Guida al bagno eco-friendly

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Ecologica, economica e sostenibile: la toilette può essere ristrutturata in modo intelligente, con un occhio di riguardo alla bolletta e al portafogli. Ecco come fare...

Anche il bagno può essere eco-friendly. Ristrutturare il bagno di casa è un’operazione abbastanza impegnativa, non soltanto dal punto di vista economico. I lavori coinvolgono muratore, idraulico, piastrellista, elettricista e imbianchino, figure professionali che si alternano nello stesso spazio in almeno cinque- sette giorni lavorativi. La ristrutturazione del bagno, o la realizzazione di uno da zero, può essere una buona occasione per creare un ambiente eco-friendly, scelta che consente di risparmiare denaro e di aiutare l’ambiente.

L’ecobonus, un incentivo in più. Per avviare i lavori di ristrutturazione c’è un incentivo in più. La legge di Stabilità 2014, approvata lo scorso 27 dicembre, ha prorogato le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Che vuol dire? Che, in determinate condizioni, chi avvia lavori di ristrutturazione può usufruire di agevolazioni, ovvero della detrazione dall’Irpef o dall’Ires nella misura del 65% per le spese sostenute nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2014 (la detrazione è invece pari al 50% per le spese che saranno effettuate nel 2015). Gli ecobonus sono riconosciuti solo se le spese sono state sostenute per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, per il miglioramento termico dell’edificio, per l’installazione di pannelli solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. La detrazione è pari a 100.000 euro nel caso d’interventi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Il tetto si abbassa a 60.000 euro per interventi nell’involucro degli edifici (pareti e finestre, compresi gli infissi) e per l’installazione di pannelli solari. Per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale scende a 30.000 euro (ulteriori informazioni, comunque, sono disponibili qui).

Ristrutturare il bagno, un intervento radicale. Prima di cominciare i lavori bisogna essere consapevoli del fatto che la ristrutturazione del bagno è un intervento radicale che, come tale, non può lasciare dietro di sé tracce di quanto c’era prima. Se si sostituiscono i sanitari, quindi, non si possono lasciare i tubi vecchi, che potrebbero essere inadeguati oppure non più recuperabili: anche questi vanno cambiati. Per lo stesso motivo non si può sostituire soltanto il pavimento o il rivestimento: la rimozione dell’uno causa rotture e crepe all’altro. I sanitari non possono essere tolti senza danneggiare il pavimento o le piastrelle di rivestimento e così via.

Un impianto nuovo di zecca. Se malmesso, l’impianto idraulico va rifatto (o creato da zero). Le vecchie tubature in piombo o in ferro oggi vengono sostituite da tubi in polietilene, materiale plastico più resistente alle deformazioni e alla corrosione. Altro vantaggio, il suo basso costo, e la possibilità di scegliere tra un’ampia varietà di forme, diametri e lunghezze, adattabili ad ambienti di diverse dimensioni. Calcinacci e materiali di scarto possono essere conferiti, se in quantità limitate, alle isole ecologiche del proprio comune. Per grandi quantitativi di materiale, invece, lo smaltimento è a pagamento (e questo può influire sul conto finale dei lavori).

Una stanza piena di calore. Se si decide di intervenire sull’impianto di riscaldamento del bagno si può prendere in esame l’installazione di pannelli di vetro a radiazione infrarossa, che possono essere alimentati elettricamente o attraverso l’impianto fotovoltaico (nel primo caso il risparmio in bolletta sarebbe comunque del 30%). In più, questi pannelli non richiedono tubazioni (per metterli in funzione basta una presa di corrente), riscaldano in modo rapido e diffondono la temperatura in tutta la stanza, mantenendo costante calore e umidità (e questo evita la formazione di muffe).

I materiali: ceramica o linoleum. La creazione di un bagno rispettoso della natura inizia dalla scelta dei materiali. Le piastrelle in ceramica sono meno soggette all’umidità e ai danni che ne conseguono e il loro impatto ambientale durante processo di produzione è generalmente basso. In più, i prezzi sono molto competitivi. Alcune piastrelle, poi, sono realizzate con prodotti riciclati come il vetro. Altrettanto ecocompatibile è il linoleum, materiale 100% naturale a base di olio di semi di lino, resine di pino, sughero, farina di legno, fibre in juta naturale ecc. Il linoleum è disponibile in una svariata gamma di colori, resiste al logoramento e all’umidità e il suo prezzo d’acquisto parte da circa dieci euro al metro quadrato (più o meno quanto le piastrelle di ceramica più a buon mercato).

Soffioni regolabili e rubinetti con i sensori. Scegliere soffioni dal flusso regolabile, che riducono drasticamente il flusso dell’acqua (da sei litri al minuto a due). Il risparmio sarà notevole, chiaro sin dalle prime bollette. Valutare l’installazione di rubinetti con sensori elettronici, in grado di attivare e bloccare il flusso dell’acqua in presenza o meno di una parte del corpo.

Toilette a doppio pulsante. Per evitare che a ogni scarico si sciupino decine di litri d’acqua, scegliere toilette a doppio pulsante, dotate di due tasti di selezione che consentono di scegliere un quantitativo maggiore o minore d’acqua.

Luci a led e mobili di legno. Considerando che il bagno è una stanza in cui si trascorre molto tempo, per contenere i costi sarà bene installare luci a led, che riducono dell’80% il carico energetico necessario all’illuminazione. Per quanto riguarda i mobili, evitare quelli che contengono formaldeide, sostanza che l’Airc, associazione per la ricerca sul cancro, ha valutato come cancerogena, e preferire allestimenti in legno riciclato o proveniente da foreste controllate. Per le pareti preferire pitture ecologiche o comunque di tipo naturale: prive di solventi tossici, inodori, facilitano il passaggio dell’umidità evitando le macchie, si asciugano più velocemente e non richiedono che la stanza rimanga inutilizzata per almeno 24 ore come accade con le altre vernici. I bagni ciechi, privi di finestre, richiedono l’installazione di ventole di areazione: scegliendone una a basso consumo energetico si potrà risparmiare sulla bolletta.

Per la pulizia, detersivi biologici e privi di fosfati. Anche la pulizia ha un ruolo fondamentale nell’abbattere l’eventuale inquinamento derivante dall’uso del bagno. Preferire detergenti biologici e privi di fosfati, meglio se acquistati alla spina. La maggior parte dei detersivi per il bagno è a base di ammoniaca, candeggina, acido clorico e solforico, tutti elementi molto pericolosi per l’ambiente e che dovrebbero essere evitati. Ricordare che un’adeguata pulizia permette di mantenere gli impianti sempre funzionali, e di risparmiare sulla manutenzione: un erogatore doccia a basso flusso otturato dal calcare perderà gran parte delle sue qualità di risparmio e nel lungo periodo ne risentirà.