Dare una seconda vita agli oggetti

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Abiti, suppellettili, mobili: cantine, armadi e magazzini spesso nascondono oggetti dimenticati che possono essere utili ad altri. In rete o di persona, come vendere, affittare o regalare...

 Ritrovare oggetti che non si ricordava d’avere. Svuotare la cantina, un magazzino o il ripostiglio oppure soltanto fare il cambio dell’armadio è un’operazione che può riservare sorprese, a partire dal ritrovamento di oggetti scordati. In questo caso si possono percorrere più strade: si può buttare via tutto, si può vendere o si può regalare a chi ne ha bisogno.

Per prima cosa, riportare l’oggetto in buone condizioni. Se ci si orienta verso la vendita la prima cosa da fare è riportare l’oggetto a un buono stato. Ci si vuole liberare, per esempio, di abiti che per anni sono stati chiusi in cantina? Lavarli e stirarli li riporterà a una nuova vita. Stesso discorso vale per suppellettili, mobili, soprammobili: pulirli permetterà di valutarne il valore in modo più attendibile.

Fare una stima e vendere nei mercatini. Per capire quanto un oggetto vale ci si può rivolgere a un mercatino dell’usato o ai negozi che si occupano di compravendita di cose  di seconda mano. Gli indirizzi si trovano su Mercatini d’Italia e su Mercatino usato, affidabili secondo chi li ha provati, altre informazioni sono disponibili su Mercatopoli. Oltre a fare una stima, mercatini e negozi dell’usato si occupano anche della vendita dell’oggetto (le regole e le commissioni, di solito, cambiano da esercizio in esercizio).

Vendere in rete. Le persone che hanno più familiarità col web possono vendere online. La rete può essere utile anche per fare una stima: se, per esempio, ci si vuole liberare di una vecchia radio perfettamente funzionante, cercandone su Internet nome, marca e modello si può risalire al suo valore. A questo punto bisogna scattare una o più foto dell’oggetto per mostrare in che stato è e pubblicare le immagini sul sito in cui si desidera metterlo in vendita insieme a una sua breve descrizione. Il sito più famoso in questo senso è eBay: si può organizzare un’asta o fissare un prezzo e aspettare l’offerta dell’acquirente.

Vendere dallo smartphone. La vendita degli oggetti che non si usano più si può fare anche da smartphone attraverso le app. Depop (gratis App Store), per esempio, permette ai suoi iscritti di comprare e vendere. Grazie alla geo-localizzazione si possono cercare oggetti nei luoghi più vicini e concludere la transazione di persona. Su Xtribe (gratis per iOS, informazioni sui prossimi sviluppi sono disponibili qui) si trovano oggetti usati e piccole creazioni artigianali. Shpock (gratis per iPhone e Android) ha un’interfaccia molto simile a Instagram: per mettere in vendita un oggetto basta scattare una foto, aggiungere descrizione e prezzo e attendere che qualcuno dimostri interesse all’acquisto. Infine c’è Instagram, che all’occorrenza si può trasformare in un’ottima vetrina per lo shopping online. Per capirne le potenzialità basta cercare tag come #vendita, #invendita e #onsale e spulciare tra le foto già presenti. Al momento in vendita si trovano soprattutto gioielli, oggetti di bigiotteria fatti a mano e abiti, ma il numero di categorie merceologiche sta lievitando in fretta.

Altra possibilità, il regalo. L’alternativa alla vendita è il dono. In rete ci sono moltissime possibilità, come la pagina Facebook “Te lo regalo se vieni a prendertelo” (ve ne avevamo parlato qui), oppure il sito teloregalo.it.  Ci si può anche rivolgere alle associazioni benefiche della propria città.

Affittare ciò che non si usa più. Infine, un oggetto che non si usa più può essere offerto in noleggio. Sul web ci sono diversi siti che aiutano a farlo. Locloc permette di affittare ciò che si usa poco o nulla, garantendo anche un piccolo guadagno. Per iscriversi a Locloc basta creare un profilo o utilizzare quello Facebook, inserire la foto dell’oggetto che si desidera condividere – ci sono diverse categorie -, e decidere il pezzo.  Stesso principio alla base di Ozizu,  realtà online ancora in fase di lancio dove attraverso un annuncio si mette a disposizione il proprio oggetto.