Psicologia e finanza, 10 consigli per evitare le trappole emotive

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I nostri consigli pratici per non cadere nelle più comuni trappole cognitive che ci tende la mente

Dopo aver parlato diffusamente delle più comuni trappole cognitive di cui cade vittima il risparmiatore medio quando si trova a prendere una decisione di investimento, proviamo ora a delineare una strategia preventiva per evitarle. Il primo passo da compiere è rendersi conto che il “nemico” in questione è dentro di noi – nello specifico nel nostro cervello: per affrontarlo, è necessario innanzitutto capire come funziona e dove il meccanismo razionale si “inceppa”. Proviamo a farlo con l’aiuto del professor Matteo Motterlini, esperto di economia cognitiva e neuro economia, attualmente Consigliere per le Scienze Sociali e Comportamentali della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dirigente del Cresa, Centro di Ricerca di Epistemologia Sperimentale e Applicata. Già nel 2008, Motterlini ha pubblicato un volume in cui mette a punto dieci consigli pratici da seguire per cercare di mantenersi nei binari della razionalità, anche quando ci si trova di fronte a situazioni capaci di scatenare il panico. Ripercorriamo insieme le sue linee guida.

Non rimandate a domani le decisioni che potresti prendere oggi. La tentazione di posticipare il momento in cui dedicarci attivamente alla gestione dei nostri risparmi è forte. Un esempio su tutti è quello della previdenza: rimandiamo convinti di avere tanto tempo a disposizione per occuparci degli anni della pensione. Ma prendere tempo non è quasi mai la soluzione giusta quando si tratta di investimenti. Prima si comincia, più è ampio l’orizzonte temporale su cui spalmare l’investimento, meglio è per i vostri risparmi.

Non lasciatevi abbagliare da performance stellari. Se un’azione ha registrato recentemente rendimenti da favola, non è affatto detto che sia in grado di farlo anche nel prossimo futuro. Le medie storiche esistono (anche per questo): sarebbe bene tenerle d’occhio per evitare di prendere una cantonata, puntando tutto su un titolo che, dopo la fiammata momentanea, potrebbe anche non aver più fiato per correre.

Attenzione all’home bias. Sarebbe importante resistere tentazione di concentrarsi esclusivamente su investimenti in Italia o in titoli di società che conosciamo. Non perché non vadano bene di per sé, ma perché l’universo investibile è ampio, le opportunità sono numerose e la diversificazione fa sempre bene al portafoglio.

Ricordate che i mercati sono governati dal caso. La nostra mente tende a creare relazioni causali per spiegarsi fenomeni che non capisce per placare l’ansia dell’ignoto. Ma a volte è controproducente: nel caso dei mercati finanziari, l’andamento presente non offre alcuna garanzia o giustificazione dell’andamento futuro.

Le perdite fanno male, ma non lasciatevi sopraffare. L’avversione alle perdite gioca brutti scherzi alla mente dell’investitore che commette errori grossolani nel tentativo di evitare la sofferenza. Nel dettaglio, tendiamo a vendere troppo presto quando l’investimento sta andando bene per assicurarci il guadagno, e a tenere la posizione troppo a lungo quando sta andando male, nella ostinata speranza di recuperare. Razionalmente bisognerebbe sforzarsi di fare l’esatto contrario.

Non seguite ciecamente la massa. Vi abbiamo già parlato dell’effetto gregge: è la tendenza ad uniformarsi al comportamento altrui, a prescindere dalle proprie idee. Ma è un errore: le ondate di vendite e acquisti sui mercati finanziari nascono proprio dal panico collettivo. Meglio starne fuori e ragionare con la propria testa.

L’imprevisto è la regola. Nel mondo degli investimenti fare previsioni è un’attività difficilissima e spesso anche gli analisti più esperti sbagliano. Meglio dimenticare le manie di controllo e rassegnarsi al fatto che i rischi ci sono e non dipendono quasi mai dalle nostre azioni. Saperlo potrebbe essere tranquillizzante.

Occhio non vede, cuore non duole. Se decidete che il vostro investimento ha un orizzonte di lungo periodo, ha poco senso monitorare ossessivamente l’andamento dei mercati: si rischia solo di stressarsi inutilmente offrendo il fianco all’eccessiva avversione alle perdite, e di cadere quindi nei comportamenti descritti al punto 5.

Attenti all’overconfidence. La nostra mente tende a prendersi i meriti dei successi e ad attribuire agli altri la responsabilità dei fallimenti. Un esame di coscienza e una buona dose di realismo possono essere utili per gestire meglio i propri risparmi.