Energia, i 5 errori che gonfiano la bolletta

Bollette recapitate in ritardo, profili di consumo non rispettati, consumi stimati troppo alti: le cose da controllare per evitare di pagare di più

L’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento, comunicato a fine 2016 dall’Autorità per l’energia e il gas, prevede che per i prossimi tre mesi le famiglie pagheranno lo 0,9% in più per la luce e il 4,7% in più per il gas. Come fare per risparmiare? Per prima cosa, occhio alla bolletta. Quando la si riceve, oltre a ricordarsi che spesso può essere anche rateizzata, conviene controllare una serie di aspetti e vedere se i conti tornano. Sono tanti i fattori che determinano il costo di una bolletta, e con un po’ di attenzione di possono risparmiare spese inutili. Ecco cosa controllare:

  1. Se la bolletta non arriva, contattare subito il fornitore. Se vi accorgete che la bolletta tarda ad arrivare, meglio muoversi subito per evitare che a causa di disguidi vengano addebitati ingiustificati costi extra. Controllate nelle condizioni contrattuali ogni quanto dovreste riceverla (se la bolletta è bimestrale, trimestrale ecc.). In caso di mancato recapito, contattate il servizio clienti del fornitore per l’autolettura. La comunicazione può essere fatta per telefono, online, via fax: in caso di mancata risposta (o in caso di risposta negativa da parte del fornitore) ci si può rivolgere allo Sportello del Consumatore.
  2. Verificare che la lettura sia effettiva. L’importo riportato in bolletta può essere il frutto di un consumo stimato, non effettivo. Se vi accorgete che tra il consumo indicato in bolletta e quello effettivo c’è una differenza, potete contattare il servizio clienti e comunicare l’autolettura, invitandolo così all’emissione di una nuova fattura e all’eventuale restituzione della somma indebitamente pagata se il pagamento è già avvenuto con un addebito sul conto corrente. Per fare l’autolettura, se avete contatore elettronico dovete premere il tasto grigio situato vicino il display finché non compare l’informazione relativa al consumo. Se avete un contatore tradizionale, dovete leggere e comunicare solamente i numeri prima della virgola.
  3. Controllare che il profilo scelto sia applicato correttamente. La prima cosa per accertarsi di pagare quanto dovuto è capire fino in fondo che cosa c’è scritto nella bolletta. Di solito sotto il quadro centrale a sinistra c’è un riquadro con il riepilogo dei dati del proprio contratto: uso (domestico, residente o non residente), tipologia dell’offerta scelta, tensione di fornitura, potenza contrattualmente impegnata ecc. Può capitare che il profilo scelto in fase di stipula del contratto (domestico, residente o non residente) non sia stato applicato correttamente e che quindi, per esempio, le condizioni per non residenti siano applicate ai residenti. In questo caso dovete inviare un reclamo al fornitore insieme alla relativa documentazione (che, per esempio, dimostra che si è residenti) e chiedere che sia applicato il profilo scelto. Nella stessa sede si potrà chiedere il rimborso delle eventuali somme versate in eccesso.
  4. Controllare che le condizioni contrattuali siano rispettate. Se avete dubbi sull’ammontare dell’importo, soffermatevi anche sulla parte della bolletta relativa alle comunicazioni sulla fornitura, dove sono specificate tariffe e fasce orarie. Se, per esempio, trascorrete la giornata in ufficio e per risparmiare avete richiesto una tariffa bioraria, controllate che in fattura ci siano i consumi per le diverse fasce orarie F1 – F2 – F3: l’energia costa di meno dalle 19:00 alle 8:00 durante i giorni della settimana (chiamata fascia F2) e durante tutto il weekend e i festivi (F3), mentre è più alto dalle 8:00 alle 19:00, da lunedì al venerdì (F1). Se riscontrate incongruenze, rivolgetevi subito al servizio clienti del vostro fornitore.
  5. Attenzione ai termini di prescrizione. La prescrizione delle bollette relative ai consumi di luce, acqua, gas e telefono per le utenze domestiche si attiva trascorsi i 5 anni dalla data di scadenza del pagamento (così stabilisce l’articolo 2948 comma 4 del Codice Civile). Se, in pratica, la società fornitrice si scorda di inviare la fattura, la colpa non ricade sul consumatore, che non può essere dichiarato moroso. Ai consumatori, quindi, non possono essere richieste somme relative a periodi antecedenti ai 5 anni dalla data di emissione della fattura. La preiscrizione si riferisce a rifornimenti di energia elettrica; rifornimenti di acqua potabile; linee telefoniche, fax, internet ADSL dei vari operatori di telecomunicazioni; rifornimenti di gasolio, metano e riscaldamento. Decorso il quinquennio non siete più tenuti a pagare e l’azienda fornitrice non potrà interrompere la fornitura in oggetto. Se la fattura contiene un importo prescritto, sospendete il pagamento della fattura limitatamente agli importi prescritti e fate un reclamo scritto con una raccomandata a/r.
redazione


358
0
1
2
 
0

361