibile. L’inizio delle vendite, come annunciato sul sito della fondazione, è previsto per febbraio 2012. L’unico modo per acquistare il Raspberry Pi da tutto il mondo sarà tramite il sito raspberrypi.org. I produttori contano in futuro di creare una rete di rivenditori in ogni paese.

Input e output. Dotato di ingresso Hdmi e ingressi standard, può essere connesso sia ai vecchi televisori analogici che ai moderni tv digitali. Tramite le porte usb è possibile collegare qualsiasi hardware normalmente utilizzato sugli abituali computer (stampanti, mouse, tastiere, microfoni, casse).

Grazie agli smartphone. L’idea è venuta a Eben Upton nel 2006, quando stava preparando l’esame di ammissione alla Cambridge University. Durante i primi esperimenti disponeva di una componentistica basilare, utilizzabile solo da smanettoni informatici. Perché il Raspberry Pi potesse diventare un prodotto commercializzabile è stato necessario attendere due anni. Nel 2008 i microprocessori utilizzati per gli smartphone, più piccoli e potenti, sono diventati economicamente accessibili; finalmente è stato possibile creare un pc capace di offrire prestazioni così buone da renderlo interessante anche ad un pubblico meno tecnico.

Nato per programmare. «Vogliamo vedere il Raspberry Pi utilizzato dai bambini di tutto il mondo per imparare a programmare» (Fondazione Raspeberry Pi).

Una nobile causa. Sono molti anni che si cerca di produrre il computer accessibile a tutti. Il primo progetto risale al 2005 quando l’informatico statunitense Nicholas Negroponte ha annunciato al Forum Economico Mondiale che avrebbe prodotto pc da 100 dollari. L’obbiettivo era quello di offrire un computer alle popolazioni affette dal digital divide (il divario di accesso alla tecnologia, e quindi alla cultura, tra paesi ricchi e poveri).

Obbiettivo mancato. Il progetto di distribuzione dell’X0-1, questo è il nome del pc, ha funzionato solo in parte. Il computer sognato da Negroponte non ha raggiunto il prezzo auspicato (andandoci però abbastanza vicino) e malgrado la massiccia distribuzione in stati come Uruguay, Brasile, Libia e Nigeria, la missione della Onlus Olpc (Un laptop per ogni bambino) sembra essersi arenata.

Uno lo compro, uno lo regalo. I creatori del Raspberry Pi hanno costituito una fondazione senza scopo di lucro. È possibile fare donazioni al progetto o effettuare un acquisto “prendi uno, dona uno”, in cui per ogni pc acquistato uno è regalato dalla fondazione per scopi didattici.

Economico o “di lusso”. Il Raspberry Pi sarà distribuito in due versioni: A e B. La prima, più basilare, avrà una Ram di 128 Mb e una sola porta usb; la seconda monterà invece una Ram da 256 Mb, due ingressi usb e una porta Ethernet (indispensabile per la navigazione internet tramite cavo). Nel prezzo non sono comprese le schede di memoria Sd, ma sarà possibile acquistarle sul sito insieme al pc. Il prezzo base, privo di eventuali tassazioni locali, sarà di 25 dollari (circa 19 euro) per il modello A e di 35 dollari (26,5 euro) per il modello B.

Internet indispensabile. Chi acquista il modello A, privo di porta Ethernet, non deve rinunciare a connettersi ad internet; utilizzando un’antenna wifi (15-20 euro), da collegare tramite porta usb, si può navigare senza fili.

Risparmio assicurato. Oltre al costo di un Raspberry Pi è ipotizzabile dover spendere dai 30 ai 50 euro per una scheda Sd (20 euro da 16Gb e 30 da 32Gb), un telaio esterno e per le spese di spedizione. Più del doppio del prezzo di partenza, ma molto meno di un notebook di fascia bassa (300 euro) o di un tablet (da 200 euro).

Dimensioni. Il Raspberry Pi misura: 85.60 mm x 53.98 mm x 17 mm. Il peso è di soli 45 grammi.

Potente. Le prestazioni di questo gioiellino sono straordinarie. La scheda video supporta la qualità BluRay e le performance sono doppie rispetto ad un iPhone 4S. La potenza è paragonabile a quella di un Pentium 2 da 300 MHz, ma con una capacità grafica nettamente migliore.

Open source. Il sistema operativo, utilizzato e raccomandato dai produttori, è rigorosamente open source e derivato da Linux: Fedora. Sarà comunque possibile utilizzare qualsiasi sistema operativo derivato da Linux.

Nuovi Steve Jobs. Per David Braben, progettista di giochi con un importante carriera alle spalle, nonché collaboratore del progetto, era necessario creare un computer che facesse tornare l’entusiasmo per la programmazione, come quello che avevano i giovani degli anni ’80. Per Braben oggi tutti sanno utilizzare basilarmente un pc, ma coloro che sono in grado di capirne funzionamento e dinamiche sono ben pochi: i prodotti degli anni 2000 sono troppo facili da usare.

Bruttino ma curioso. L’uscita ha rischiato di essere posticipata. La realizzazione dei telai esterni ha richiesto più tempo del previsto, così la fondazione ha deciso che i primi 10mila pezzi saranno venduti “nudi”; questo servirà anche a stimolare l’interesse verso questo oggetto. Chi ritiene la vista dei componenti troppo antiestetica, dovrà attendere l’estate. Saranno infatti commercializzati i telai da montare sul Raspberry e versioni del computer già rivestite. I prezzi di questi ultimi sono ancora da definire.

Quando? Per sapere quando sarà disponibile la vendita ci si può registrare alla mailing list del sito; è consentito l’acquisto di un solo pc a testa.

Modello da copiare. «Non pensiamo di avere tutte le risposte. Non crediamo che il Raspberry Pi risolverà tutti i problemi del mondo informatico; noi pensiamo di essere dei catalizzatori. Vogliamo vedere computer economici, accessibili e programmabili dappertutto: incoraggiamo le altre compagnie a copiare il nostro progetto. Vogliamo sfatare il mito per cui se non si spendono centinaia di euro, le famiglie non possono accedere a internet. Vogliamo che per i bambini sia normale possedere un computer davvero personale. Crediamo che il 2012 sarà un anno molto eccitante» (dal sito Raspberrypi.org).