Differenziare, risparmiando tempo e denaro

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Piatti e bicchieri di plastica? Si possono riciclare. Posate dello stesso materiale? Vanno nell’indifferenziato. Errori comuni che fanno perdere tempo e costano caro, non solo all’ambiente. Dritte per non sbagliare...

L’errore dietro l’angolo. Quando si differenziano i rifiuti l’errore è sempre possibile. Il cartone della pizza sporco di cibo nel contenitore della carta, per esempio. O ancora, una bambola gettata tra le bottiglie di plastica. Errori che, considerando le multe cui in alcune città va incontro chi differenzia male i propri rifiuti, possono costare caro, non solo all’ambiente. Nel 2012 nella sola città di Roma, per esempio, sono state elevate 5166 multe da 100 euro l’una per la cattiva differenziazione dei rifiuti.

Un danno al ciclo produttivo. Che cosa succede quando si mette nella pattumiera un rifiuto non adatto al riciclo lo spiega Walter Facciotto, direttore generale del Conai, Consorzio nazionale imballaggi: “Si crea un grosso danno al ciclo produttivo, soprattutto buttando ceramica e pirex in mezzo al vetro. I detector non riconoscono le particelle di ceramica, pur essendo macchine molto sofisticate, e quando il vetro viene triturato e complesso, anche la ceramica, che fonde a una temperatura differente dal vetro, è inglobata nelle nuove bottiglie. Queste nuove bottiglie, però, possono scoppiare, sono a rischio”.  

Gli errori più comuni. Gli errori più comuni, , riguardano i manufatti in plastica: giocattoli, articoli per la casa, piccoli elettrodomestici, qualsiasi oggetto in plastica o con parti in plastica, che sono fatti con polimeri differenti, non riciclabili. Altra cosa che si sbaglia spesso è il riciclo del Tetra Pak, il cui smaltimento varia da un comune all’altro: le confezioni di questo materiale vanno con la carta o con la plastica a seconda dei regolamenti vigenti. In ogni caso, prima d’essere buttato, il contenitore andrà sciacquato in modo che al suo interno non rimangano residui alimentari. Il motivo è semplice: i resti di cibo, andando a male, generano cattivi odori e muffe e contaminano i materiali, per esempio la carta, compromettendo la possibilità di riciclarla.

Gli scontrini nell’indifferenziato. Spiega Facciotto: “Per quanto riguarda la carta, l’errore più comune è buttare nel suo contenitore gli scontrini, carta termica che contiene solventi e aumenta lo scarto, oppure cartoni sporchi, con avanzi di cibo, che fermentano”. Stampati su carta chimica, gli scontrini non possono essere recuperati e devono andare nell’indifferenziato. I cartoni della pizza, invece, vanno nel raccoglitore della carta solo se perfettamente puliti. Quelli sporchi compromettono la raccolta della carta e devono andare tra gli indifferenziati.

Bicchieri, specchi e ceramica nel vetro. Altro errore molto comune, gettare bicchieri o specchi nel vetro I bicchieri, infatti, contengono un’elevata quantità di metalli pesanti e per questo possono contaminare il processo di riciclo del vetro. La raccolta del vetro riguarda soltanto confezioni e imballaggi. Che vuol dire? Sì alle bottiglie e ai barattoli di vetro, no a bicchieri o a tazzine rotte che dovranno andare nell’indifferenziata.

Piatti di plastica riciclabili dal 2012. Piatti e bicchieri di plastica da poco più di un anno sono riciclabili: dal I maggio 2012 possono essere gettati nella raccolta della plastica, anche se usati e sporchi (i residui di cibo dovranno comunque essere eliminati). La nuova regola, però, non vale per le posate fatte solo apparentemente dello stesso materiale.

Il codice 07 non si ricicla. Le confezioni e gli involucri di biscotti e caffè non vanno nella plastica, come comunemente accade. Nella maggior parte dei casi il packaging di questi prodotti è fatto da materiali non riciclabili. Per averne la certezza, meglio controllare i simboli presenti sulle confezioni: il triangolo con codice 07 indica che gli imballaggi non possono essere differenziati.

Non perdere tempo. Una soluzione pratica può essere acquistare beni senza confezione o imballaggio, prodotti alla spina per esempio, sfruttando sempre gli stessi contenitori per trasportarli. Altra possibilità, lasciare direttamente al negozio le confezioni di cartone di determinati prodotti, in modo che siano i commercianti a doversi occupare dello smaltimento. In casa, poi, si possono separare subito carta, cartone e eventuali altri materiali come spillette metalliche o cellophane per non doverlo fare dopo, quando tutto dovrà essere buttato. Infine, può essere utile consultare il materiale informativo messo a disposizione dalle amministrazioni comunali su come smaltire correttamente i rifiuti.

I simboli per orientarsi. Per aiutare i consumatori nella corretta separazione dei rifiuti, i produttori devono indicare il materiale usato per l’imballaggio. Lo fanno usando alcuni simboli: questa pagina del sito del Wwf spiega come orientarsi.