È arrivata l’edicola digitale

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Non più solo la singola testata, ora si può avere un ventaglio di possibilità con un’unica app. A meno di dieci euro... ...

Dieci riviste. Nove euro e 99 centesimi al mese per leggere dieci riviste a scelta: è l’offerta di Lekiosk, l’applicazione legata all’editoria d’informazione lanciata di recente sul mercato italiano dopo aver esordito in Francia e proseguito la sua marcia in Gran Bretagna. Al momento sono una decina gli editori presenti: Mondadori, Class Editori, Condé Nast, Gruner+Jahr, Hearst e Monrif, per un centinaio di giornali, soprattutto magazine (i quotidiani per ora sono solo quelli del gruppo Poligrafici: Giorno, Nazione, Resto del Carlino).

Un chiosco interattivo. Il debutto italiano di Lekiosk è targato iOS, ma il prossimo anno sarà disponibile anche su Android e Windows Phone 8. L’applicazione è scaricabile gratuitamente dall’App Store. Una volta che ci si è registrati si può scegliere dal chiosco interattivo, che mostra le copertine disponibili, il singolo giornale che si preferisce (es.: Panorama, 0,79 euro; Class, 3,59; Gente Motori, 1,79, Macworld, 3,59), oppure comprarne dieci, sempre a scelta, con l’abbonamento a 9,99 euro mensili («Siamo i primi a farlo», dice Michaël Philippe).

L’idea a 22 anni. Michaël Philippe, il fondatore dell’azienda, è un ragazzo di 26 anni. L’idea che sta dietro all’applicazione gli è venuta quando ne aveva 22 e lavorava a New York. Non poter leggere il suo quotidiano preferito, l’Equipe, nell’era digitale, solo perché si trovava dall’altra parte dell’oceano gli parve una follia. «Ne parla con il fratello, di un anno più grande, e con altri amici dell’università, fondano una startup, trovano i finanziamenti (hanno raccolto finora 3 milioni di euro da fondi privati francesi) ed ecco lekiosk nella prima versione, per web. “Allora fu difficile convincere gli editori. Ma proponemmo loro di usufruire della piattaforma senza pagare. Era un modello vincente per tutti (…). Poi, con l’arrivo dell’iPad, la situazione è cambiata in meglio”» (Gaia  Berruto su Wired).

Ricavi. In Francia, dove è stata lanciata nel 2011, Lekiosk è la prima app per iPad per ricavi. È stata scaricata 500 mila volte, è utilizzata da un utente iPad su quattro.

Ricavi/2. Ricavi di Lekiosk nel 2011: 1,5 milioni di euro. Previsti nel 2012: 5,5 milioni. Divisione dei ricavi nel caso di vendita sull’iPad: 40% agli editori, 30% ad Apple, 30% a Lekiosk.

Italiani a Menlo Park. In tre anni ha sviluppato un pacchetto di 600 applicazioni e 300 testate in 15 paesi, con oltre mezzo milione di utenti: è Paperlit, nata nel 2009 e cresciuta a Menlo Park, nella Silicon Valley, da menti italiane: Gionata Mettifogo e Mario Mariani. Paperlit permette agli editori di esportare con facilità e impatto minimo le proprie testate rendendole accessibili sul web e su ogni genere di dispositivo portatile (Paperlit converte il formato pdf della pagina, fornito dall’editore, in formati adatti per l’e-reading). L’app più nota è Paperlit Social Reader, applicazione per Facebook, che “socializza” le riviste e le monetizza attraverso un sistema di micropagamenti (i Facebook Credit). Per il lettore, la possibilità di avere, oltre allo sfoglio tradizionale, un giornale su misura grazie alla tecnologia Open Graph che intreccia i dati su abitudini, passioni, gusti del lettore stesso e degli amici.

Il giornale com’è. Con Paperlit la replica digitale (anche su pc, smartphone e tablet Android) non cambia l’impatto visivo. Il giornale, dice Mettifogo, «offre un colpo d’occhio più efficace rispetto al modo in cui le notizie sono presentate sul web».

App Android. Applicazioni che permettono di accedere gratuitamente ai siti dei giornali consentendo la lettura degli articoli per intero (sistema Android per tablet e smartphone):

• “Quotidiani italiani online” (gratuita). Presenti giornali (Repubblica, Corriere, Messaggero ecc.) e periodici. Modalità di visualizzazione personalizzabile, ottimizzazione di visualizzazione per tablet. Semplicità e facilità di lettura.

• “Rassegna stampa” (gratuita). Presenti una quindicina di quotidiani. Dalle impostazioni è possibile scegliere se caricare le immagini o meno (per risparmiare banda).

• “Giornali italiani” (gratuita). Presenti Repubblica, Corriere, Gazzetta dello Sport. Apre i siti dei quotidiani in versione desktop.

iEdicola. Applicazioni per iPad e iPhone: centinaia di giornali nell’Edicola di iTunes. Es.: Repubblica (giornale da sfogliare su iPad), 19,99 euro al mese. La Stampa, 16,99 euro al mese (con 30 giorni di prova gratuita. App anche Android). Il Sole 24 Ore (unico abbonamento per pc, iPad, iPhone, tablet Android), 31,99 euro al mese

• “Giornali oggi”. Al prezzo di 1,79 euro l’app (progettata per iPad e iPhone) consente di leggere gratuitamente le prime pagine dei principali quotidiani italiani (manca però il Corriere della Sera).

• “Quotidiani italiani” (1,79 euro). Consente l’accesso gratuito ai siti dei maggiori quotidiani nazionali dall’iPhone, senza costi aggiuntivi sotto rete 3G.

Edicola italiana. Qualche tempo fa è stata annunciata Edicola italiana, consorzio per la realizzazione di un’edicola digitale fra quattro dei principali gruppi nazionali di editoria d’informazione: Sole 24 Ore, Espresso, Mondadori, Rcs. La piattaforma dovrebbe consentire agli utenti/lettori di acquistare semplicemente, in un unico luogo online e in formato digitale, i prodotti giornalistici preferiti. Al momento, però, dopo la lettera d’intenti per la costituzione del consorzio firmata alla fine dello scorso mese di marzo, l’iniziativa non è ancora operativa.

Pagine in pdf. Inserendo “edicola italiana” in Google, il primo sito a cui si viene indirizzati è http://edicola-sister.blogspot.it/, che a sua volta rinvia, attraverso un link “quotidiani nazionali e regionali” del giorno, a http://uploaded.net/f/wtmgbs, dove si possono scaricare a pagamento in formato pdf numerosi giornali (9,99 euro al mese in genere il prezzo).

Quotidiani online. Sei possessori di tablet su dieci leggono quotidiani e periodici più di quanto facessero prima di avere il tablet. Tra le app scaricate, quelle che consentono di leggere i giornali sono seconde solo a quelle per l’intrattenimento (da un’indagine Doxa).