Guida alla garanzia post vendita

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Obbligatoria e inderogabile la copertura legale sugli acquisti vale due anni e dà diritto alla riparazione, alla sostituzione o al rimborso totale o parziale del prezzo. A rispondere, è sempre il venditore

Due anni di garanzia legale. Elettrodomestici, automobili, telefoni, condizionatori: per ogni bene acquistato, il Codice del consumo  (articoli 128 e ss.), entrato in vigore nel 2005, stabilisce una garanzia legale di due anni che l’acquirente può far rivalere sul venditore se il prodotto è difettoso, non funziona, se è difforme rispetto a quello ordinato o diverso da quello descritto nella pubblicità (in tutti questi casi il bene presenta il cosiddetto “difetto di conformità”).

Una copertura che non può essere limitata. La garanzia legale, la cui durata decorre dalla consegna del bene, è sempre dovuta al consumatore e non può essere in alcun modo esclusa o limitata. Questa copertura si applica anche ai beni usati e regola i rapporti tra consumatore e venditore pure nel caso in cui il difetto sia imputabile al produttore. Per i beni usati la garanzia può essere ridotta a un anno, ma questo deve essere chiaramente scritto sul contratto: se sul documento non compare tale specificazione, l’acquirente ha diritto a due anni di copertura.

Il venditore, la persona cui rivolgersi se il prodotto dà problemi. Referente del consumatore è sempre il venditore, indipendentemente dal fatto che il difetto dipenda da un altro soggetto della catena distributiva, per esempio dal produttore. Il venditore che si rifiuta di accettare il bene in riparazione o di sostituirlo entro i due anni, commette una scorrettezza che può essere segnalata alla polizia municipale e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il venditore è colpevole anche nel caso in cui rimandi il cliente al centro assistente della casa produttrice del prodotto: se il difetto del bene si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna, la responsabilità è di chi l’ha venduto. La garanzia legale, invece, non è valida nel caso in cui sia stato il consumatore ad arrecare il danno, oppure se il consumatore conosceva o poteva conoscere il difetto di conformità al momento dell’acquisto.

Riparazione, sostituzione, rimborso: che cosa dice la legge. Nel caso in cui il bene sia difettoso o non funzionante, la legge prevede in primo luogo la riparazione o la sostituzione: i due rimedi sono sempre alternativi e a costo zero per il consumatore. Se si procede con la riparazione, per il pezzo sostituito non decorre un nuovo periodo di garanzia (attenzione: se invece la riparazione avviene oltre il termine della garanzia legale, le cose cambiano: per il pezzo sostituito inizierà a decorrere una nuova garanzia della durata di due anni). Se entro un arco di tempo contenuto non si procede con la riparazione o la sostituzione, il cliente può richiedere la risoluzione del contratto: restituendo il bene, riavrà indietro la somma spesa per acquistarlo. In alternativa, potrà ottenere la riduzione del prezzo: in pratica, terrà il bene “difettoso” con il rimborso di una parte del prezzo. L’entità della somma restituita sarà proporzionata all’uso che sia stato fatto dell’oggetto, valutando il singolo caso.

Anche l’installazione è garantita. Se il difetto si presenta entro sei mesi dalla consegna, si presume che tale difetto fosse presente già al momento dell’acquisto. Se, invece, il difetto di conformità si manifesta oltre i sei mesi ma entro i due anni dalla consegna, il consumatore dovrà dimostrare che il danno è collegato a un vizio esistente al momento della consegna. Il difetto che deriva dalla imperfetta installazione del bene è equiparata al difetto di conformità del bene, quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita ed è stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità.

Due mesi dalla scoperta del problema per segnalarlo al venditore. La garanzia legale dura due anni che decorrono dalla consegna del bene. Il consumatore ha anche due mesi di tempo dalla scoperta del problema per segnalare al venditore il difetto: complessivamente, quindi, ha 26 mesi di tempo dal momento della consegna (24 mesi di copertura + 2 mesi per denunciare) per far valere i suoi diritti.  È molto importante conservare per tutto questo periodo scontrini fiscali (meglio ancora una fotocopia per evitare la cancellazione del testo sulla carta termica) o fatture intestate che dimostrino l’acquisto. Come prova valgono anche il tagliando dell’assegno, la cedola della carta di credito, lo scontrino del bancomat e la confezione del bene. In mancanza di uno di questi documenti, vale anche la testimonianza.

Nessuna spesa addebitata al consumatore. La garanzia legale è sempre gratuita, qualunque sia il rimedio scelto. Il venditore non può addebitare alcuna spesa al consumatore né per materiali né per spedizione o manodopera. Alla garanzia legale si può aggiungere la garanzia commerciale, ulteriore copertura offerta dal produttore o dal venditore. La garanzia commerciale si aggiunge a quella legale, ma non la sostituisce: è facoltativa, ma una volta offerta diviene vincolante per chi la propone, secondo le modalità indicate. È libera nella durata, nell’oggetto e nell’estensione territoriale. La garanzia e convenzionale non può in nessun modo limitare i diritti del consumatore, può solo ampliarli.